lagarde macron

IN FRANCIA NON CI SONO MEZZE MISURE: IL PROSSIMO PREMIER POTREBBE ESSERE UN TECNOCRATE O UN TRIBUNO DI ESTREMA SINISTRA - SI INTENSIFICANO LE VOCI SULL’IPOTESI LAGARDE, MA LEI SMENTISCE (LE CONVIENE LASCIARE LA BANCA CENTRALE EUROPEA PER FARE LA PASSACARTE DI MACRON?) - IN ALTERNATIVA C’È LA MINISTRA DEL LAVORO ELISABETH BORNE, O QUELLO DELL’AGRICOLTURA, IL “MACRON BOY” JULIEN DENORMANDIE. MA MELENCHON NON MOLLA: VUOLE CREARE UN FRONTE COMUNE E STRAPPARE ALTRI VOTI A SINISTRA ALLE LEGISLATIVE

Mauro Zanon per “Libero quotidiano”

 

lagarde merkel macron

«Ho una missione fino al 2027 a Francoforte. Non sono abituata ad abbandonare in corso d'opera. Ci sono altre persone molto più competenti di me per fare quel lavoro».

 

Con queste parole l'ex direttrice del Fondo monetario internazionale e attuale presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, respingeva a gennaio su France Interi rumors che la indicavano come futuro primo ministro di un eventuale Macron II.

 

sarkozy lagarde

È stato il principale quotidiano economico francese, Les Echos, a mettere in circolazione la voce a inizio anno: l'ex presidente Nicolas Sarkozy, in grandi rapporti con Emmanuel Macron, avrebbe sussurrato a quest' ultimo il nome della sua ex ministra dell'Economia come figura perfetta per guidare il governo e portare avanti il lavoro di Jean Castex.

ELISABETH BORNE

 

Lo scorso 14 aprile, interrogata nuovamente sull'ipotesi Matignon, sede del governo francese, ha schivato la domanda. Ma è innegabile che la sua statura internazionale farebbe molto comodo alla macronia, soprattutto per le negoziazioni a livello comunitario.

 

VERDE SBIADITA

EMMANUEL MACRON

Alcuni osservatori, tuttavia, fanno notare che il lato tecnocrate potrebbe giocare a suo sfavore nella scelta definitiva, assieme all'assenza di sensibilità green su cui Macron ha molto insistito negli ultimi meeting di campagna.

 

«Il mio prossimo primo ministro sarà direttamente incaricato della pianificazione ecologica», ha dichiarato Macron a Marsiglia lo scorso 16 aprile. Il futuro sostituto di Castex sarà affiancato da due ministri di peso in materia di ambiente: da un lato, un ministro della Pianificazione energetica, che avrà come missione quella di rendere la Francia la prima grande nazione a uscire dal petrolio, dal gas e dal carbone; dall'altro, un ministro incaricato della Pianificazione ecologica territoriale.

 

EMMANUEL MACRON CHRISTINE LAGARDE

L'altro nome che circola con insistenza per il posto di primo ministro è quello di Elisabeth Borne, attuale ministra del Lavoro, dopo esserlo stata dei Trasporti e della Transizione ecologica. Donna, con una fibra verde, cresciuta nella sinistra, la Borne sembra avere tutte le carte in regola.

 

Gli ammiratori della Borne mettono in risalto il suo rigore e la sua fermezza ereditati dai tempi in cui era prefetto della Regione Poitou-Charentes, nonché la competenza nella gestione dei dossier che ha avuto tra le mani nel quinquennio appena trascorso. I detrattori, invece, sottolineato gli stessi difetti che rischiano di allontanare da Matignon la banchiera Lagarde: è troppo tecnocrate e algida.

JULIEN DENORMANDIE

 

Tra i Macron boys in cerca della grande promozione alla guida dell'esecutivo spunta invece il 41enne Julien Denormandie, attuale ministro dell'Agricoltura. Pasdaran di Macron fin dai tempi in cui quest' ultimo era ministro dell'Economia di Hollande, Denormandie è considerato un gran lavoratore, poche chiacchiere e molta concretezza.

 

«È il figlio preferito di Macron», dicono i beninformati. E ancora: «Julien ha molte idee. È una delle rare persone che si permette di contraddire il presidente e quest' ultimo lo ascolta».

 

MELENCHON 3

E l'ipotesi Mélenchon? Tutto dipenderà dalle elezioni legislative. Il tribuno giacobino, si sa, vorrebbe "imporre" a Macron la sua nomina a primo ministro e per questo ha dato il via a serrate trattative con le altre forze di sinistra: con l'obiettivo di creare un fronte comune e successivamente un intergruppo all'Assemblea nazionale.

 

Il percorso, tuttavia, è in salita. Secondo quanto riferito ieri da BfmTv, i partecipanti alle prime trattative avviate tra la France insoumise di Mélenchon, gli ambientalisti di Europe Ecologie Les Verts di Yannick Jadot e il Partito comunista di Fabien Roussel hanno evocato una «grande incertezza» sull'esito dei negoziati, di divergenze e divisioni profonde su alcuni temi quali l'ambiente, l'Europa e la geopolitica.

ELISABETH BORNEemmanuel macron discorso dopo la vittoria 2MELENCHONCAROLINE CAYEUX EMMANUEL MACRON

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?