FARSA ITALIA – NON SAREBBE GIUNTA L’ORA DI FINIRLA CON LA MEGACAZZATA DI BERLUSCONI-QUIRINALE? E’ RISAPUTO DA TUTTI CHE E’ STATO CONDANNATO IN VIA DEFINITIVA SCONTANDO LA PENA AI SERVIZI SOCIALI E HA UN PROCESSO IN CORSO, RUBY-TER, CON OLGETTINE SCATENATE – QUALCHE ANIMA PIA SALVI IL BANANA SBUCCIATO, OSTAGGIO DI LICIA RONZULLI, DA FIGURE DI MERDA: QUANDO A BRUXELLES HA DETTO “GARANTISCO IO PER MELONI E SALVINI”, IL PRESIDENTE DEL PPE WEBER GLI HA RISO IN FACCIA: “GARANTISCI CHI? QUELLI CHE STANNO CON VOX E LE PEN E VOTANO PER IL MURO ANTI-MIGRANTI DEI POLACCHI?”

silvio berlusconi a venezia con renato brunetta e luigi brugnaro

Mario Ajello per “Il Messaggero”

 

Silvio Berlusconi ha sentito Brunetta, ieri. Gli ha fatto una sfuriata, dopo il vibrante attacco del ministro a Salvini e a Meloni e il suo appello sturziano ai liberi e forti in favore del centro con al centro Forza Italia? No, nessuna sfuriata. Il Cavaliere si è detto «sorpreso» per l'uscita del suo amico Renato e ha manifestato «disappunto» per le sue dichiarazioni che stanno terremotando il partito azzurro. 

 

Ma c'è chi assicura che al Cavaliere possono fare anche comodo le posizioni di Brunetta, a cui è particolarmente affezionato, perché la road map di Silvio è la seguente. Adesso prendere tempo, arte di cui è maestro, per evitare che le spaccature diventino big bang e che la guerra civile in atto tra gli azzurri produca subito una scissione («La nostra battaglia è dentro Forza Italia», è la mezza retromarcia di Gelmini e la Carfagna a sua volta la pensa così). 

 

SILVIO BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI A CESANO BOSCONE

Berlusconi, mai così «concavo e convesso» come in queste circostanze, blandisce il sovranismo filo-salvinista da una parte («Avanti con Lega e FdI», dice con forza) e l'europeismo liberale dall'altra («Datevi tutti una calmata», è il suo appello informale alle varie fazioni del partito) per arrivare con Forza Italia compatta al vero appuntamento che gli sta a cuore: l'elezione del Colle. 

image

 

Crede l'ex premier, e gli fanno credere, di poter diventare il successore di Mattarella e ha bisogno di tutti per la sua ultima scommessa. «Guardate che ce la può fare», avverte Rotondi, che lo conosce bene: «Le cose impossibili sono quelle che gli riescono meglio. Può diventare Capo dello Stato». 

 

Ma se non vince, nonostante il sostegno di Giorgia e Matteo? A quel punto il progetto del Cavaliere, per ora in fase più salvinista che brunettiana, cambierà. Sulla road map di Silvio c'è scritto questo: se per il Quirinale dovesse andare male, avanti tutta con il progetto di centro, slegato da Meloni e Salvini, e con lui come grande federatore. E sembra andare in questo senso la telefonata che ieri Berlusconi ha fatto a Draghi per informarsi sull'esito del Consiglio europeo. 

matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 5

 

Il Cav non fa che mandare questo messaggio al premier: sono e sarò sempre con te, a che a dispetto delle intemperanze di Savini che in fondo «è un ragazzo». Però c'è chi come Osvaldo Napoli, di Coraggio Italia ma ex berlusconiano ancora affezionato a Silvio, gli consiglia: «Fallo subito il centro mollando Salvini e Meloni, e non dopo la partita del Colle!». 

 

matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 2

Anche perché, numeri alla mano, oggi il centro può contare oltre a una trentina di deputati e a una decina di senatori vicini ai tre ministri azzurri Brunetta-Carfagna-Gelmini (il che significa la possibilità di fare gruppi autonomi in Parlamento che diventerebbero calamite per gli eletti nei territori molti dei quali nascosti nelle liste civiche e quindi con le mani libere), i 34 di Coraggio Italia più i 45 di Renzi e i 5 di Calenda e i 5 di Più Europa, per non dire dei cani sciolti da Gruppo Misto. 

 

GELMINI CARFAGNA BRUNETTA

Prima del voto per il Quirinale, la partita politica generale e anche quella del centrodestra diviso tra europeisti e sovranisti sarà apparentemente ingessata. Ma intanto, mentre Berlusconi è in mezzo alle diatribe tra i suoi, parla direttamente e indirettamente con Calenda draghista quanto lui (e Gianni Letta ci parla di sovente in una naturale sintonia, e oltretutto il leader di Azione è stato collega prima della politica con Giampaolo, il figlio dell'Eminenza Azzurrina, e i due si conoscono bene e si stimano) ed è particolarmente impressionato dal risultato di Calenda a Roma (primo partito, superando FdI che si divide con il Pd la seconda posizione) e studia i dati di Azione, cerca di capire le ragioni della sua buona riuscita e parla bene dell'ex manager ed ex ministro. 

 

gianni letta carlo calenda

PARIGI-ITALIA Calenda a sua volta dopo lo strappo di Brunetta esulta: «Buone notizie in Forza Italia». Con il leader di Azione, dopo la partita del Colle e mentre l'evento della primavera 2022 sarà il voto francese Macron sì o Macron no, proprio sulla rielezione di Macron come carta centrista per la Francia ma insieme come modello liberale e anti-populista per l'Europa, a cominciare dall'Italia, Berlusconi vede la possibilità di far nascere un cantiere in vista delle politiche. Che non sarà, naturalmente, quello del centrodestra visto finora. Ma al momento, il Cavaliere è fermo, ovviamente per finta.

gianni letta carlo calenda marco bentivogli

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?