marine jean marie le pen

E ALLA FINE ARRIVO’ LA VITTORIA DEI LE PEN – DOPO DECENNI PASSATI A INSEGUIRE IL POTERE, LA DINASTIA DELLA DESTRA FRANCESE STA PER FARE FILOTTO ALLE LEGISLATIVE – DALL’ATTENTATO A JEAN MARIE NEL 1976 ALLE FAIDE TRA LE SORELLE PER L’EREDITA’ PATERNA, DALLO SCONTRO DEL CAPO FAMIGLIA CON LA MOGLIE PIERRETTE (LO LASCIO’ TRA INSULTI RECIPROCI E SERVIZI FOTOGRAFICI DI RIPICCA SU PLAYBOY) AL GATTO DI MARINE SBRANATO DAI BULLDOG DEL PADRE: E’ ARRIVATO IL MOMENTO PER LA FAMIGLIA DI PRENDERSI LA SUA RIVINCITA…

Estratto dell’articolo di Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera”

 

JEAN MARIE LE PEN CON LE FIGLIE MARINE YANN E MARIE CAROLINE

La famiglia Le Pen, e dunque il Rassemblement national, non è mai stata così vicina a conquistare il potere come oggi. Stasera il delfino Jordan Bardella sarà con ogni probabilità il trionfatore del primo turno, e il 7 luglio potrebbe davvero diventare primo ministro, con la mentore Marine Le Pen pronta ad affiancarlo all’Eliseo quando si voterà, nel 2027, sempre che Emmanuel Macron non si dimetta prima.

 

Il clan Le Pen è a un passo dal traguardo che sembrava lontanissimo, quando la corsa è cominciata. È una storia che vede politica e famiglia incrociarsi da quando l’ex paracadutista reduce dell’Algeria Jean-Marie Le Pen nel 1972 fonda il Front National assieme a, tra gli altri, Léon Gaultier, ex membro delle Waffen SS, Pierre Bousquet, ex componente della divisione SS Charlemagne, e l’altro collaborazionista del Reich Victor Barthélemy, aguzzino volontario della retata del Vél d’Hiv.

 

MARINE JEAN MARIE LE PEN

Di questo terribile atto di nascita la bambina Marine Le Pen non sa niente quando si sveglia nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1976, sente il freddo entrare nelle camere senza più muri dove fino a un istante prima dormiva con le sorelle Marie-Caroline e Yann, mentre suo padre Jean-Marie grida dal piano di sotto «bambine, siete vive?».

 

L’appartamento parigino dei Le Pen e altre 12 case sono distrutte dall’esplosione di 20 chili di dinamite piazzati sul loro pianerottolo, tra i sei feriti c’è un neonato che vola dal quinto piano assieme al materasso del lettino e atterra in cortile rompendosi solo un braccio. I giornali dell’epoca lo chiamano «il miracolo di Ognissanti», ed è il più brutale battesimo alla politica possibile per Marine Le Pen: «Avevo otto anni. La sera prima mi sono addormentata come ogni altra bambina della mia età — scrive nell’autobiografia del 2006, A contre flots («Controcorrente») —. Ma al risveglio non sono più una bambina come le altre. So che vogliono uccidere mio padre, e per molti oltretutto siamo vittime che si meritano il loro destino. (...) Capisco che non siamo una famiglia normale, e questa consapevolezza mi accompagnerà per tutta la vita».

 

yann jany paschos jean marie marine e marie caroline le pen

L’attentato non viene rivendicato, sembra opera di terroristi con motivazioni politiche ma un’altra pista porta a una possibile vendetta per l’eredità del miliardario del cemento Hubert Lambert, depresso e malato, che tra tanti amici e pretendenti ha scelto Jean-Marie Le Pen come beneficiario della sua immensa fortuna. Tra i molti beni ricevuti da Lambert, Jean-Marie Le Pen ottiene anche il maniero di Montretout, sulle alture di Saint-Cloud, sopra Parigi, dove la famiglia è costretta a riparare subito dopo l’esplosione nella casa parigina.

 

All’inizio la moglie Pierrette e le bambine non sono contente, anzi si dichiarano disgustate da quell’edificio immenso e un po’ lugubre segnato ancora dall’odore della morte e dalle lenzuola usate del finanziatore alcolizzato, sfinito da una lunga agonia.

marion e jean marie le pen

 

Ma una volta rinnovato Montretout diventerà il cuore della famiglia Le Pen e quindi anche del progetto politico del Front poi Rassemblement, in un continuo gioco di tradimenti personali che sono anche politici, e non si capisce mai quale dimensione prevalga.

Montretout è il luogo dove Jean-Marie resta solo con le figlie quando la moglie Pierrette lo lascia tra insulti reciproci e servizi fotografici di ripicca su Playboy , è il grande teatro delle dinamiche famigliari che vedono il patriarca giocare con la rivalità delle figlie, proprio come Logan Roy nella serie Succession , qualche volta suggerendo a Marie-Caroline che l’erede politica sarà lei, qualche altra preferendo la più piccola di casa, Marine, o più raramente Yann, che però pensa ad altro e si mette a fare l’animatrice al Club Med.

 

Montretout è anche il luogo dove il 21 aprile 2002, intorno alle 19, un’ora prima dell’annuncio dei clamorosi risultati del primo turno delle presidenziali, Marine Le Pen entra nell’ufficio del padre, che seduto in poltrona le fa l’occhiolino: «Credevo fosse solo un segno di complicità, prima di capire, incredula, che ce l’avevamo fatta: papà era al secondo turno!». E Lionel Jospin eliminato.

 

marine e jean marie le pen

Le vicende successive, il distacco dal padre Jean-Marie imbarazzante negazionista, le liti e le ricomposizioni con le sorelle e con la nipote Marion Maréchal, hanno sempre avuto al centro Montretout. Che Marine alla fine lascerà, tra mille dissidi politici certo, solo quando nell’estate 2014 i due bulldog del padre sbraneranno la sua gattina Artémis.

 

Oggi Jean-Marie Le Pen vive ancora a Montretout. Ha 95 anni, è debole e malato, sotto tutela giuridica, e forse non si rende neppure conto dell’impresa che sta riuscendo alla figlia. Jordan Bardella è entrato nella famiglia Le Pen e quindi nei vertici del RN grazie all’ormai ex fidanzata Nolween Olivier, figlia di Marie-Caroline, sorella di Marine. […]

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…