lotti renzi pignatone palamara

FERMI TUTTI! PALAMARA, INTERCETTATO, DICE DI AVER MESSO IN CONTATTO RENZI E LOTTI CON PIGNATONE, TITOLARE DELLE INDAGINI SU CONSIP (COINVOLTI LOTTI E TIZIANO RENZI) - PALAMARA: “VEDI LUCA, MI ACQUIETERÒ SOLO QUANDO PIGNATONE MI CHIAMERÀ E MI DIRÀ CHE COSA È SUCCESSO CON CONSIP. PERCHÉ LUI SI È VOLUTO SEDERE A TAVOLA CON TE, HA VOLUTO PARLARE CON MATTEO, HA CREATO L'AFFIDAMENTO E POI MI LASCIA CON IL CERINO IN MANO. IO MI BRUCIO E LORO SI DIVERTONO”

Giacomo Amadori per “la Verità”

 

 

Palamara e Pignatone

Nell' inchiesta sul cosiddetto mercato delle toghe che ruota intorno al pm romano Luca Palamara, indagato a Perugia per corruzione, piomba anche il fantasma dell' indagine Consip. E le nuove intercettazioni squadernate dai quotidiani potrebbero anticipare scenari sorprendenti.

Ieri, in particolare, ci hanno colpito spezzoni di un dialogo tra l' ex sottosegretario Luca Lotti e Palamara, carpito nella notte del 9 maggio.

 

lotti renzi

In quelle conversazioni il pm tradisce livore nei confronti del suo vecchio capo Giuseppe Pignatone, il quale, sino al giorno della pensione, proprio il 9 maggio, era titolare del fascicolo Consip insieme con l' aggiunto Paolo Ielo e il pm Mario Palazzi. È risentito anche contro Ielo, colpevole nella sua testa di aver trasmesso a Perugia le carte che hanno innescato il procedimento contro di lui. L' impressione è di un rancore recente per un patto o una fiducia traditi.

 

Anche perché, a voler credere alle intercettazioni, il pm indagato, quando era influente consigliere del Csm, avrebbe condotto Pignatone al cospetto di Matteo Renzi e di Luca Lotti. All' epoca il neo procuratore era un foresto alla scoperta di Roma e il compagno di corrente, consigliere del Csm, si era preso l' impegno di introdurlo nei salotti che contano. La questione è affrontata in una conversazione riportata da Repubblica.

HENRY JOHN WOODCOCK DAVANTI AL CSM

 

Cerino in mano - Palamara: «Vedi Luca, io come ti ho già detto una volta, mi acquieterò solo quando Pignatone mi chiamerà e mi dirà che cosa è successo con Consip. Perché lui si è voluto sedere a tavola con te, ha voluto parlare con Matteo, ha creato l' affidamento e poi mi lascia con il cerino in mano. Io mi brucio e loro si divertono». Lotti: «Certo». Palamara: «Non te pensa', come dice Matteo, io sono stato il più titolato e giovane presidente dell' Anm e quindi a me non me puoi prende per culo. Punto».

Pignatone Severino Vietti

 

Il pm ricorda le noiose serate di gala sopportate per fare da spalla a Pignatone: «A me devi di' la verità. Io ho fatto come dici tu: me so' spaccato i coglioni alle cene a casa della Balducci (ex consigliera del Csm, ndr). Quante sere? E vai là a mangia' e vai là e stai seduto. Come dici tu: du' palle no? Me so' rotto i coglioni». Lotti collega il risentimento di Palamara all' ingratitudine, visto che il pm al suo vecchio capo avrebbe «sempre protetto il culo».

 

MATTEO E TIZIANO RENZI

Ma perché Palamara sarebbe rimasto con il cerino in mano? Forse perché aveva garantito con l' amico Lotti e con Renzi per Pignatone, il quale poi, nel 2018, ha chiesto il rinvio a giudizio per favoreggiamento dell' ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma non per Tiziano Renzi, graziato nonostante la censura della «totale inattendibilità delle dichiarazioni rese» ai magistrati.

lotti tiziano renzi

 

Altri spezzoni del supposto dialogo tra Palamara e Lotti si trovavano sul sito dell' Espresso. I due pensano di essere vittima di chissà quali oscuri giochi di potere, agnelli sacrificali di un risiko giocato sopra le loro teste.

 

Lotti: «Io non è che ce l' ho... non è che ce l' ho a morte perché... Però questa roba, nulla, nulla, nulla mi toglie dalla testa che è stato uno scambio sulla nostra pelle Luca». Palamara: «Sulla nostra pelle, io sono certo». Lotti: «La mia soprattutto cioè la nostra». Palamara: «Luca, ma devi capi' che so entrato in mezzo pure io, perché quello che cazzo m' hanno combinato a Perugia ancora nemmeno se sa e non è chiaro [] ma tu la bastonata, tu giustamente dici, a te t' hanno ammazzato sulla vicenda Consip. A me, sai benissimo quello che ho sofferto con questa cosa...».

