gennaro sangiuliano teatro opera marco bucci

GENNY, GIÙ LE MANI DALLA LIRICA! – NOVE SINDACI DI CENTROSINISTRA PIU’ IL GENOVESE MARCO BUCCI, A CAPO DI UNA GIUNTA DI CENTRODESTRA, PROTESTANO PER LA RIFORMA DEI TEATRI DELL'OPERA MESSA A PUNTO DA SANGIULIANO – LA LETTERA PER CHIEDERE UN INCONTRO URGENTE AL MINISTRO DELLA CULTURA: “LA RIFORMA È INOPPORTUNA E INAMMISSIBILE, UNA FOLLIA” – SANGIULIANO INTENDE RIPRISTINARE I CDA CON DUE RAPPRESENTANTI DEL MINISTERO PER CONTROLLARE TUTTE LE NOMINE E ELIMINARE OGNI SPAZIO DI DISCREZIONALITÀ DEI PRIMI CITTADINI – LA PRECISAZIONE DI BUCCI: “PIENA SINTONIA CON IL MINISTERO DELLA CULTURA”

BUCCI, PIENA SINTONIA CON MINISTERO DELLA CULTURA 

marco bucci 1

(ANSA) - "In questi anni abbiamo collaborato, in piena sintonia, con il Ministero della Cultura per il risanamento della Fondazione Carlo Felice, raggiungendo grandi risultati di pubblico, di risanamento finanziario e di produzioni di qualità riconosciute a livello nazionale ed internazionale, tra cui la prossima trasferta a New York". Lo dichiara il sindaco di Genova Marco Bucci in una nota.

 

"Le fondazioni lirico-sinfoniche rappresentano il cuore pulsante della cultura in ogni città - continua il sindaco - Negli ultimi anni siamo rimasti penalizzati dal FUS, rimasto congelato, non più premiante per il merito e non più capace di portare stabilità, e chiediamo una sostanziale modifica che continui a premiare risultati, competenze e affluenza, ed in grado di confermare stabilità.

gennaro sangiuliano

 

Nella giornata di ieri ho avuto modo di confrontarmi con il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, il quale mi ha confermato che la nuova proposta di riforma va nella direzione auspicata, oltre ad un rinnovato impegno finanziario. Voglio ringraziare il Ministro e il Sottosegretario per la proattiva collaborazione e sono sicuro che anche questa volta raggiungeremo l'obiettivo prefissato".

 

 

 

I SINDACI DEL CENTROSINISTRA (E IL GENOVESE BUCCI) CONTRO SANGIULIANO

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per www.repubblica.it

 

gennaro sangiuliano

Non solo i sindaci di centrosinistra, che sono pur sempre la stragrande maggioranza. A dire no alla riforma sulle fondazioni liriche messa a punto dal ministro Gennaro Sangiuliano - che intende mettere le mani sui teatri d’Opera ripristinando i Consigli di amministrazione, al cui interno insediare due rappresentanti del dicastero della Cultura in modo da controllare di fatto tutte le nomine, a partire dai sovrintendenti - è anche il genovese Marco Bucci, a capo di una giunta di centrodestra.

 

MARCO BUCCI GENOVA

[...] in dieci hanno preso carta e penna ed hanno scritto una lettera di fuoco all’inquilino del Collegio Romano per chiedere un incontro urgente. In calce la firma dei primi cittadini di Roma (Roberto Gualtieri), Milano (Beppe Sala), Bari (Vito Leccese), Bologna (Matteo Lepore), Cagliari (Massimo Zedda), Firenze (Sara Funaro), Napoli (Gaetano Manfredi), Torino (Stefano Lo Russo) e Verona (Damiano Tommasi), oltre al suddetto Bucci (Genova). Tutti presidenti dei rispettivi Consigli d’indirizzo.

 

"Abbiamo appreso dagli organi di stampa – ovvero dall’anticipazione del testo governativo pubblicato da Repubblica - che, all'interno della più complessiva ridefinizione del quadro legislativo riguardante lo Spettacolo dal vivo sarebbe in avanzato stato di definizione anche una significativa riforma delle Fondazioni lirico-sinfoniche, la cui rilevanza è storicamente strategica per le città dove operano, in quanto rappresentano istituzioni culturali identitarie e di decisiva importanza per la cultura italiana e per i territori su cui insistono”, scrivono i sindaci.

 

beppe sala

“Dato l'assoluto protagonismo dei nostri comuni nella gestione e valorizzazione delle Fondazioni, anche in considerazione del gravoso impegno economico che questo comporta, siamo a chiedere un incontro urgente per affrontare in maniera condivisa criticità e potenzialità inerenti al settore, nonché per conoscere gli intendimenti del governo".

 

Negli ultimi anni – scrive il dicastero della Cultura nella risposta all’interrogazione parlamentare presentata dal Pd - le fondazioni lirico-sinfoniche hanno attraversato varie “vicissitudini”, in particolare il Maggio Fiorentino: ragione per la quale “si è avviata una riflessione sull’opportunità di mantenere gli organi e le rispettive funzioni così come attualmente previsti dalla normativa di settore, ovvero di ipotizzare una modifica che”, nell’ottica di rafforzare l’intera governance, “comporti una maggiore responsabilità dell’Organo di indirizzo anche mediante il ritorno al Consiglio di amministrazione, affiancato da una professionalità con competenze gestionali e aziendali”. [...]

 

gennaro sangiuliano fischiato al taobuk di taormina 1

"È inopportuno – tuona il sindaco di Bari Leccese - che per mero esercizio di potere si metta mano alla governance delle Fondazioni liriche, utilizzando vecchi modelli gestionali che pensavamo di aver abbondantemente superato. Non solo non siamo disposti a tornare indietro, ma anche riteniamo che Fondazioni eterodirette e scollegate dal territorio non abbiano ragione di esistere, poiché non servirebbero al territorio e men che meno alla crescita culturale del nostro Paese".

 

sara funaro

Durissima anche Sara Funaro, neo-sindaca di Firenze: "L'ipotesi di riforma, che punta ad accentrare i poteri di gestione e indirizzo a livello ministeriale, togliendo ai Comuni la gestione dei teatri lirici è inopportuna e inammissibile". "È una follia – fa eco il sindaco di Cagliari Massimo Zedda - Con tutti i problemi del pianeta, dopo una pandemia e di fronte a delle guerre, si occupano dei cda delle Fondazioni: il tema è non fare note stonate e ripristinare l'armonia tra istituzioni e non arrivare sempre a uno scontro sistematico". [...]

 

 

 

Articoli correlati

IL GOVERNO METTE LE MANI SULLA LIRICA!SANGIULIANO HA PRONTA LA RIFORMA DEI TEATRI D'OPERA...

 

 

 

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…