open fiber fibercop giorgia meloni giancarlo giorgetti

ECCO COSA SUCCEDE A DARE LE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE AI PRIVATI: PER AVERE UN PROFITTO MAGGIORE, SE NE FREGANO DEGLI INTERESSI PUBBLICI - FIBERCOP (EX RETE TIM) CHIEDE UNA CONSULTAZIONE PUBBLICA SUL CABLAGGIO DI 40MILA INDIRIZZI. È UN TENTATIVO DI OSTACOLARE LA CONCORRENTE OPEN FIBER (AL 60% DI CDP, QUINDI STATALE), CHE SENZA QUELL'INTERVENTO NON POTRÀ CHIUDERE IL FINANZIAMENTO DA 1,1 MILIARDI CON LE BANCHE - GLI AMERICANI DI KKR, PRINCIPALI AZIONISTI DI FIBERCOP, VOGLIONO "DEPREZZARE" OPEN FIBER: SE PERDE VALORE, RISPARMIERANNO AL MOMENTO DI COMPRARLA E FARE LA RETE UNICA - IL DILEMMA DI CDP, CHE POSSIEDE ANCHE IL 10% DI TIM...

Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per “la Repubblica”

 

FIBERCOP

La battaglia per la cablatura in fibra ottica del Paese, che vede schierati da una parte Fibercop (la ex rete Tim ceduta a Kkr e al Tesoro) e dall’altra Open Fiber (60% Cdp e 40% Macquarie) si fa più dura.

 

Fibercop mette in campo una manovra di disturbo a danno del concorrente con la richiesta nella consultazione pubblica di 40 mila numeri civici. Open Fiber li aveva messi nel suo piano in sostituzione di altrettanti numeri sparsi sul territorio e più difficili e costosi da raggiungere.

 

open fiber 3

In questo modo Fibercop rende più difficile a Open Fiber la realizzazione del suo piano e soprattutto la chiusura del nuovo finanziamento con le banche da 1,1 miliardi per fine novembre. Se non si chiudesse, sarebbe un bel problema anche per il governo che non può certo accollarsi il fallimento di Open Fiber.

 

La mossa di Fibercop solleva anche il tema dei rapporti tra i suoi azionisti: Kkr e alleati da una parte (con il 65% e la gestione operativa); il Mef e il fondo F2i dall’altra (con il 25-26% e poteri su operazioni straordinarie e golden power).

 

henry kravis

I rapporti non sembrano buoni tanto che il Mef avrebbe già scritto una lettera di fuoco al fondo Usa perché non consultato su una serie di argomenti. Il Mef ha un interesse economico più grande dalla parte di Open Fiber, dove controlla il 60% attraverso la Cdp, piuttosto che in Fibercop. E poi la Cdp ha anche il 10% di Tim che in caso di fusione tra Fibercop e Open Fiber entro 30 mesi dal luglio scorso può incassare un premio aggiuntivo da 2,8 miliardi.

 

Ma al momento in Fibercop prevale l’interesse di Kkr che è intenzionato a mandare alla deriva il concorrente Open Fiber per fare una fusione a valori minimi o anche non farla entro i 30 mesi ma solo successivamente.

 

FIBERCOP TIM

Fatto sta che al momento, secondo Infratel, il piano Italia 1 Giga di cablatura nelle aree grigie, appaltato quasi in parti uguali ai due operatori, va avanti molto a rilento. Solo il 29% dei numeri civici sono stati passati con la fibra e avanti di questo passo si rischia di non arrivare al traguardo entro giugno 2026, data stabilita per accedere ai 3,6 miliardi messi a disposizione dal Pnrr, di cui il 30% già anticipato.

 

E se il governo a un certo punto valutasse che Open Fiber e Fibercop non fossero in grado di arrivare all’obiettivo predefinito potrebbe far scendere in campo la Starlink di Elon Musk. Con i suoi 6000 satelliti a bassa orbita può offrire velocemente connettività a banda larga soprattutto nelle aree a minore densità del Paese. Ma occorrerebbe rivedere il bando del Pnrr. […]

open fiber 1piano bul open fiber 2starlink satellitiFIBERCOP

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...