FIGURATI SE I MAGISTRATI ITALIANI SI AUTO-DEFINISCONO PARZIALI E PIENI DI PREGIUDIZI, PER TUTELARE I DIRITTI DI UNO CHE HA SPUTTANATO L'INTERA CATEGORIA! - LA QUESTIONE DI COSTITUZIONALITÀ SOLLEVATA DA PALAMARA È STATA SUBITO RESPINTA DALLA SEZIONE DISCIPLINARE DEL CSM CHE LO DEVE GIUDICARE. LUI SPERAVA DI ARRIVARE DAVANTI ALLA CONSULTA PER DIMOSTRARE CHE LE TOGHE CHE GIÀ HANNO ESPRESSO GIUDIZI SPREZZANTI SU DI LUI NON SONO IMPARZIALI

-

Condividi questo articolo

 

Anna Maria Greco per ''il Giornale''

 

il video dell'uomo che manda palamara a quel paese 1 il video dell'uomo che manda palamara a quel paese 1

Questo Csm non è imparziale, chiedo che a giudicarmi sia quello nuovo. Luca Palamara va a Palazzo de' Marescialli e gioca spericolatamente la sua carta, alla prima udienza di fronte alla sezione disciplinare, ponendo una questione di costituzionalità che dovrebbe essere sollevata dalle Sezioni Unite della Cassazione, dopo una valutazione degli atti. Sarebbero illegittime le norme che, appunto, non gli consentono di sottrarsi al verdetto di un Csm su cui pesa un «legittimo sospetto».

 

L'ex presidente dell'Anm, sotto processo anche a Perugia per corruzione, vorrebbe arrivare fino alla Corte costituzionale e in una memoria accusa di pregiudizio nei suoi confronti troppi consiglieri, suoi ex colleghi in quel Csm dove è deflagrato lo scandalo degli accordi correntizi sulle nomine, rivelato dalle sue chat intercettate. Ma l'avvocato generale della Cassazione Pietro Gaeta giudica subito la richiesta inammissibile, «eccentrica» e «manipolativa», tesa a «differire l'esercizio della giurisdizione a un giudice che non c'è». E, alla fine la sezione disciplinare concorda: «Non ricorrono i presupposti. La questione è non rilevante e manifestamente infondata».

 

Dunque, gli atti non saranno rimessi alla Cassazione e si andrà avanti così, tra mille ombre. Rimangono gli avvertimenti e i messaggi inviati da Palamara nella memoria presentata dal suo avvocato, Stefano Guizzi. L'ex leader di Unicost denuncia «le reiterate prese di posizione di numerosi membri del Csm, taluni persino componenti del collegio chiamato a giudicare della responsabilità disciplinare del sottoscritto, sulle vicende relative all'incontro della notte tra l'8 e il 9 maggio 2019 presso l'Hotel Champagne in Roma».

 

GIANLUIGI MORLINI GIANLUIGI MORLINI

Denuncia che, nel plenum straordinario di giugno, il suo caso fu paragonato allo scandalo della P2 e che una corrente delle toghe lo abbia legato anche alla vicenda delle presunte dichiarazioni a Silvio Berlusconi del defunto Amedeo Franco, membro del collegio che confermò in Cassazione la condanna per frode fiscale dell'ex premier.

 

Denuncia le fughe di notizie, attribuite da Repubblica a «diverse e qualificate» fonti interne a Palazzo de' Marescialli. Sottolinea che nelle accuse contro di lui e 5 consiglieri dimissionari del Csm (Gianluigi Morlini, Luigi Spina, Antonio Lepre, Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli) alcuni dei componenti dell'attuale Csm «vengono individuati come vittime del comportamento gravemente scorretto addebitato agli incolpati».

luca palamara a passeggio con cosimo ferri luca palamara a passeggio con cosimo ferri

 

Cita gli atti giudiziari che considerano il suo ruolo determinante per l'elezione del vicepresidente David Ermini, insieme ai parlamentari Cosimo Ferri e Luca Lotti, per dimostrare che questo Csm non può avere serenità di giudizio nei suoi confronti. Guizzi sostiene anche che nel processo disciplinare va affrontato il nodo delle intercettazioni, in cui compaiono anche parlamentari. Questione del trojan, già sollevata da Ferri di fronte alla Consulta. Siamo solo all'inizio, ma il processo disciplinare più clamoroso degli ultimi anni si preannuncia ricco di colpi di scena.

 

 

 

Condividi questo articolo

politica