matteo salvini silvio berlusconi mario draghi catasto riforma

SU FISCO E CATASTO IL GOVERNO RISCHIA IL FIASCO - SALVINI E TAJANI SONO USCITI DALL’INCONTRO CON DRAGHI OTTIMISTI: MA COME FARÀ DRAGHI A TROVARE LA QUADRA SULLA DELEGA FISCALE? LA SOLUZIONE POTREBBE ESSERE LA MODIFICA DEL COMMA CHE EQUIPARA IL VALORE CATASTALE DEGLI IMMOBILI A QUELLO DI MERCATO ED EVITARE IL MURO CONTRO MURO. OPPURE SOLTANTO RINVIARLO…

1 - SUL FISCO SI VA VERSO UNA MEDIAZIONE LA LEGA: NON È IL MOMENTO DI ROMPERE

Alessandro Barbera e Francesco Olivo per “La Stampa”

mario draghi.

 

La riforma del Catasto non vale una crisi di governo durante la guerra in Ucraina. I contatti di ieri fra Palazzo Chigi, Lega e Forza Italia confermano la volontà di trovare una mediazione per evitare il peggio sulla delega fiscale. La bagarre della settimana scorsa in Commissione Finanze, il lancio di fascicoli e campanelli è già un lontano ricordo.

 

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

Oggi Mario Draghi incontrerà Matteo Salvini e Antonio Tajani, e quasi certamente una soluzione si troverà. «Così com' è la delega non la votiamo», insiste il capogruppo di Forza Italia alla Camera Paolo Barelli. Per capire come stanno davvero le cose occorre però guardare dietro le quinte.

 

Dopo giorni di schermaglie, ieri prevaleva un certo ottimismo. Il cosiddetto centrodestra di governo si riunirà stamattina prima di essere ricevuti da Draghi. Il messaggio si può riassumere cosi: evitiamo lo stop all'iter della delega per via del Catasto. Lega e Forza Italia chiedono di modificare un singolo comma, il numero 2 dell'articolo 6 che equipara il valore catastale degli immobili a quello di mercato.

ANTONIO TAJANI MATTEO SALVINI

 

Per il centrodestra quelle poche parole spianerebbero la strada ad un aumento delle tasse. Un dirigente di Forza Italia sotto stretto anonimato ammette: «Basta intervenire sul comma e l'accordo si trova». La sensazione tra gli azzurri è che il presidente del Consiglio sia disposto a concedere una riformulazione. Nel dettaglio, lo si capirà oggi. Di certo c'è che Lega e Forza Italia, preoccupati di recuperare consenso in vista delle amministrative a giugno, premono perché si modifichi il testo anche nella parte che propone la semplificazione delle aliquote per i redditi da capitale.

 

riforma del catasto 9

«Non è il momento di nuove tasse», dice Salvini dagli schermi di Porta a Porta. Ma «non mi sembra siano i tempi di una crisi, c'è la guerra e una pandemia».

 

Mai come in questo momento il realismo avrà la meglio. Draghi e gli alleati di centrodestra hanno chiaro che la riforma, composta di molte deleghe al governo, non vedrà la luce prima della fine della legislatura. Di qui la decisione di evitare il voto di fiducia e concentrare le energie sulle misure che possono contribuire a migliorare il sistema di riscossione.

 

DANIELE FRANCO E MARIO DRAGHI

Le misure che arriveranno oggi in Consiglio dei ministri vanno in quella direzione, segno di un probabile «do ut des» fra governo e maggioranza. Salvini e Tajani devono però rintuzzare la spinta di chi, dentro i rispettivi partiti, sogna la crisi. Il premier si trova nella stessa situazione che due settimane fa portò Giuseppe Conte a minacciarla in nome dell'impegno all'aumento delle spese militari. Draghi alla fine decise di assecondare il leader Cinque Stelle, ma il calo del partito di Conte nei sondaggi conferma che le priorità degli italiani oggi sono altre.

GIUSEPPE CHINE'

 

2 - IL CENTRODESTRA PRONTO A TRATTARE SOLO SULLE ALIQUOTE. MURO SUL CATASTO

Claudio Antonelli per “La Verità”

 

Giornata di riunioni quella di ieri sia sul fronte del centro destra sia su quello governativo. Da entrambe le parti ci si prepara alla riunione più complessa dal giuramento di Mario Draghi. Sul tavolo l'obiettivo di trovare un accordo politico sulla riforma del fisco e la relativa legge delega ed evitare che, una volta giunta in Aula, sul testo venga messa la fiducia. A quel punto Lega e Forza Italia sarebbero costretti a ingoiare il rospo oppure cercare di far cadere il governo.

