assisi matteo salvini san francesco

FRANCESCO CHI? - AD ASSISI, PATRIA DI SAN FRANCESCO E “STALINGRADO DEI CATTOLICI BERGOGLIANI”, LA CANDIDATA DEL CENTRODESTRA DONATELLA TESEI HA DOPPIATO VINCENZO BIANCONI E LA LEGA HA PRESO IL 43% - UNO CHOC PER LE GERARCHIE ECCLESIASTICHE E PER I FRATI LOCALI, CHE PREGAVANO PERCHÉ IL CAPITONE PERDESSE (LO HANNO DETTO LORO) - MARIO GIORDANO: "LA CHIESA E' PIU' IN SINTONIA CON LE STATUETTE MAGICHE DELL'AMAZZONIA CHE CON IL SUO POPOLO"

salvini tesei

Mario Giordano per “la Verità”

 

Qualcuno era arrivato a definirla la Stalingrado dei cattolici bergogliani. Ebbene: Stalingrado è caduta. Ad Assisi, infatti, la candidata del centrodestra, Donatella Tesei, ha preso 8.708 voti contro i 4.484 del suo avversario, Vincenzo Bianconi. Praticamente il doppio. La Lega è salita al 42,97 per cento, più della media regionale. Fratelli d' Italia all' 11,5 per cento. Così la città di San Francesco s' è risvegliata sovranista: laudato si' o mio Matteo.

 

giuseppe conte gualtiero bassetti assisi

Fratello sole e sorella Meloni. Uno choc per le gerarchie ecclesiastiche, che pensavano di aver scavato qui la trincea per fermare l' avanzata del nuovo Satana. E invece hanno scavato soltanto un' altra voragine fra loro e i fedeli.

tesei salvini

 

Che sono sempre più lontani. E sempre più disorientati da una Chiesa ormai più in sintonia con le statuette magiche dell' Amazzonia che con il suo popolo. Con l' Umbria, infatti, non è caduta solo una storica roccaforte rossa. È caduta anche una storica roccaforte del cattolicesimo vicino a Bergoglio. Il quale, non a caso, quando è stato eletto ha preso il nome di Francesco. Da qui parte la sottile linea rossa del suo Pontificato. E qui, non a caso, la Chiesa è entrata nella competizione elettorale, come forse non aveva mai fatto prima.

PAPA BERGOGLIO E IL SINODO PER L AMAZZONIA

 

conte papa francesco

Ha parteggiato, se l' è giocata a viso aperto, ha buttato senza timore storia, fede e tradizione dentro la riffa dell' urna. A cominciare dal presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, che pochi giorni prima del voto, ha invitato i concittadini ad andare ai seggi e subito dopo ha incontrato a Perugia, il premier, Giuseppe Conte. Visita privata, si capisce. Ma durante il tour elettorale del leader giallorosso, quello concluso con la famosa e sfortunata foto di Narni. E con tanto di comunicato finale (della diocesi) e di conferenza stampa (di Conte), per ribadire reciproca vicinanza, comunità d' intenti, attenzione vicendevole. Pappa e ciccia, insomma. E così sia.

Giuseppe Conte Vincenzo Bianconi

 

papa francesco intervistato in aereo 2

«Potrei dirle una bugia, e sarebbe comunque un peccato veniale. Invece voglio dirle la verità: noi preghiamo affinché Salvini perda queste elezioni regionali». Così diceva un frate di Assisi a Fabrizio Roncone del Corriere della Sera, pochi giorni prima del voto. Il custode del sacro convento è stato costretto a intervenire con comunicato ufficiale per metterci una pezza: «Non siamo faziosi», ha messo nero su bianco, con una tipica excusatio non petita apparsa subito accusatio manifesta.

san francesco d' assisi

SAN FRANCESCO D'ASSISI E LE REGIONALI IN UMBRIA BY MAURO BIANI

 

Del resto, come stupirsi? La Chiesa si era immischiata fin dall' inizio nelle elezioni, a cominciare dalla scelta del candidato: avrebbe voluto il cattolicissimo Andrea Fora (Pd) o Francesca Di Maolo (presidente dell' Istituto Serafico). Si sono poi accontentati di benedire Vincenzo Bianconi, che infatti non ha perso occasione per citare, in ogni comizio, San Francesco.

giuseppe conte con i frati a san giovanni rotondo

 

Persino il segretario Pd, Nicola Zingaretti, appena arrivato in Umbria per la campagna elettorale, si è sentito in dovere di esordire così: «Questa è la terra della pace e di San Francesco e non sarà mai la terra dell' odio e della Lega».

assisi

 

giuseppe conte ad assisi

Si sbagliava, evidentemente. La terra di San Francesco, che poi è anche la terra di Santa Chiara, di San Benedetto e di Santa Rita, la mistica Umbria, la terra religiosa, la regione intrisa di valori cristiani profondi come la sua storia, ebbene, ha scelto il centrodestra. Ha scelto Salvini e la Meloni. E in un colpo ha sconfitto il decennale regime di sinistra e, insieme, il partito della Chiesa di Bergoglio, mai così uniti, mai così vicini. E disposti evidentemente a barattare, il sì all' eutanasia e alle adozioni gay, in cambio del via libera all' immigrazione senza se e senza ma. Un compromesso, questo, che forse può avere una certa presa negli incontri privati in arcivescovado di Perugia. Ma di certo è un po' più difficile da spiegare ai fedeli delle parrocchie di periferia. E anche a quelli delle parrocchie del centro, per la verità.

assisi 4

 

matteo salvini bacia il rosario mentre parla giuseppe conte

«Il mio parroco dice che Salvini è un demonio», diceva una delle voci riportate dal Messaggero durante la campagna elettorale. Una delle tante testimonianze dell' impegno diffuso e capillare della Chiesa in Umbria per fermare l' avanzata del nemico numero uno. Vade retro Satana, come da famosa copertina.

 

salvini rosario

Con padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del convento di Assisi, che non perdeva occasione di affacciarsi in tv per predicare umanità, accoglienza, porti aperti, i principi sacri dell' antisalvinismo militante, insomma. Tutto inutile. La crociata, per quanto organizzata senza risparmio, con impegno e grande dedizione, non ha funzionato. La Stalingrado di papa Bergoglio è caduta.

 

salvini rosario

E la sconfitta così clamorosa lascia una ferita ancor più profonda dentro il corpo sempre più fragile dei cattolici. I quali ora si chiedono se sia proprio necessario trascinare la Chiesa in competizioni elettorali, una dopo l' altra, con dichiarazioni sempre più spinte, con partecipazioni sempre più evidenti, come se l' istituzione millenaria, la pietra posata da Gesù, si potesse davvero confondere con una sezione di Leu o di +Europa. E senza capire che in questo modo si offende la fede sincera di tanti preti e suore che soffrono in silenzio. Oltre che quella di tanti fedeli che rischiano di perdersi per sempre.

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