giorgia meloni ursula von der leyen olaf scholz emmanuel macron

LA FIGURA BARBINA DI GIORGIA MELONI IN EUROPA: DOVEVA RIBALTARE LO STATUS QUO, HANNO RIBALTATO LEI – LO SCONTRO AL CONSIGLIO EUROPEO, DOVE L’ITALIA HA CHIESTO UNA VICEPRESIDENZA ESECUTIVA DELLA COMMISSIONE, HA TOLTO IL VELO AL CAMALEONTISMO DELLA DUCETTA, CHE CON L'IDEA DI FARE LA VOLPINA E' FINITA IN PELLICCERIA - I POSTI CHE CONTANO, SUBITO SOTTO LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE, SONO TRE E SONO GIÀ PRENOTATI DA SOCIALISTI, POPOLARI E LIBERALI DI MACRON. CHE HA BRUCIATO L'ODIATA MELONI ANNUNCIANDO LA CONFERMA DI THIERRY BRETON AL MERCATO INTERNO - URSULA IN AULA RISCHIA: I FRANCHI TIRATORI POTREBBERO ESSERE CINQUANTA – L’IPOTESI DI RINVIARE IL VOTO A SETTEMBRE…

1. LA POLTRONA ITALIANA STRAPPATA DA PARIGI E A STRASBURGO SARÀ GUERRA SUI NUMERI

Estratto dell’articolo di Alberto D'Argenio per “la Repubblica”

 

ursula von der leyen giorgia meloni g7 borgo egnazia

L'inevitabile sconfitta per mano della Francia sulla vicepresidenza economica esecutiva della Commissione europea. Da questo squarcio sui negoziati in corso per la composizione del prossimo Eurogoverno di Ursula von der Leyen nasce la solitaria battaglia di Giorgia Meloni a Bruxelles.

 

Uno scontro caricato di significati "identitari" dalla leader di Fratelli d'Italia – ma privo di reali contenuti pratici – che punta a un "riconoscimento politico" alla destra europea.

 

O più volgarmente: un qualcosa da rivendersi con gli elettori. Pretesa che ha portato la presidente del Consiglio all'isolamento tra i leader del Continente.

 

emmanuel macron olaf scholz

Lasciando per la prima volta l'Italia fuori dalla cabina di regia Ue, inedito dai risvolti politici ed economici pericolosi per il Paese. E la sfida è solo all'inizio, con il redde rationem annunciato per il 18 luglio, quando von der Leyen cercherà la fiducia al Parlamento europeo. Dunque a Strasburgo si capirà se l'Italia finirà davvero per essere la grande emarginata d'Europa con l'ungherese Viktor Orbán.

 

Meloni nei colloqui riservati con Bruxelles – in corso da settimane, a dispetto dell'accusa di essere stata esclusa dai giochi – ha chiesto una vicepresidenza esecutiva della Commissione. Significa un vice di von der Leyen che oltre ad avere sotto di sé altri commissari ha anche un portafoglio di peso di sua diretta gestione.

 

GIORGIA MELONI E VIKTOR ORBAN AL CONSIGLIO EUROPEO

Il problema è che i vice esecutivi sono solo tre: uno espressione del Partito popolare, uno dei Socialisti e uno dei liberali macronisti di Renew. I partiti della "maggioranza Ursula". Che non vogliono aggiungere un quarto esecutivo per l'Italia, perché visti i significati esistenziali imposti a questa scelta da Meloni – che ha negoziato più da leader Ecr che da premier italiana – darebbero l'impressione di avere sdoganato l'estrema destra nonostante non abbia i numeri per contare in Europa.

 

PAOLO GENTILONI - URSULA VON DER LEYEN - THIERRY BRETON

L'Italia dunque chiede la vicepresidenza esecutiva economica, poltrona che però con ogni probabilità andrà alla Francia. Proprio ieri Macron per quel ruolo ha candidato l'uscente Thierry Breton. Una scelta di peso in quanto l'ex manager francese a Bruxelles ha brillato gestendo negli ultimi 5 anni il Mercato interno e l'enorme dossier digitale. A lui dovrebbe dunque andare il controllo del "cluster" Concorrenza, Mercato Interno e Industria.

