elly schlein franceschini di biase

LA GENIALATA DEFINITIVA DEL PD: CAMBIARE IL NOME IN PDL (COSI’ MAGARI RIESCONO A VINCERE) - IL SINDACO DI BOLOGNA LEPORE PROPONE: "CHIAMIAMOLO PARTITO DEMOCRATICO E DEL LAVORO" – COME DAGO-RIVELATO, OLTRE A ZINGARETTI ANCHE FRANCESCHINI VA SU ELLY SCHLEIN. L’AREA DI SU-DARIO SI SPACCA IN DUE CON CONTORNO DI PETTEGOLEZZI: IL CAMBIO DI CAVALLO SAREBBE "COLPA" DEI CONSIGLI DELLA CONSORTE DELL’EX MINISTRO DELLA CULTURA: MICHELA DI BIASE – ANCHE LA SINISTRA DEM SI DIVIDE SULLA VICEPRESIDENTE DELL’EMILIA… - DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoreport-ndash-grande-stupore-adepti-franceschini-giorni-334090.htm

 

 

Giovanna Casadio per “la Repubblica”

dario franceschini e michela di biase

 

Elly Schlein è pronta. Ma bisognerà vedere se il Pd è pronto a una leadership fuori dagli schemi.

Perché Schlein è movimentista, ex civatiana, ex vice presidente dell'Emilia Romagna, paladina dei diritti civili, testimone e incarnazione di battaglie contro le discriminazioni (noto il coming out in campagna elettorale), ambientalista della prima ora, di sinistra ma lontana dalla "ditta" di bersaniana memoria. Prenderà nei prossimi giorni la tessera del partito alla cui segreteria pensa di candidarsi: ancora non ce l'ha.

 

elly schlein 1

Quali sono i suoi supporter lo si comincerà a vedere domenica. Nella kermesse che ha annunciato a Roma, al Monk - luogo delle convention di Nicola Zingaretti - nessun dem è previsto sul palco. Ma quelli presenti in platea saranno un buon indicatore delle truppe su cui può contare nel partito. E quindi dovrebbe esserci Peppe Provenzano, il numero due di Letta. Anche Dario Franceschini è con Schlein, ripetendo il vecchio adagio di Piero Fassino quando i Ds si fusero con la Margherita per fondare il Pd: "O si cambia o si muore". Non sarà in platea l'ex ministro della Cultura, ma molti franceschiniani sì, a cominciare da Michela Di Biase, deputata, moglie di Franceschini. Ci saranno Roberto Morassut, Marco Furfaro, tra i più ascoltati da Schlein. Un nutrito gruppo di dem toscani. Alcuni lettiani.

 

michela de biase dario franceschini foto di bacco

Brando Benifei, eurodeputato e promotore di "Coraggio Pd", non sarà presente per altri impegni. Però a Schlein guarda con interesse. La sinistra dem va in ordine sparso. I dubbi di Goffredo Bettini e Andrea Orlando su Schlein sono risaputi: il timore è che faccia del Pd un partito radicale, altro che partito di popolo e neo laburista. Entrambi hanno dichiarato l'apprezzamento per il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, che però non è ancora candidato. Ieri a Montecitorio Orlando e Schlein hanno avuto un colloquio. Gianni Cuperlo, altro leader della sinistra, dice che ascolterà Schlein con attenzione. Però su di lui c'è il pressing di un pezzo di sinistra affinché corra per la segreteria.

 

 

elly schlein 2

Centrale è la questione della identità del partito. La affronta ieri su Repubblica , Matteo Lepore, il sindaco di Bologna e propone: "Chiamiamo il Pd partito democratico e del lavoro". Apprezzano tanti, da Dems, la corrente di Orlando, a Ricci e Zingaretti. E, da fuori, anche da Roberto Speranza, ospite a Metropolis.

 

Di fatto ai nastri di partenza per ora ci sono Stefano Bonaccini, il governatore dell'Emilia Romagna, super favorito. Paola De Micheli, ex ministra. E appunto la (quasi) candidata Schlein. È una partita di attese e incastri il congresso dem, che si concluderà con il ballottaggio nei gazebo per il leader il 19 febbraio. A Bonaccini ad esempio, sarebbe utile l'appoggio di Zingaretti. L'ex governatore del Lazio, ora deputato, è corteggiatissimo. Una dichiarazione di Bonaccini ieri non gli è piaciuta, perciò Zingaretti contrattacca: «Stefano Bonaccini sostiene che bisogna cambiare il gruppo dirigente e che non si vince da dieci anni.

 

schlein bonaccini

Che ci sia bisogno di cambiare lo dico da tempo. Ma la sconfitta più grave il Pd l'ha avuta nel 2018 quando Stefano era un autorevole dirigente del gruppo renziano». Molto corteggiato anche Dario Nardella, il sindaco di Firenze, di cui si è parlato come candidato alla segreteria. Ammette: «Corteggiato? Non c'ero abituato e su questa cosa non ci marcio ». E oggi il segretario uscente Enrico Letta ha convocato al Nazareno i "costituenti": le 87 personalità che dovranno mettere mano al manifesto dei valori del Pd. Conferma la road map, gelido sulle critiche di Orlando. Nei prossimi giorni Letta ha deciso una consultazione pubblica nei circoli, e non solo, a partire da un documento: la Bussola del Pd.

elly schlein 3

Ultimi Dagoreport

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)