 

riforma del catasto 8

Così ieri pomeriggio si è tenuta una riunione tra i rappresentanti dei due partiti, riunione che riprenderà stamattina verso le 9, con l'obiettivo di trovare un punto di caduta rispetto alle richieste del governo sull'articolo 7, quello che imporrebbe un aumento della base imponibile e la revisione delle aliquote duali.

 

L'effetto dell'ultima versione sarebbe un netto aumento delle imposte sui Btp, ma anche sulla cedolare di alcune locazioni immobiliari. D'altro canto, sul tema più bollente di tutti, quello del catasto, il centrodestra sembra compatto e pronto ad accettare soltanto il primo comma dell'articolo 6. Muro totale sul secondo comma. Per essere più chiari il primo riguarda la mappatura degli immobili fantasma, considerata da tutti i partiti necessaria e urgente.

 

riforma del catasto 4

Il secondo invece prevede il passaggio dal calcolo reddituale degli immobili a quello patrimoniale. Esattamente il dettaglio che permetterà una volta terminata la riforma, nel 2026, di consentire all'Agenzia delle entrate, tramite un semplice decreto, di calcolare l'Imu e le altre imposte sul mattone sul valore di mercato. A quel punto scatterebbero gli aumenti percentuali a due cifre stimati da numerosi studi delle associazioni di categoria, ma anche dei sindacati.

 

Con buona pace di tutti coloro che continuano a sostenere che il futuro catasto non causerà un aumento della pressione fiscale (compreso il governo) è bene ricordare che esiste un allegato al testo della delega prodotto lo scorso novembre. Nel quale si scrive che le modifiche sono coerenti con le disposizioni e le raccomandazioni Ue inserite nel Pnrr.

MARIO DRAGHI 1

 

Raccomandazioni che mirano a ridurre le imposte del lavoro e compensare le minori entrate del cuneo «con una revisione delle agevolazioni fiscali e una riforma dei valori catastali non aggiornati». Il virgolettato è parte integrante del testo redatto dal ministero dell'Economia e dovrebbe bastare a certificare gli allarmi dei partiti di centrodestra e al tempo stesso le millanterie della sinistra che continua a negare l'obiettivo di fondo: alzare le tasse sulla casa.

 

Daniele Franco

Nella riunione che si è tenuta ieri pomeriggio a Palazzo Chigi non sembra invece che su questo tema si voglia fare un passo indietro. Attorno al tavolo oltre a Mario Draghi anche il ministro Daniele Franco e il capo di gabinetto, Giuseppe Chinè. Appurato che sull'articolo 6 il governo sembra pronto al muro contro muro, sulla riformulazione duale delle aliquote Draghi avrebbe colto una serie di sfumature.

 

Avrebbe anche compreso di essere stato informato in modo parziale, soprattutto sulle eventuali modifiche della base imponibile. Da qui insomma potrebbe nasce il margine di trattativa con Lega e Forza Italia. Lo scopriremo oggi quando il premier incontrerà Matteo Salvini e Antonio Tajani.

 

riforma del catasto 2

Se il gioco è stoppare la riforma del catasto è comprensibile che si giochi la trattativa sulle aliquote e cercare di ridurre la pressione sulle voci dei titoli di Stato e delle cedolari. Sarebbe cedere qualcosa in cambio non di una vittoria politica ma di una decisione che il Parlamento ha preso in modo unanime quando a giugno del 2021 ha redatto un documento congiunto sulla delega fiscale.

 

Il Parlamento ha detto in maniera chiara che non accetta le raccomandazioni Ue e il relativo scivolamento dal calcolo reddituale a quello patrimoniale degli immobili. Il risultato sarebbe solo una ridistribuzione della ricchezza e non creazione di valore. Per spiegare meglio, ridistribuzione significa perdita di ricchezza dei ceti medi e dispersione verso mille rivoli improduttivi.

matteo salvini con le armi 6

 

La battaglia sul catasto è semplicemente questo. Quando i grandi media scrivono che Draghi incontrerà Lega e Forza Italia e magari farà qualche concessione invertono l'onere della democrazia. Quando il governo descrive quelli del centrodestra come capricci elettorali fa un falso storytelling. È vero: c'è di mezzo l'impegno con gli elettori, gli stessi che hanno votato un Parlamento che negli ultimi anni si è limitato a fare il passacarte. Se oggi i partiti non vogliono fare harakiri dovranno tenere il punto.

 

 

Articoli correlati

\'C'E UN'AMPIA DISPONIBILITA DI DRAGHI A RISOLVERE I PROBLEMI\'- SALVINI E TAJANI HANNO INCONTRATO IL

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…