giancarlo giorgetti matteo salvini claudio borghi alberto bagnai

GIORGETTI DICE DI NON CONTESTARE LA LINEA DI SALVINI MA FA CAPIRE QUALI SIANO I RAPPORTI TRA LORO: “NON GUARDO MAI I SOCIAL. SALVINI PARLA ANCHE A QUEL MONDO LÌ. IO SOLO A UN ALTRO, CHE FORSE OGGI È MINORITARIO MA ESISTE E, COMUNQUE, CONTA DI PIÙ DI QUEL CHE SI CREDA NORMALMENTE. DRAGHI? NON È UN OSSESSIONE, A ME PIACE. TUTTI PARLANO DI QUANTI SOLDI FARCI DARE DALL’EUROPA E INVECE DOVREMMO CONCENTRARCI SUL COSA FARCI”  – JENA: ''MA QUANDO ANDREOTTI DICEVA CHE IL POTERE LOGORA CHI NON CE L' HA, PENSAVA A SALVINI?''

salvini giorgetti

1 – POTERE

Jena per “la Stampa” - Ma quando Andreotti diceva che il potere logora chi non ce l' ha, pensava a Salvini?

 

2 – «RIPARTIRE MA CON RESPONSABILITÀ»

Maurizio Lucchi per “la Prealpina”

 

Allora onorevole Giorgetti, come sta nell’autoisolamento sul lago di Varese? «Veramente in questo momento sono a Montecitorio... Quando la Camera si degna di aprire le porte io vado a fare il mio dovere». Il tono della voce è ironico, come sempre. Ma le parole sono decise: «Si favoleggia del mio autoisolamento - spiega - ma è una leggenda. In realtà da due mesi viviamo una sospensione della democrazia. Un buon cittadino, e io penso di esserlo, quando c’è la quarantena e gli dicono di stare a casa lo fa». «E ho anche - ci tiene a sottolinearlo con una punta di malizia, Giancarlo Giorgetti - la barba e i capelli lunghi perché rispetto le regole, spero che lo facciano tutti».

calderoli - giancarlo giorgetti

 

giorgetti bossi

«Ma questa obbedienza cieca diventa una colpa quando l’emergenza finirà. Noi come opposizione abbiamo cercato in questi mesi di dare consigli al Governo. Non li hanno accettati, anzi li hanno snobbati. Errore mortale. Ora che si esce da questa fase dovranno dare delle risposte. Secondo me questa ansia da prestazione da pieni poteri che ha avuto il presidente Conte non gli gioverà per nulla».

 

MATTEO SALVINI CON LA MASCHERINA

Onorevole Giorgetti, si è letto che il suo isolamento fosse dovuto anche a contrasti con Matteo Salvini, come vanno le cose con il leader del suo partito? Ride: «Come sempre. Non c’è alcun disaccordo». Beh ma qualche contrasto lo avete avuto e non sembrate davvero sempre d’accordo sulle scelte o sulle strategie. O mi vuol forse dire che i contrasti sono la replica dello schema che veniva usato in passato da Bossi, quando si creava dei finti oppositori interni per confondere gli avversari e poi sorprenderli? «Assolutamente no - replica. - Io ho sempre lavorato per unire le anime della Lega, non sono per natura una persona che crea divisioni. La mia storia è lì a raccontarlo. Con Salvini spesso ci confrontiamo, a viso aperto, e poi si trova sempre la sintesi. Del resto ognuno ha le proprie idee, viene da esperienze differenti e questa è una ricchezza. Non è così difficile da capire: le nostre posizioni sono complementari. Io non ho Twitter e nemmeno Facebook, non guardo mai i social e nemmeno leggo quello che scrivono di me sul web. Si tratta di una scelta.

borghi salvini bagnaigiorgetti maroni salvini

 

Salvini invece comunica moltissimo anche attraverso i social. Ecco: lui parla anche a quel mondo lì. Io solo a un altro, che condividiamo, e che forse oggi è minoritario ma esiste e, comunque, conta più di quel che si creda normalmente».

MARIO DRAGHI.

