giscard d'estaing

LA FRANCIA PIANGE GISCARD D'ESTAING, L'EX PRESIDENTE SCOMPARSO PER IL COVID A 94 ANNI - PRIMA DI MACRON, FU IL PIÙ GIOVANE ALL'ELISEO: EUROPEISTA CONVINTO, MODERNIZZÒ LA VITA POLITICA ABBASSANDO L'ETA' DEL VOTO A 18 ANNI E LEGALIZZANDO L'ABORTO - FU COINVOLTO NELLO SCANDALO DEI DIAMANTI CHE GLI SAREBBERO ARRIVATI IN REGALO DALL'IMPERATORE CENTRAFRICANO BOKASSA. IL 10 MAGGIO 1981 PERSE LE PRESIDENZIALI CONTRO MITTERRAND. ENTRÒ IN UNA FASE DI DEPRESSIONE PERSONALE E…

Leonardo Martinelli per la Stampa

 

GISCARD D'ESTAING

Fu l'Emmanuel Macron degli anni 70: Valéry Giscard d'Estaing, che si è spento ieri a Tours all'età di 94 anni, ne aveva 48 quando fu eletto nel 1974 presidente di Francia, il più giovane fino a quel momento (un primato battuto proprio da Macron nel 2017). E Vge (la sua sigla era il suo soprannome) si presentò subito come l'incarnazione di una modernità trionfante e un liberale convinto (espressione di un centro-destra moderato e democristiano, non gollista in senso proprio).

 

Rivoluzionò la comunicazione politica dopo gli anni paludati del generale de Gaulle e di Georges Pompidou. E fu allora e per tutta la sua lunga vita un europeista convinto. In tutte queste caratteristiche esiste un fil rouge fra lui e Macron. Nato il 2 febbraio 1926, a 18 anni raggiunse la Resistenza e partecipò alla liberazione di Parigi, per poi combattere in Germania e in Austria.

 

GISCARD D'ESTAING

 Jean Monnet, padre dell'Europa, e il generale de Gaulle furono i suoi modelli, anche se già dagli anni Sessanta, sulla scia dei suoi molteplici incarichi come ministro (soprattutto dell'Economia e della Finanza, settori dove aveva una reale preparazione), fondò un partito alternativo a quello gollista, che diventerà più tardi l'Udf.

 

GISCARD D'ESTAING LADY D

Venne eletto presidente sulla base delle sue promesse di modernizzazione dell'economia e della società (siamo in pieno nel post '68). Tra le altre cose, Giscard d'Estaing fece abbassare a 18 anni l'età per votare e promosse la legalizzazione dell'aborto. Si faceva ritrarre nei manifesti elettorali mentre sciava o quando giocava a pallone. Faceva il moderno, il politico diverso da quelli più tradizionali, anche se veniva da una famiglia dell'alta borghesia ed era un prodotto dell'élite francese, compresa la laurea alla prestigiosa Ena.

GISCARD D'ESTAING

 

Sul piano internazionale, anche grazie al legame di amicizia che lo legava a Helmut Schmidt, rafforzò l'asse franco-tedesco e attraverso questo fece avanzare l'Europa comunitaria, con la creazione del Sistema monetario europeo nel 1979. I suoi problemi iniziarono con la dimissione del suo primo ministro, un certo Jacques Chirac, nel 1976. Poi ci fu il deteriorarsi della situazione economica, a causa dei due choc petroliferi.

 

GISCARD D'ESTAING NAPOLITANO

Fu anche coinvolto in uno scandalo, quello dei diamanti che gli sarebbero arrivati in regalo dall'imperatore centrafricano Bokassa. E così il 10 maggio 1981 perse le presidenziali contro François Mitterrand. Come confessò molti anni dopo, entrò in una fase di depressione personale: quella disfatta non l'aveva vista arrivare. Europarlamentare dal 1989, ha poi messo tutte le sue energie nell'ideale europeista.

 

Guidò la Convenzione sull'avvenire dell'Europa, fra il 2001 e il 2003, che portò alla nuova Costituzione europea. È rimasto lucido fino alla fine, intervenendo regolarmente sui media per dare il proprio giudizio sul destino e l'evoluzione della sua amata Francia.

GISCARD D'ESTAING MITTERAND

 

valery giscard d'estaing e la principessa diana 1henry kissinger valery giscard d estaing VALERY GISCARD D'ESTAINGVALERY GISCARD D'ESTAINGfrancia valery giscard d'estaingfrancia anne aymone e valery giscard d'estaing sposiVALERY GISCARD D ESTAINGvalery giscard d'estaing e la principessa diana 5VALERY GISCARD D ESTAINGvalery giscard d'estaing e la principessa diana 7valery giscard d'estaing e la principessa diana 3valery giscard d'estaing e la principessa diana 6valery giscard d'estaing e la principessa diana 2valery giscard d'estaing e la principessa diana 10

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…