 

MEME SU EMMANUEL MACRON E GIORGIA MELONI AL G7 DI BORGO EGNAZIA, IN PUGLIA

All'Italia è stata invece offerta una vicepresidenza semplice in quanto Paese fondatore. Si tratterebbe della casella che controlla i fondi europei e l'applicazione del Next Generation Eu (i Pnrr dei Ventisette). Poltrona alla quale andrebbe Raffaele Fitto. Di più […] i socialisti Sánchez e Scholz, il popolare Tusk e il liberale Macron –[…] non intendono riconoscere a Meloni, che in questi mesi non ha mancato occasione di attaccarli […]

 

Ma la partita è solo all'inizio perché se al Consiglio europeo i leader decidono a maggioranza […] al Parlamento di Strasburgo il potere negoziale della premier sale. Il 18 luglio l'aula dovrà votare la fiducia a von der Leyen, che per il bis in Commissione ha bisogno di 361 voti. Attualmente la sua maggioranza – Ppe, Pse e Renew – ne conta 399.

 

Macron Scholz Tusk

Un margine di 38 voti. Tuttavia ai leader europei non sfugge che mediamente con lo scrutinio segreto si può palesare un 10% di franchi tiratori. A titolo esemplificativo: Ursula rischierebbe 39 defezioni. Dunque la fiducia si gioca davvero sul filo.

 

Ecco perché i 24 deputati di Fdi – al contrario della loro leader al Consiglio europeo – possono pesare. […] Ma la tedesca ha anche altre carte: ad esempio cercherà voti tra i Verdi, offrendo loro garanzie sul Green Deal. […]

 

ursula von der leyen giorgia meloni g7 borgo egnazia

2. L'INCUBO DI URSULA: 50 SPORCHI FRANCHI TIRATORI

Estratto da “il Mattinale europeo”, la newsletter di David Carretta e Christian Spillmann

 

Cinquanta voti. Ursula von der Leyen ha bisogno di una cinquantina di voti per assicurarsi l'elezione al Parlamento europeo il 18 luglio. I calcoli del Partito Popolare Europeo, la sua famiglia politica, ci sono stati confermati da diverse fonti parlamentari. […]

 

Non è stato stappato lo champagne al vertice di ieri per Ursula. I leader dell'UE questa notte hanno deciso di proporre la sua riconferma per un secondo mandato, ma i conti non tornano ancora.

 

THE ECONOMIST - COPERTINA CON URSULA VON DER LEYEN, GIORGIA MELONI E MARINE LE PEN - LE TRE DONNE CHE PLASMERANNO L'EUROPA

Per poter entrare in carica ha bisogno del sostegno di 361 dei 720 eurodeputati nella votazione prevista per il 18 luglio. E questa maggioranza non è garantita. I tre gruppi della sua coalizione, il Partito Popolare, i Socialisti e i Liberali, hanno 399 eletti. Ma, secondo le stime di Bruxelles, circa cinquanta potrebbero mancare all'appello a causa dei franchi tiratori.

 

"La maggioranza è molto risicata", ammette un alto diplomatico. Ursula von der Leyen non è amata, contrariamente a quanto vorrebbero far credere i suoi servizi. "Tutto dipenderà dalla disciplina di voto", sottolinea il diplomatico. E la disciplina è incerta. Calcoli e risentimenti: tutto gioca contro contro Ursula von der Leyen. Se fallisse, i leader dovranno nominare un nuovo candidato presidente. Alcuni dentro il PPE non hanno rinunciato al sogno di guidare la Commissione.

 

[…] Ursula ha […] solo diciotto giorni per convincere i riluttanti e raccogliere consensi al Parlamento europeo. Se non riuscirà a trovare una cinquantina di deputati in più per mettersi al sicuro, il voto sull'investitura al Parlamento potrebbe essere rimandato a settembre. Questa ipotesi è già in discussione. Il portoghese José Manuel Barroso si era trovato nella stessa situazione quando venne confermato per un secondo mandato dai capi di stato e di governo nel 2009, ricordano le nostre fonti parlamentari.

