marine marion marechal le pen eric zemmour

UNA FAMIGLIA, MILLE FAIDE - DOPO LITI E SCAZZI ALL'OMBRA DEL VECCHIO PATRIARCA JEAN MARIE, LA RICONCILIAZIONE TRA MARINE E LA NIPOTE MARION MARECHAL FINISCE PER TAGLIARE FUORI ZEMMOUR - IL LEADER DELL’ESTREMA DESTRA, DOPO GLI INSULTI RIVOLTI ALLA 34ENNE (“TRADITRICE, BUGIARDA!"), RIDUCE LA VICENDA A UNA QUESTIONE DI POLTRONE E FAVORI TRA PARENTI: “ALLA FINE MARION HA SOLO VOLUTO TORNARE NEL CLAN FAMILIARE” - LE DIFFERENZE IDEOLOGICHE TRA MARINE, VICINA ALLA DESTRA SOCIALE, E MARION, PALADINA DELL'ALA CONSERVATRICE E ANTI-ISLAMICA...

Stefano Montefiori per il "Corriere della Sera" - Estratti

marine e marion marechal le pen

 

La storia dei rapporti tra Marine Le Pen e Marion Maréchal comincia presto, anzi prestissimo, nell’istante in cui Marion viene al mondo. Il 10 decembre 1989, nell’ospedale di Saint-Germain-en-Laye, c’è Marine Le Pen in sala parto a tenere la mano della sorella più grande Yann, mentre Marion emette il primo vagito.

 

«Marine ha fatto la parte del padre», dirà Yann, perché il padre biologico di Marion, il giornalista e diplomatico Roger Auque, era assente ed è riapparso solo quando la figlia era ormai adolescente.

 

Nei primi anni Marine ha aiutato la sorella Yann ad allevare Marion, che poi ha preso il cognome da Samuel Maréchal, esponente del Front National sposato due anni dopo la sua nascita. E questo ruolo paterno di zia Marine ha sempre contato anche nella relazione politica tra le due donne, e tra i partiti della destra nazionalista francese.

marine e marion marechal le pen 2

 

Da quel giorno nella maternità di Saint-Germain-en-Laye sono passati 35 anni, di dissidi politici e contrasti ideologici, certo, ma la questione delle origini è rimasta centrale: sia quando Marion Maréchal ha voluto «uccidere il padre» e allontanarsi da Marine Le Pen e dal Rassemblement national per entrare in Reconquête di Eric Zemmour, sia quando — come sta succedendo in questi giorni — ha deciso di rientrare a casa.

 

Lo dice anche Zemmour, il grande sconfitto e abbandonato: dopo gli insulti («traditrice!», «bugiarda!»), riduce la vicenda a una questione di poltrone e favori tra parenti : «Alla fine Marion ha solo voluto tornare nel clan famigliare».

 

marine e marion marechal le pen 1

In questi anni si è detto che Marine Le Pen fosse interprete dell’anima «sociale» dell’estrema destra, quella forte soprattutto al Nord, attenta alle ragioni degli ex operai abbandonati dalla sinistra, mentre Marion Maréchal rappresentava l’ala conservatrice e tradizionalista, radicata nel Sud dei pieds noirs scappati dall’Algeria un tempo francese, ferocemente ostili agli immigrati (specie se maghrebini).

 

Ma questa differenza di sensibilità politica si è sempre articolata anche intorno alle vicende di Montretout, il maniero del patriarca Jean-Marie Le Pen sulle alture di Saint Cloud, sopra Parigi, dove le sorelle sono cresciute accanto al fondatore del Front National. E quando Marine ha voluto per prima, e per davvero, uccidere politicamente il padre estromettendolo dalla guida del partito poi ribattezzato Rassemblement, è anche in sfida alla zia che Marion è rimasta a fianco del nonno.

MARION MARECHAL LE PEN ERIC ZEMMOUR

 

(...) Nel Front poi Rassemblement national la politica è sempre stata affare di famiglia, e quindi con chi fa — o meglio ha fatto, al passato — coppia Jordan Bardella, possibile futuro premier? Con un’altra nipote di Marine Le Pen, Nolween Olivier, figlia dell’altra sorella di Marine, la primogenita Marie-Caroline.

 

E chi ha sconfitto Bardella, nel 2022, quando è diventato presidente del RN? L’ex compagno di Marine Le Pen, Louis Aliot.

 

ERIC ZEMMOUR MARION MARECHAL LE PEN

In tutto questo, il destino di Eric Zemmour è davvero amaro. Da anni fautore di un’unione delle destre sempre respinta con sdegno da Marine Le Pen, vede ora realizzarsi o quasi il suo sogno politico: il RN prova ad allearsi con la destra gollista, e gode dell’appoggio di Marion Maréchal e di quattro sui cinque eurodeputati di Reconquête. Tutti insieme, finalmente. Ma senza Zemmour, che della famiglia non fa e non farà mai parte.

marion marechal e marine le pen MARION MARECHAL LE PEN ERIC ZEMMOUR marion marechal le penmarion marechal le pen 1marine e marion marechal le pen

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”