silvio berlusconi giorgi meloni matteo salvini

IN FONDO A DESTRA C’È UNA FRATTURA – BERLUSCONI E SALVINI SI SONO VISTI AD ARCORE PER ARGINARE LO STRAPOTERE DELLA MELONI: IL TIMORE È DI RICEVERE LA LISTA DEI MINISTRI SOLO A DECISIONI GIÀ PRESE MENTRE LORO VOGLIONO PESARE NEL GOVERNO CON QUATTRO DICASTERI A TESTA. IL “CAPITONE” SI PUÒ SCORDARE IL VIMINALE E AL MASSIMO PUÒ PUNTARE SUL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA. E IL CAV SI RITROVA A DOVER RIBADIRE CHE LE TRATTATIVE LE CONDUCE LUI DOPO L’ALLUNGO DI TAJANI…

F. Oli per "La Stampa"

 

SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI

Il triangolo va considerato. Tra i leader del centrodestra è in corso una partita delicatissima. Gli incontri si succedono: tre giorni fa Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ieri il leader della Lega è stato ad Arcore, dove oggi potrebbe presentarsi la premier in pectore.

La versione ufficiale è: non si parla di nomi. Anche a prenderla per buona, c'è materiale per riunioni intense. In discussione infatti c'è lo schema che caratterizzerà il nuovo governo, la ripartizione dei ministeri e il peso dei partiti. Meloni starebbe prendendo seriamente in considerazione l'idea di avere due vice, lo stesso Salvini e forse Antonio Tajani, con lo scopo di tenere legati i partiti all'esecutivo.

 

SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI

La presidente di FdI anche ieri è rimasta chiusa per tutta la giornata nella sua stanza a Montecitorio, i suoi collaboratori la descrivono come «concentrata sui dossier più delicati», tra tutti, energia, bollette, la guerra in Ucraina. Uscendo da Montecitorio Meloni dice che sui ministri «non c'è nulla da dire. Mi sto occupando delle bollette. Quella è la mia priorità, il tema energetico». E a riprova ci sono le telefonate con il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani e la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola.

SALVINI BERLUSCONI MELONI

 

Nei corridoi che portano alle stanze del gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia si vedono Ignazio La Russa e Giovanbattista Fazzolari, il primo si lancia in metafore calcistiche, «Crosetto è il nostro Lukaku, sarà in squadra», ma non aggiunge altro, il responsabile del programma si limita a salutare. Oggi Meloni sarà a Milano, ospite della Coldiretti, prima uscita pubblica dopo le elezioni. Appare probabile, anche se non c'è una conferma ufficiale, che da lì si possa spostare in Brianza per un primo vertice a tre del centrodestra post elettorale.

 

Un'anteprima si è vissuta ieri ad Arcore. Berlusconi e Salvini hanno un interesse comune: arginare lo strapotere di Meloni.

salvini meloni berlusconi piazza del popolo 3

Dopo aver brindato per il compleanno del Cavaliere si è entrati subito nel cuore del problema: la squadra di governo. Il timore di Lega e Forza Italia è di ricevere la lista dei ministri solo a decisioni già prese. «Stavolta conto di non venire la conoscenza dei nomi la sera prima, come successo con Draghi», ha detto Salvini lunedì scorso. Oltre al grado di coinvolgimento c'è una questione i due vogliono far passare: l'esecutivo di destra deve essere soprattutto politico e quindi i partiti devono avere un peso importante. Forza Italia pretende di avere lo stesso trattamento della Lega, si ragiona su quattro ministeri a testa.

 

Salvini, invece, è in una posizioni complicata, dalla quale però proverà a trarre dei benefici.

salvini meloni berlusconi piazza del popolo

Meloni gli ha spiegato quello che è chiaro a tutti: le sue ambizioni per il Viminale dovranno necessariamente essere frustrate. E il duro comunicato contro l'ultima mossa di Putin è un messaggio al leader della Lega e suona come una pietra tombale sulle sue ambizioni ministeriali per l'Interno. Nel vertice di Arcore il leghista se ne è mostrato finalmente consapevole e quindi ha alzato la posta per ottenere delle compensazioni. «Salvini può fare quello che preferisce, poi deciderà il futuro presidente del Consiglio» ha detto ieri Tajani.

MURALE SALVINI MELONI BERLUSCONI A ROMA

 

Uno schema ragionevole, secondo la Lega, potrebbe essere avere il ministero della Giustizia, dove è destinata Giulia Bongiorno, quello dell'Agricoltura dove andrebbe lo stesso Salvini. Un'altra richiesta sarebbe quella delle Infrastruttura e Trasporti (che ha la delega alle Capitanerie e alla guardia Costiera), dove potrebbe andare Edoardo Rixi. Al ministero dell'Interno invece Salvini punta su Nicola Molteni (richiesta che appare di bandiera) o, se servisse per un tecnico, Matteo Piantedosi, prefetto di Roma e già capo di gabinetto dello stesso Salvini.

SALVINI - MELONI - BERLUSCONI BY GIANNELLI

 

L'altro nome che circola è quello di Giuseppe Pecoraro, già prefetto di Roma. Poi c'è la questione Forza Italia: il Cavaliere ha voluto ribadire che le trattative le conduce lui, i nomi per il governo sono quelli di Antonio Tajani (Difesa o Esteri), al centro di molti malumori tra gli azzurri e anche Licia Ronzulli (Sanità o Scuola). Berlusconi vuole fortemente l'ingresso in squadra della capa della sua segreteria. Ronzulli nutre altri sogni (presiedere il gruppo al Senato) e non ha grande feeling con Meloni, ma davanti a una richiesta forte il Cavaliere sarà accontentato.

 

SALVINI MELONI BERLUSCONI 66

L'altra trattativa è quella per le cariche parlamentari. L'idea di Meloni resta quella di dare la presidenza di una Camera all'opposizione. Ma gli alleati non ci vogliono sentire. Restano quindi le vicepresidenze: alla Camera potrebbe andare l'ex sindaca di Torino Chiara Appendino, neo parlamentare del M5S e al Senato Stefano Patuanelli, mentre per il Terzo Polo il nome che circola è quello di Mara Carfagna. Per le commissioni da assegnare all'opposizione lo schema su cui si ragiona è il seguente: Copasir al Pd (in corsa Lorenzo Guerini), Giunta per le immunità al Terzo Polo e Vigilanza Rai al M5S.

SILVIO BERLUSCONI - GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINIBERLUSCONI SALVINI MELONIBERLUSCONI SALVINI MELONI - MEME

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...