benjamin netanyahu time

LE FINTE SCUSE DI “BIBI” FANNO INCAZZARE ANCORA DI PIÙ GLI ISRAELIANI – NELL'INTERVISTA A “TIME”, BENJAMIN NETANYAHU PER LA PRIMA VOLTA HA ACCENNATO A UN’AUTOCRITICA PER IL MASSACRO COMPIUTO DA HAMAS IL 7 OTTOBRE: “MI DISPIACE PROFONDAMENTE CHE SIA SUCCESSO QUALCOSA DEL GENERE. MA DURANTE UNA GUERRA NON È IL MOMENTO PER SCUSARSI” – LA STAMPA ISRAELIANO ACCUSA IL PREMIER DI AVERE MENTITO: “LE SUE DICHIARAZIONI SONO FUORVIANTI, I SERVIZI SEGRETI AVEVANO AVVERTITO CHE HAMAS STAVA PIANIFICANDO LA SUA GUERRA, NETANYAHU HA PRESO LA DECISIONE SBAGLIATA”

Estratto dell’articolo di Fabiana Magrì per “la Stampa”

 

BENJAMIN NETANYAHU IN COPERTINA SU TIME

Il volto leggermente asimmetrico, con la palpebra un po' calante sull'occhio destro e un lieve rigonfiamento del labbro superiore sinistro. Dettagli che conferiscono all'espressione di Benjamin Netanyahu un'aria cupa. Così l'ha colto Paolo Pellegrin, autore dello scatto in bianco e nero per la copertina del magazine statunitense Time che titola "Bibi in guerra".

 

[…] Alcuni giornalisti israeliani non l'hanno presa bene. Frustrati e infuriati con il premier - che fin dall'inizio della guerra si sottrae a interviste di approfondimento con la stampa locale - hanno approfittato della trascrizione integrale dell'intervista registrata dal collega del magazine statunitense, Eric Cortellessa, per fare le pulci alle dichiarazioni e alle risposte di Netanyahu. E per denunciarne il comportamento discriminatorio verso i media di casa sua.

 

«Bibi ci evita per sfuggire a domande difficili e controlli», ha scritto su X Nadav Eyal, commentatore politico per Yediot Ahronot, il più diffuso quotidiano israeliano. Ad esempio, mette in risalto Eyal, ha «ambiguamente» affermato che «tutto l'apparato di difesa ha detto che Hamas era stato dissuaso. La verità è che lo Shin Bet israeliano, l'organismo responsabile dell'arena palestinese, ha ripetutamente avvertito che Hamas stava pianificando la sua guerra d'indipendenza. L'Idf la pensava diversamente. Bibi ha preso la decisione sbagliata». [...]

 

benjamin netanyahu con i soldati israeliani a gaza

A elencare, punto per punto in una serie di tweet, le «bugie» di Bibi (il diminutivo con cui è universalmente noto Netanyahu) è il reporter israeliano Barak Ravid che, da Washington, scrive in ebraico per la testata online Walla! e per quella statunitense Axios ed è un commentatore regolare delle relazioni tra Israele e Stati Uniti per la Cnn.

 

Ad esempio, Ravid sottolinea un passaggio dell'intervista sul finanziamento della fazione palestinese di Gaza da parte di Doha. «Perché - domanda Cortellessa - lei e il suo governo avete permesso al Qatar di finanziare Hamas?». «Ebbene - gli ha risposto Netanyahu - non è stato solo il mio governo. Anche il governo precedente, quello prima di me, e il governo successivo». Un'affermazione «falsa», commenta il reporter israeliano, perché «il trasferimento sistematico di denaro del Qatar a Gaza è iniziato nel 2018, quando era lui primo ministro».

 

BENJAMIN NETANYAHU SU TIME

Un'altra «bugia significativa» contenuta nell'intervista al Time riguarderebbe la questione della "conceptzia", un termine usato per spiegare il presupposto, andato in frantumi il 7 ottobre, che, messo alla prova di dover governare la Striscia di Gaza, Hamas sarebbe stato sensibile alla tranquillità economica e, per questo, "scoraggiato".

 

Nel dialogo con il giornalista statunitense, Netanyahu attribuisce la responsabilità di questa "conceptzia" solo al sistema di sicurezza. «Il 7 ottobre ha dimostrato che coloro che affermavano che Hamas era scoraggiato si sbagliavano - risponde Bibi -. Anzi, non ho messo in discussione abbastanza il presupposto comune a tutte le agenzie di sicurezza». «Una bugia», decreta Barak Ravid. «Ed eccone un'altra - continua -. Ha negato di aver mai voluto annettere la Cisgiordania».

 

«Non ho cercato l'annessione. Ho spiegato che il nostro obiettivo è raggiungere una soluzione negoziata», ha precisato Netanyahu nell'intervista. E ha aggiunto: «Finora non è successo, e spero che accadrà un giorno, ma non riesco a vederlo accadere senza un cambiamento sostanziale nell'Autorità nazionale palestinese».

 

PROTESTE CONTRO BENJAMIN NETANYAHU

Ravid contesta le sue parole e sostiene che la realtà è «all'opposto. Nel 2020, Netanyahu ha tentato due volte di approvare una risoluzione del governo per l'annessione del 30% della Cisgiordania, ma ha dovuto arrendersi di fronte all'opposizione dell'amministrazione Trump».

 

Ma la domanda che Eric Cortellessa desiderava porre al premier israeliano prima di tutte le altre, arriva a circa un terzo della conversazione durata 66 minuti, il 4 agosto, nell'ufficio del Primo Ministro a Gerusalemme. E cioè: «Si scuserebbe proprio qui, adesso?» per i fallimenti che hanno portato al massacro del 7 ottobre nelle comunità israeliane nel Sud del Paese, a ridosso della Striscia di Gaza.

benjamin netanyahu

 

È messo alle strette dalla domanda diretta, Netanyahu. Non che non l'avesse messa in conto, naturalmente. E trova la scappatoia in una espressione di mezze scuse: «Non credo che possiamo farlo adesso, nel mezzo di una guerra. Scusarsi? Certo, certo. Mi dispiace, profondamente, che sia successo qualcosa del genere. E ti guardi sempre indietro e dici, avremmo potuto fare cose che avrebbero potuto impedirlo?». Non è ancora tempo, per Bibi di rispondere a questa domanda.[...]

proteste contro il governo di benjamin netanyahu in israele 8proteste contro il governo di benjamin netanyahu in israele 9

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…