vito crimi davide casaleggio luigi di maio carla cuccu lorenzo borre borre'

LE ESPULSIONI DEI CINQUE STELLE NON SONO VALIDE? – UN PRONUNCIAMENTO DEL TRIBUNALE DI CAGLIARI RIMETTE IN DISCUSSIONE L’EPURAZIONE DEI DISSIDENTI: I GIUDICI HANNO DUBBI SULLA VALIDITÀ DELL’ESPULSIONE DI UNA CONSIGLIERA REGIONALE VISTO CHE IL MOVIMENTO È ORMAI “PRIVO DI RAPPRESENTANZA LEGALE” – L’AVVOCATO BORRÈ: “SICCOME LE ESPULSIONI DEI PARLAMENTARI SONO STATE EROGATE DAL CAPO POLITICO DEL M5S, SIGNIFICA CHE QUESTE ESPULSIONI SONO STATE EROGATE DA UN ORGANO CHE GIÀ NON ESISTEVA PIÙ…”

Carla Cuccu

1 – M5S, AVV. BORRÈ: “ESPULSIONI DEI PARLAMENTARI NON VALIDE PERCHÉ EROGATE DA UN CAPO POLITICO CHE NON ESISTE PIÙ”

Da “Radio Cusano Campus”

 

“Il M5S è privo di rappresentanza legale". Il pronunciamento del Tribunale di Cagliari è arrivato dopo il ricorso di un’espulsa: Carla Cuccu, consigliera pentastellata della Regione Sardegna. L’avv. Lorenzo Borrè, legale della ricorrente, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

lorenzo borre

 

“Non è una sentenza –ha spiegato Borrè-. Si tratta di un decreto emesso dal tribunale di Cagliari in un procedimento che è appena iniziato e che dovrebbe essere notificato al legale rappresentante del M5S.

 

Ma al momento questo legale rappresentante non c’è perché con la modifica dello statuto il capo politico è stato sostituito con un organo collegiale che però ancora non si è insediato.

 

LUIGI DI MAIO VITO CRIMI

Il presidente del tribunale non si è espresso sulla validità o meno delle espulsioni, bensì sul fatto che non c’è più il capo politico. Siccome le espulsioni dei parlamentari sono state erogate dal capo politico del M5S, significa che queste espulsioni sono state erogate da un organo che già non esisteva più.

DAVIDE CASALEGGIO ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Non c’è un organo interno al Parlamento che possa annullare le espulsioni, a questo punto, interpretando in modo forzoso una norma dello statuto del M5S, chi viene espulso dal gruppo parlamentare viene espulso anche dal M5S.

 

Ma questo ragionamento ha una falla perché in caso di espulsione dal gruppo parlamentare l’espulsione deve essere vagliata dai probiviri per valutare se sono state adottate in conformità con quanto prevede lo statuto. Qualche espulso mi ha chiamato per avere dei ragguagli, ma per ora nessuno mi ha dato mandato per il ricorso, so che alcuni si sono rivolti ad un bravo legale di Genova”. 

 

Carla Cuccu Luigi Di Maio

2 – «MANCA UN RAPPRESENTANTE LEGALE» ESPULSIONI M5S, I DUBBI DEI GIUDICI

Alessandro Trocino per il "Corriere della Sera"

 

Il capo politico reggente da una vita, Vito Crimi, è scaduto; per il nuovo direttorio mancano ancora le candidature e non si sa nulla dei tempi; il gruppo si è spaccato e gli espulsi hanno dato vita ad «Alternativa c' è».

 

Come se non bastasse, ad aumentare il clima di entropia arriva la notizia che il tribunale di Cagliari ha sentenziato che i 5 Stelle sono «rimasti privi di rappresentanza legale». Un Movimento acefalo, scisso, disorientato, che aspetta con trepidazione il suo salvatore Giuseppe Conte, che per ora si fa desiderare.

nicola morra

 

Il 17 febbraio scorso, gli iscritti alla piattaforma Rousseau hanno votato per la modifica dello statuto del M5S, introducendo un Comitato direttivo di cinque membri con le funzioni di rappresentanza legale. Il tribunale di Cagliari è stato sollecitato da un' istanza della consigliera regionale della Sardegna Carla Cuccu, espulsa il 27 gennaio scorso con provvedimento firmato proprio da Crimi.

 

lorenzo borre 2

I suoi legali, Patrizio Rovelli e Lorenzo Borrè, hanno chiesto la nomina di un curatore speciale del M5S, considerato che all' abolizione della carica di capo politico non è seguito l' insediamento di un nuovo organo.

 

Borrè spiega: «È come se fosse stata espulsa da un fantasma». Quanto basta a uno dei probiviri, la consigliera dissidente Raffaella Andreola, per sentirsi confortata nella sua opinione: «La pronuncia del tribunale va nella direzione da me paventata e cioè della possibilità che vi siano dubbi di legittimità delle espulsioni».

 

Non proprio un buon viatico per cominciare la strada nel nuovo governo, visto che le «tristi vertenze», come le chiama la Andreola, rischiano di moltiplicarsi. Il nuovo Comitato direttivo latita.

 

Crimi non dà notizia, l' associazione Rousseau chiede che si faccia in fretta. Tra i candidati ci sono Danilo Toninelli, Alfonso Bonafede, Fabio Massimo Castaldo e Virginia Raggi.

ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE

Il Movimento avrebbe bisogno di una guida efficiente in questo momento difficile e anche per questo si sta pensando di modificare la norma che prevede la presenza di un primus inter pares a rotazione, rendendolo permanente.

 

La nuova opposizione intanto si prepara. Alla Camera è nata una componente di 12 deputati, mentre ieri sei senatori del gruppo Misto hanno chiesto la costituzione di una componente, che si appoggerà al simbolo di Italia dei valori, dal nome «L' Alternativa c' è». Mattia Crucioli spiega l' origine del nome: «È la risposta al motto "non c' è alternativa" che fu caro alla Thatcher e che sta alla base di questo governo liberista».

 

luigi di maio vito crimi 1

L' uscita di una quarantina di parlamentari (dieci sono pronti alla class action ) preoccupa molti, ma non chi spera che si ricostituisca una nuova identità più chiara.

Spiega Aldo Penna: «L' uscita può trasformarsi da problema in opportunità, con il passaggio da forza antagonista a forza riformatrice e di governo, senza rinunciare al rigore».

lorenzo borre lorenzo borre 1CRIMI DI MAIO EUROPAluigi di maio vito crimi 3LORENZO BORRE'

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?