 

Va bene, come la mettiamo con la questione della sua proposta di Draghi come futuro Presidente del Consiglio? Salvini la pensa come lei? «Allora, per prima cosa ricordo che Il mio partito si chiama Lega Salvini premier e quindi è chiaro che l’obiettivo è scritto nel nome del movimento che ho contribuito a far nascere e del quale sono vice segretario.

salvini giorgetti

 

Detto questo, il nome di Draghi non lo ho tirato fuori adesso: lo ho fatto già alla fine dello scorso anno. Ma non è che abbia una ossessione sul nome di Draghi. Poi, sì, a me piace. Chi vuol capire vada a rivedere l’intervento di Draghi in Cattolica dell’11 ottobre 2019. Il titolo era: Conoscenza, coraggio e umiltà. Chi vuole governare questo Paese deve avere queste tre virtù».

MATTEO SALVINI VESTITO DA MEDICO

 

 Passiamo al tema del giorno, la lotta al coronavirus. Come giudica l’azione della politica? «Io non amo dare giudizi ma in questo caso è sceso in campo il meglio e il peggio della società italiana. Il meglio sono i medici e il personale infermieristico, quelli che si sono battuti in prima linea. La politica invece non ha fatto una bella figura. Da un lato i vari livelli di governo hanno fatto a gara ad invadere i campi di competenza uno dell’altro, spesso con un’ansia compulsiva di protagonismo. Dall’altro il gioco dello scaricabarile per quel che riguarda le colpe è stato deleterio.

 

mario draghi bazooka

A proposito di responsabilità trovo singolare che nel dibattito italiano, contrariamente a quanto avviene nel resto del mondo, nessuno si sperimenti nel giornalismo d’inchiesta sulle responsabilità della Cina, ma di questo se ne parlerà presto». E cosa pensa allora della conduzione della crisi da parte della Regione Lombardia? «Le dico solo una cosa: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Vedo un bel festival di personaggi che si scagliano quotidianamente, anche con un astio davvero fuori luogo, contro il presidente Attilio Fontana. E anche molti media ci hanno messo del loro per aizzare questo guerra di tutti contro tutti. Una cosa sbagliata, inutile e grave in una situazione straordinariamente grave e per la quale nessuno, e dico nessuno, al mondo era preparato.

matteo salvini giancarlo giorgetticentinaio salvini giorgettimatteo salvini giancarlo giorgetti

 

matteo salvini giancarlo giorgetti

Oggi è facile fare i professori, distribuire patenti. Ma se neppure la scienza è stata in grado di prevedere, e ancora oggi non ha completamente capito e spiegato che cosa occorre fare, perché si sparano giudizi e si sputano sentenze? Faccio un esempio, quando ci fu il terremoto in Friuli nel 76 l’epicentro era lì, esso venne avvertito e fece danni anche nelle regioni vicine ma i morti furono in Friuli. Ecco noi abbiamo avuto il terremoto in Lombardia. E ricordiamo che anche la scienza ha imparato sbagliando, cammin facendo si impara».

 

MATTEO SALVINI

E sulla questione sovranista come si pone? Specie nei confronti dell’Europa? «Allora - risponde Giorgetti - il sovranismo è connesso al principio di democrazia, nel senso che il potere sovrano appartiene al popolo. Ora occorre declinare l’interesse nazionale in un nuovo scenario. Con orgoglio dobbiamo difendere le nostre ragioni in Europa e nel mondo intero, senza alcun complesso di inferiorità. Non siamo degli accattoni! Tutti parlano di quanti soldi farci dare dall’Europa e invece dovremmo concentrarci sul cosa farci, dal Governo di idee ne ascolto tante ma molto confuse. Dobbiamo avere cura innanzitutto delle nostre capacità di fare, del nostro genio imprenditoriale.

 

matteo salvini giancarlo giorgetti lorenzo fontana

Non ci serve iniettare la droga dell’assistenzialismo ma pensare a come mettere a frutto i soldi che arrivano. La mia paura è che qualcuno pensi di passare da un “dovere di assistenza” ad una ”cultura dell’assistenzialismo”. Dobbiamo evitare il rischio mortale della assuefazione all’ assistenza, che è una droga. Come la morfina: la si può dare a chi soffre dopo una operazione ma per poco tempo, non in eterno. Se non si evita questo rischio, la vedo male. Noi adesso dobbiamo puntare a sostenere le nostre imprese e le nostre capacità con i soldi che arrivano, o che dovrebbero arrivare visto che di risorse dal governo fino a oggi se ne sono viste pochissime. Poi tutti riprenderanno a marciare sulle loro gambe».

la libreria di matteo salvini europee editionla libreria di matteo salvini quarantena edition 1MATTEO SALVINI

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”