daniele franco e mario draghi

FATE QUALCOSA PER EVITARCI 'STO SALASSO - IL GOVERNO STUDIA COME DISINNESCARE L'EFFETTO DELL'AUMENTO DELLE BOLLETTE: CI SONO 2-3 MILIARDI DI FONDI ANTI-CRISI, MA IL TESORO VORREBBE USARLI PER ABBATTERE IL DEFICIT - LE ALTERNATIVE SONO UN BONUS AI PIÙ POVERI O IL TAGLIO DELL'IVA E DEGLI ONERI - LA STANGATA DOVREBBE ESSERE DI 500 EURO ANNUI PER UNA FAMIGLIA CON DUE FIGLI, MA "ASSOUTENTI" HA CALCOLATO ADDIRITTURA...

Paolo Baroni e Luca Monticelli per "La Stampa"

 

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI

«Il governo è fortemente impegnato per la mitigazione dei costi delle bollette dovuti a queste congiunture internazionali e per fare in modo che la transizione verso le energie più sostenibili sia rapida e non penalizzi le famiglie», assicura il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani.

 

Sul tavolo del governo ci sono tre opzioni: la riduzione dell'Iva, una manovra sugli oneri di sistema a carico dello Stato, un nuovo bonus sociale. Con quali risorse? Con i fondi non spesi dei decreti anti-crisi.

 

DANIELE FRANCO E MARIO DRAGHI

Ci sono 2-3 miliardi di minori tiraggi dei provvedimenti varati durante l'emergenza Covid. Lì, alcuni esponenti del governo vorrebbero andare a prendere i soldi che servono: da fondi e bonus non utilizzati. Ma dal ministero dell'Economia tirano il freno: i tecnici di Daniele Franco, infatti, preferirebbero mettere quelle risorse per l'abbattimento del deficit.

 

Il taglio dell'Iva

È l'intervento più costoso, ma mette d'accordo molti partiti della maggioranza. Il Tesoro e il ministero della Transizione ecologica ragionano sulla possibilità di portare l'Iva al 4%.

 

bollette luce gas

Oggi, per quanto riguarda le utenze domestiche l'aliquota è al 10%, ma ci sono anche molte imprese (manifattura e agricoltura ad esempio) che godono dell'imposta agevolata, anziché di quella fissata al 22%.

 

Per quanto riguarda il gas, negli usi domestici l'Iva è al 10% sui primi 480 Smc consumati (standard per metro cubo). Per tutti gli altri al 22%.

 

bollette luce gas

La manovra

A luglio il governo mise sul piatto 1,2 miliardi per consentire ai cittadini di non pagare gli incrementi della luce. Adesso potrebbe agire temporaneamente sugli oneri di sistema, che nel secondo trimestre 2021 pesano fino al 20,1% sulla bolletta dell'elettricità e del 4,38% su quella del gas.

 

Gli oneri di sistema sono quei costi destinati a finanziare la ricerca, smaltire l'eredità nucleare e sostenere le rinnovabili. Il governo stava già studiando un intervento strutturale da inserire nel ddl concorrenza proprio per alleggerire quelle voci che secondo alcune stime arrivano a 10-15 miliardi. Ora, alcune di quelle norme potrebbero essere inserite in uno dei prossimi decreti.

 

Il modello spagnolo

bollette luce gas

Un modello da tenere come riferimento è rappresentato da ciò che ha fatto la Spagna per arginare il balzo dell'elettricità. L'esecutivo di centrosinistra guidato da Pedro Sanchez ha approvato ieri un pacchetto di misure per contenere l'impatto sulle famiglie.

 

L'obiettivo è far sì che la spesa energetica di un consumatore a fine 2021 sia sui livelli del 2018. Nel menu della legge spagnola, a tempo fino alla fine dell'emergenza, c'è l'abbassamento della tassa sull'elettricità dal 5,15% allo 0,5% e un limite all'aumento trimestrale della tariffa fissa del gas per famiglie e pmi del 4,4% anziché del 28%.

 

Il bonus per i meno abbienti

La terza proposta prevede l'introduzione di un bonus per le famiglie meno abbienti sulla falsariga degli sconti su luce, gas e acqua già riconosciuti oggi ai contribuenti con una soglia Isee a 8.265 euro.

 

roberto cingolani

Nel 2020 hanno avuto accesso all'aiuto per pagare la bolletta della luce 854.900 famiglie mentre sono 543.963 quelle destinatarie del bonus gas, per una spesa complessiva che è stata rispettivamente pari a 135 e 76 milioni di euro.

 

Ovviamente ora si tratta di spendere molto di più. Il governo vuole a tutti i costi evitare la stangata d'autunno, un grande classico dell'economia italiana dopo che lunedì Cingolani ha lanciato l'allarme sui maxi-rincari in arrivo.

 

aumenti in bolletta

Segnali si intravedevano già da tempo: la carenza di gas in Europa, l'aumento della domanda e l'impennata dei prezzi sui diritti di emissione dell'anidride carbonica. Per non parlare della risalita del petrolio col Brent che ha toccato quota 74 dollari.

 

Il Codacons prevede un aggravio di 500 euro annui per una famiglia con due figli, Assoutenti addirittura di 1.300 calcolando anche le ricadute sui prezzi al dettaglio. Tra due settimane l'Autorità per l'energia aggiornerà i contratti, quindi il governo ha poco tempo per individuare le risorse effettivamente disponibili e calmierare gli aumenti.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...