luigi di maio davide casaleggio beppe grillo

IL FUTURO NELLE STELLE - CHE NE SARÀ DEL MOVIMENTO? NEI SONDAGGI SI È CONSOLIDATO TRA IL 10 E IL 14%, MUSICA PER LE ORECCHIE DI GRILLO - CASALEGGIO E DI MAIO INVECE SONO GOVERNISTI A TUTTI I COSTI E HANNO UN DISPERATO BISOGNO DEL TAGLIO DEI PARLAMENTARI CON NUOVA LEGGE ELETTORALE: SOLO COSÌ METTERANNO A TACERE I RIOTTOSI E POTRANNO SPERARE DI SUPERARE IL 2020…

DAGONEWS

beppe grillo davide casaleggio 9

 

I 5 Stelle si sono consolidati nei sondaggi tra il 10 e il 14% e contrariamente a quanto possiate pensare, per Grillo il 15% sarebbe un grande risultato. Vorrebbe dire per il Movimento tornare a quel ruolo di opposizione mordace che l'Elevato ha sempre immaginato per la sua creatura, il pungolo del potere che ha una tribuna importante ma non si ''sporca'' col governo.

 

Non solo: dai flussi elettorali emerge chiaramente come il M5S di domani (o dopodomani) sarà ''depurato'' dalla componente di destra che lo aveva invece votato nel 2018. Quei voti sono andati alla Lega e per ora non paiono intenzionati a tornare ai grillini, dove ha avuto la meglio la base di sinistra che si considera alternativa ma non così lontana dal Pd (quella delle origini insomma).

 

zingaretti di maio

Contro questa linea sono ovviamente Casaleggio e Di Maio. Il primo sta facendo ottimi affari con la sua srl, basta vedere chi c'era alla convention della scorsa settimana. Il secondo invece si gioca la pelle (politica), sua e di tutto il cucuzzaro di Pomigliano d'Arco e dintorni che si è portato a Roma. Il mantra è: al governo a tutti i costi. Restare in sella fino al 2023 e per allora frenare l'emorragia di consensi, anzi sperare in una risalita seppur minima per garantire una tenuta elettorale che possa portare a un nuovo accordo con il centrosinistra.

 

Solo un sogno? Oggi il M5S gode di una maggioranza relativa molto importante in Parlamento, e se non sarà il Pd a far cadere il Conte-bis, di sicuro non lo faranno i grillini, nonostante quello che si legge sui giornali.

 

BEPPE GRILLO DI MAIO NAPOLI

La nomenklatura a cinque stelle deve fare a far venire una strizza sufficiente a deputati e senatori, così da fargli passare la voglia di indebolire il governo. Il sistema più rapido, già messo in atto, è il taglio dei parlamentari: appena entrerà in vigore, la grandissima parte degli eletti M5S dovrà dire addio per sempre agli stipendi sontuosi (non più da rendicontare!), visto che molti hanno alle spalle due mandati e agli altri resterebbe il 10-15% di un Parlamento con 345 poltrone in meno.

 

Quando verrà messo in calendario il referendum confermativo, poi, scatterebbe un periodo in cui sarebbe praticamente impossibile andare al voto, salvo emergenze nazionali: il Quirinale non scioglierebbe le camere prima di un responso popolare sulla riforma costituzionale.

beppe grillo davide casaleggio 5

 

In questi giorni c'è una trattativa piuttosto sotterranea tra Zingaretti e Di Maio per presentare la riforma della legge elettorale, ultimo tassello necessario al nuovo assetto e per ricompattare la maggioranza in chiave anti-Salvini. Pare che anche Renzi, convinto di superarlo agevolmente, abbia detto sì al proporzionale puro con sbarramento alto al 5%...

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