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FERMI TUTTI! PARLA GEORGE PAPADOPOULOS, SPIN DOCTOR DELLA CAMPAGNA 2016 DI TRUMP - "RENZI E' STATO USATO DA BARACK OBAMA PER ATTUARE QUESTO COLPO BASSO DEL RUSSIA-GATE NEI CONFRONTI DI TRUMP. E ORA, A CAUSA DI QUESTA STORIA, LA SUA CARRIERA POLITICA VERRÀ DISTRUTTA, COSÌ COME QUELLA DI ALTRI ESPONENTI DI SINISTRA IN ITALIA" - IL SENATORE SEMPLICE DI RIGNANO: "BASTA BUONISMO, LO QUERELO"

Renzi, basta buonismo, querelo Papadopoulos 

 

OBAMA E RENZI

(ANSA) - "Da qualche settimana viene rilanciata sui social una nuova FakeNews contro di me. Ma stavolta si varcano i confini nazionali: vengo accusato di aver partecipato a un complotto internazionale ordito da Obama contro Trump. Ho scoperto a mie spese che non si deve mai sottovalutare la portata delle bufale. E avendo diverse testate rilanciato questa FakeNews ho deciso di procedere per vie legali: il tempo del buonismo è finito.

 

La prima persona contro la quale agisco in giudizio è il signor George Papadopoulos che si definisce "ex collaboratore del Presidente Trump" che stamattina ha rilasciato dichiarazioni false e gravemente lesive della mia reputazione sul giornale La Verità. Chi sbaglia, paga. Chi diffama, pure. Ci vediamo in tribunale".

LA VIGNETTA DI GIANNELLI CHE CITA DAGOSPIA: RENZI GIOCA A FLIPPER A RIGNANO CON OBAMA

 

Lo scrive su Facebook Matteo Renzi. Nell'intervista Papadopulos afferma di ritenere che "che Matteo Renzi sia stato usato da Barack Obama per attuare questo colpo basso nei confronti di Trump", vale a dire la creazione del Russiagate, e che "ora Renzi rimarrà esposto e a causa di questa storia la sua carriera politica verrà distrutta, così come quella di altri esponenti della sinistra in Italia".

 

 

Antonio Grizzuti per “la Verità

 

George Papadopoulos, oggi si trova al centro di una spy story intricata, potenzialmente in grado di influenzare la campagna presidenziale del prossimo anno. Come siamo arrivati a questo punto?

george papadopoulos simona mangiante

«La cronologia è molto importante per comprendere l' intera storia. Tutto è iniziato nel 2016, quando ero impiegato al London centre of international law practice (Lcilp), un' organizzazione alquanto sospetta nella quale non ho mai ben capito quale fosse esattamente il mio ruolo. Il mio campo era quello relativo al business dell' energia. Un settore molto delicato, anche a seguito della scoperta di nuovi giacimenti di gas e petrolio e nel quale anche l' Italia è molto coinvolta».

 

Poi è arrivata la chiamata nello staff di Donald Trump.

«Esatto. Quando annunciai il mio nuovo impegno lavorativo ai colleghi del Lcilp, sembravano impazziti. Poi Nagi Idris, il direttore della struttura, mi consigliò di recarmi a Roma alla Link Campus University perché lì sarei entrato in contatto con alcune persone in grado di aiutarmi con Trump e la Russia. Vorrei precisare una cosa: non ho mai chiesto di avere alcun contatto con la Russia, né ne avevo mai avuti prima, perciò ho trovato molto strano che qualcuno mi suggerisse questa strada.

RENZI OBAMA

Quando sono partito alla volta di Roma, a metà marzo del 2016, non avevo idea di cosa fosse la Link Campus, anzi l' ho presa come una breve vacanza prima di volare a Washington».

 

Com' era l' atmosfera?

«Ho capito subito che la Link non era un' università normale. Quando arrivai, assistetti a un meeting tra alcuni funzionari dell' intelligence italiana, membri dell' opposizione libica e Vincenzo Scotti (ex ministro degli Esteri e dell' Interno e oggi presidente della Link Campus, ndr). La spiegazione che mi diedi fu che ai tempi la situazione della Libia era molto particolare, e che per ragioni storiche e geografiche l' Italia aveva tutto l' interesse a favorire una stabilizzazione della situazione locale.

GEORGE PAPADOPOULOS

 

A margine di quell' incontro, Scotti mi presentò Joseph Mifsud. L' impressione è che entrambi sapessero perfettamente chi fossi. La sera stessa, a cena, parlammo di due argomenti: il settore energetico e la campagna elettorale di Trump. Mifsud si vantò di conoscere numerosi leader europei e di essere bene inserito nel Dipartimento di Stato, e disse che avremmo dovuto rimanere in contatto».