 

ursula von der leyen manfred weber

[…] Ursula von der Leyen si dovrà rivolgere al gruppo dei Verdi. I suoi 54 membri eletti possono fare la differenza. Ma, pur essendo pronti a sostenere la riconferma di Ursula von der Leyen, hanno alcune richieste. Vogliono salvare il Green Deal. Si tratta di una linea rossa per il PPE, che vuole fare marcia indietro su alcune disposizioni […]. Ursula von der Leyen si è avvicinata anche al gruppo ECR, dominato da membri di Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni. Ma si sta avventurando in “un campo minato”.

 

ursula von der leyen giorgia meloni g7 borgo egnazia

Un accordo con l'ECR è fuori discussione, hanno avvertito i socialisti e i liberali. Von der Leyen ha incontrato la presidente del gruppo socialista, la spagnola Iratxe Garcia Perez, che l'ha informata dei limiti da non superare. "Il nostro voto non è un assegno in bianco. La nostra linea rossa è chiara: non ci sarà alcun accordo con l'estrema destra, né con l'ECR né con l'ID", i due gruppi di estrema destra presenti in Parlamento. Una posizione simile è stata espressa dal gruppo Renew, guidato dalla deputata francese Valérie Hayer.

 

La situazione è "molto polarizzata" dentro Parlamento europeo, ha spiegato un altro diplomatico europeo. "Al minimo passo falso Ursula von der Leyen perderà voti", ci ha spiegato. Ursula von der Leyen non può prendere alcun impegno in pubblico. Può solo fare promesse verbali. […]

 

URSULA VON DER LEYEN - GIORGIA MELONI - OLAF SCHOLZ

Anche il sostegno dei parlamentari di Fratelli d'Italia non è scontato. Nel 2019 avevano votato contro la sua candidatura. Giorgia Meloni lo ha ribadito durante la campagna elettorale e negli incontri con gli altri leader dell'estrema destra europea. Tutti hanno espresso la loro ostilità nei confronti della Presidente della Commissione, descritta come l'incarnazione di "Bruxelles" e della sua burocrazia di eurocrati non eletti che impongono le loro regole agli europei. Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, il più grande partito politico francese, ha ripetuto queste accuse durante la campagna elettorale in vista delle legislative domenica.

 

LO SPOSTAMENTO DELL EUROPA A DESTRA - VIGNETTA DEL NEW YORKER

Ursula von der Leyen non ha molto spazio di manovra se la disciplina di gruppo non funziona. Giorgia Meloni chiede un posto di vicepresidente per il commissario italiano e un ampio portafoglio. Parigi riconfermerà il commissario Thierry Breton e lo vuole a capo delle direzioni generali della Politica industriale e della Difesa della Commissione.

 

Anche Madrid vuole un posto importante per il suo commissario, Teresa Ribera, incarnazione della difesa del Green deal. Ursula von der Leyen non può impegnarsi apertamente, ma cercherà di assicurarsi l'appoggio dei socialisti spagnoli, dei liberali francesi e forse di ottenere il sostegno dei membri eletti del Gruppo Verde, ridando lustro al Green deal.

 

Il problema è che ormai tutti sanno come opera von der Leyen e tutti vogliono assicurarsi che il proprio commissario ottenga una posizione di alto profilo. Ursula von der Leyen, invece, ha fatto tutto il contrario durante il suo primo mandato: presidenza personalizzata, mancanza di collegialità, conflitti con i commissari, creazione di tensioni tra loro per dividere e conquistare. Tutti questi comportamenti sono stati pubblicamente denunciati dai commissari Thierry Breton, Josep Borrell, Paolo Gentiloni e Nicolas Schmit. Von der Leyen "non cambierà", dice un alto diplomatico. La sua conferma non è assicurata. Una bocciatura sarebbe una prima.

giorgia meloni e viktor orban con dietro emmanuel macron e klaus iohannisTHIERRY BRETON - EUROPEAN MEDIA FREEDOM ACT MANFRED WEBER URSULA VON DER LEYEN DONALD TUSKursula von der leyen manfred weber illustrazione di politicoursula von der leyen viktor orban giorgia meloni 9emmanuel macron olaf scholz emmanuel macron olaf scholz

 

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…