PAOLO IELO

 

Palamara sospetta che con l' arrivo dei nuovi potenti in Procura si siano riposizionati: «La vicenda Siri (l'ex sottosegretario leghista Armando Siri, ndr), in condizioni normali Siri veniva arrestato! De Vito (ex presidente del consiglio comunale di Roma, ndr) è stato arrestato per molto meno! È una trattativa che vogliono fare con Salvini, fidati, io non mi sbaglio» sbotta Palamara.

 

LUCA PALAMARA PUBBLICA SU TWITTER LA FOTO CON MARCO TRAVAGLIO AL CONVEGNO DI UNICOST IN PUGLIA

Il quale sospetta che il fascicolo di Perugia, di cui sarebbe stato informato nel dicembre 2017 dallo stesso Pignatone, sia utilizzato come una spada di Damocle per ridimensionare le sue ambizioni di diventare procuratore aggiunto e, magari, di sistemare la questione Consip a favore di Lotti: «L' hanno fatto per tenermi appeso, per ricattarmi» accusa.

 

EMANUELE SALTALAMACCHIA

I filoni - Dall' inchiesta sul mercato delle toghe sembra che davvero nessuno uscirà pulito. E le frasi rubate a Palamara e Lotti potrebbero offrire una chiave di lettura interessante per le indagini che sono state condotte in due diversi filoni nei confronti di Tiziano Renzi e di suo figlio Matteo (mai indagato). Investigazioni che al tempo vennero seguite con spirito critico solo dalla Verità e dal Fatto Quotidiano.

 

TULLIO DEL SETTE

Nel dicembre 2016 da Napoli arrivano le carte del fascicolo istruito da Henry John Woodcock contro Lotti, i generali dei carabinieri Tullio Del Sette e Emanuele Saltalamacchia e Tiziano Renzi.

L' inchiesta sembra a buon punto e i carabinieri consigliano un' incolpazione per babbo Tiziano di induzione alla corruzione.

 

A Roma il fascicolo perde lo slancio iniziale, ufficialmente per le troppe fughe di notizie che l' avrebbero danneggiata. A febbraio viene inviato un avviso di garanzia per traffico di influenze illecite a Renzi senior, ma gli vengono risparmiati la perquisizione e il sequestro del cellulare. Il 3 marzo 2017 il genitore viene sentito da Pignatone e Ielo. Prima dell' interrogatorio babbo Tiziano e il figlio vengono intercettati (dalla Procura di Napoli).

MARIO PALAZZI

 

Renzi senior cerca conforto: «Ma a me mi dovrebbe interrogare (Mario, ndr) Palazzi, no?». Si sbaglia. Matteo pare molto più aggiornato: «Considera che tutti i magistrati di cui si sta parlando, come dire, hanno dei loro giri, [] dei cazzi loro di vario genere, quindi io credo che a te ti interrogherà un magistrato importante di Roma (come in effetti avverrà, ndr), se ho capito bene». A interrogare Tiziano saranno proprio Pignatone e Ielo.

 

Subito dopo l' interrogatorio l' inchiesta Consip prende una piega inaspettata e diventa un' indagine sui carabinieri del Noe e in particolare sul capitano Gianpaolo Scafarto.

scafarto

Per mesi si parla quasi solo di quello, si susseguono interrogatori e sequestri. La presunta infedeltà degli uomini dell' Arma diventa il tema. Mentre il Giglio magico finisce quasi sullo sfondo, in particolare babbo Tiziano.

 

Uno degli ultimi atti di Consip si svolge il 5 aprile 2018, quando il Pd di Matteo è stato spianato alle elezioni e lui viene convocato come persona informata dei fatti. Deve limitarsi a ripetere le dichiarazioni raccolte dalla difesa di Lotti.

 

MATTEO RENZI E CARLO DE BENEDETTI A LA REPUBBLICA DELLE IDEE A firenze

De Benedetti - Il fu Rottamatore davanti a Pignatone si era già presentato in gran segreto nel 2016, quando fu sentito come testimone in un procedimento per insider trading per una telefonata in cui l' imprenditore Carlo De Benedetti, tessera numero 1 del Pd, aveva ordinato al suo broker di fiducia, Gianluca Bolengo, di investire cinque milioni di euro sulle banche Popolari, sulla base di una dritta che aveva ricevuto da Matteo a Palazzo Chigi a proposito di un' imminente riforma del settore. In poche ore l' informazione gli fruttò un guadagno secco di 600.000 euro.

 

ARMANDO SIRI MATTEO SALVINI

La Procura di Roma non ha mai iscritto sul registro degli indagati né Renzi, né De Benedetti, ma solo il broker. Salvo poi chiederne l' archiviazione. Una decisione talmente garantista che il gip Gaspare Sturzo ha ordinato l' imputazione coatta del manager per ostacolo alla vigilanza. Lo stesso Sturzo da qualche mese ha sul tavolo anche la richiesta di archiviazione per Tiziano Renzi. Una decisione che, se non fosse ancora stata presa, potrebbe essere complicata dalle intercettazioni di Palamara.

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...