 

JOSEPH MIFSUD E Ivan Timofeev

E così fu, in effetti.

«Sinceramente dopo la "vacanza" a Roma, pensavo che non l' avrei mai più rivisto. Nonostante avessi specificato durante il nostro primo incontro che ero totalmente ignaro sulle questioni russe, né tantomeno potevo vantare alcun collegamento con quel Paese, mentre ero a Londra Mifsud mi contattò proponendomi di incontrare la nipote di Vladimir Putin. Pensai subito che fosse una cosa impossibile, e mi rivolsi a Nagi Idris, il quale si mostrò felice di questo incontro e mi spinse a incontrare la donna. Sul perché Idris mentì e organizzò con Mifsud un falso incontro con questa persona, questo è attualmente oggetto di un' indagine».

 

Che idea si è fatto a posteriori?

JOSEPH MIFSUD 1

«È fondamentale comprendere l' importanza del Lcilp, perché anche Joseph Mifsud lavorava lì, così come Arvinder Sambei, la donna che insieme a Nagi Idris mi spinse a recarmi a Roma per incontrare tutte quelle persone. Più tardi venni a sapere che la Sambei aveva lavorato per tre anni con l' Fbi, oltre a essere strettamente legata all' intelligence britannica. Senza contare che Mifsud, che nel rapporto Mueller viene dipinto come un agente russo, mi è stato presentato da Vincenzo Scotti, insieme a persone connesse con l' Fbi. Quando diversi mesi fa ho parlato di queste cose al Congresso, si è deciso di far partire la nuova indagine di cui ora si sente tanto parlare.

 

SIMONA MANGIANTE

Una volta compreso che questi personaggi erano collegati all' intelligence italiana e britannica, allora è nata la necessità di capire quali fossero i soggetti coinvolti in questa operazione contro Donald Trump. Ritengo assai improbabile che le agenzie di intelligence abbiano permesso che un agente russo agisse indisturbato alla Link Campus, notoriamente vicina alla Cia e all' Fbi. Sarebbe una cosa totalmente illogica».

 

Nelle ultime settimane gli eventi hanno subìto un' accelerazione improvvisa, anche a seguito dell' avvio della procedura di impeachment. Cosa ne pensa della visita del procuratore William Barr in Italia?

«Sono a conoscenza degli ultimi sviluppi, non fosse altro per il fatto che sono al centro di questo grosso scandalo. La Cia e l' Fbi hanno usato persone come Joseph Mifsud per spiare il mio lavoro sull' energia e tentare di sabotare la campagna presidenziale, danneggiando ogni prospettiva di relazione internazionale tra Russia e Stati Uniti».

JOSEPH MIFSUD

 

La stampa americana ha dipinto la mossa come il tentativo di screditare il lavoro di Mueller.

«Ritengo che sia il presidente Trump sia il procuratore Barr siano nel giusto. Questa è un' indagine autorizzata sulle origini dell' operazione di spionaggio contro la campagna elettorale a carico di governi stranieri. L' Italia in particolare farebbe bene a cooperare in tal senso».

 

Si è detto tanto in questi ultimi mesi sul ruolo del nostro Paese.

«Penso che Matteo Renzi sia stato usato da Barack Obama per attuare questo colpo basso nei confronti di Trump, e che ora Renzi rimarrà esposto e a causa di questa storia la sua carriera politica verrà distrutta, così come quella di altri esponenti di sinistra in Italia. Ritengo impossibile che un' operazione del genere si potesse svolgere senza che il governo dell' epoca ne fosse a conoscenza. Renzi stava prendendo ordini da qualcuno, ed era ben felice di obbedire».

vincenzo scotti luigi di maio

 

JOSEPH MIFSUD E GIANNI PITTELLA ALLA FESTA DEI GIOVANI DEMOCRATICI DI ROMA NEL 2017

Spesso il suo nome è stato associato a quello di Gianni Pittella.

«Non l' ho mai incontrato, ma so per certo che sapeva moltissime cose su di me ancora prima che ne parlassero i media americani, e ben prima che venissi arrestato. Questa è una cosa che mi ha sempre lasciato perplesso».

 

È mai più entrato in contatto con qualcuno della Link Campus?

JOSEPH MIFSUD BORIS JOHNSON

«No. Ma le mie fonti mi dicono che Joseph Mifsud si trova ancora in Italia. Per quanto riguarda Vincenzo Scotti, invece, credo che sia un personaggio importante. In confronto a lui, Mifsud è lo stupido del villaggio. Sono convinto che Barr dovrebbe parlare con lui».

fratelli gianni e marcello pittellaGIANNI E MARCELLO PITTELLA gianni pittella manfred weber guy verhofstadtGianni Pittella

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