guido crosetto giorgia meloni pnrr recovery

GIORGIA ZITTISCE TUTTI SUL PNRR – MELONI RIBADISCE CHE L’ITALIA UTILIZZERA’ FINO ALL’ULTIMO EURO DEI 200 MILIARDI DEL RECOVERY (NONOSTANTE SIA CHIARO ORMAI CHE ALCUNE OPERE SONO IRREALIZZABILI). UNA BACCHETTATA ALLA PARTE DELLA MAGGIORANZA SEMPRE PIU’ AMPIA, DA CROSETTO IN GIU’, CHE VUOLE RINUNCIARE A UNA FETTA DEI SOLDI A PRESTITO DALL’EUROPA – IL PROBLEMA È CHE SENZA LA PACCATA DI MILIARDI DI BRUXELLES IL DEBITO ITALIANO SCHIZZEREBBE IN ALTO…

Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera e Francesco Olivo per “La Stampa”

 

GIORGIA MELONI E GUIDO CROSETTO

L'invito agli imprenditori e alla comunità finanziaria londinese è stato spedito a metà settimana. L'appuntamento è per venerdì all'ora di pranzo, nella residenza dell'ambasciatore italiano. Con Giorgia Meloni ci sarà Francesco Lollobrigida, che vuole far crescere la quota di made in Italy sugli scaffali dei supermercati svuotati dalla Brexit.

 

[…]

 

La ragione principale della visita è il bilaterale con Rishi Sunak, e non è chiaro se vedrà singolarmente gli investitori. Ma una cosa è decisa: nonostante i problemi, i ritardi e i dubbi che serpeggiano nella sua maggioranza, nell'intervento pubblico in ambasciata la premier ribadirà l'impegno a non perdere un solo euro dei duecento miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

 

GIORGIA MELONI PNRR

Agli occhi dei mercati non è un'affermazione banale. Il pasticcio comunicativo degli ultimi giorni ha iniziato a preoccupare gli esperti di debito italiano. Gli analisti hanno apprezzato l'impostazione prudente del Documento di economia e finanza, e l'andamento dello spread sui Bund tedeschi lo conferma. Ma in molti si interrogano per le prospettive di medio termine dell'emittente Italia.

 

Il titolo decennale italiano paga un differenziale sulla Francia dell'1,4 per cento. La crescita quest'anno sarà nella migliore delle ipotesi dell'1 per cento, quasi un quarto del 2022. L'aumento dei tassi da parte della Banca centrale europea - lo ha detto esplicitamente Giancarlo Giorgetti in Parlamento questa settimana - farà aumentare la spesa per interessi del 2023 da 75 a 100 miliardi di euro: numeri che non si vedevano da anni.

 

i finanziamenti del pnrr all'italia - la stampa

Se la curva del debito italiano di qui al 2026 è sotto controllo, lo si deve ai quaranta miliardi l'anno garantiti sulla carta dal Recovery Plan. «Senza quell'ammontare degno di una grossa legge di bilancio - spiegano due investitori sotto la garanzia dell'anonimato - il debito italiano riprenderebbe il volo».

 

È per questa ragione che Meloni ha deciso di tenere il punto, spegnendo sul nascere la tentazione di un pezzo della maggioranza a rinunciare ad una parte dei 122 miliardi di prestiti del Piano. Avevano iniziato il capogruppo leghista alla Camera Riccardo Molinari e Claudio Borghi. Poi il compagno di partito di Meloni, Fabio Rampelli, e ieri Guido Crosetto.

 

Pnrr Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

«Voci dal sen fuggite», dice un esponente di governo che condivide in pieno la linea della premier. Chi le ha parlato ieri la descrive sorpresa e piuttosto irritata per affermazioni che mettono in discussione uno dei tasselli fondamentali della sua politica economica. I fedelissimi di Meloni invitano a confrontare le parole del ministro della Difesa a questo giornale con l'intervista rilasciata nelle stesse ore dalla premier a Milano Finanza. «Sul Pnrr sento e leggo cose che non esistono. Come il ministro Fitto ha già spiegato in diverse sedi istituzionali, stiamo lavorando con la Commissione europea per risolvere alcuni problemi strutturali del piano. Ma il Pnrr, sia chiaro, non è un problema, ma una grande opportunità che il governo non si lascerà sfuggire, nonostante errori e ritardi che ha ereditato».

 

[...]

 

GIORGIA MELONI E GUIDO CROSETTO

Il messaggio che viene fatto filtrare dalle stanze del governo è di evitare soprattutto le esternazioni che chiamano in causa i rapporti fra Roma e Bruxelles. Quando non è lei stessa a interloquire con la presidente Ursula von der Leyen, il Pnrr è materia del ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto. A lui e solo a lui la premier ha delegato le trattative con il commissario all'Economia Paolo Gentiloni e il responsabile del Mercato interno Thierry Breton. «Ci siamo trovati fra le mani un Piano con cose irrealizzabili», spiega ancora una volta una voce autorizzata dalla premier. «Ma ciò non toglie che faremo di tutto per risolvere i problemi».

 

RAFFAELE FITTO E PAOLO GENTILONI

Il pranzo di venerdì di Meloni con Matteo Salvini è servito anzitutto a questo. Non è un caso se il vicepremier, che dal Pnrr ha solo da guadagnare in consenso, non ha mai messo il cappello ai dubbi espressi dalla prima linea leghista. Dopo quel pranzo, dal ministero delle Infrastrutture sono stati fatti filtrare più dettagli sull'attuazione del Piano per sottolineare il procedere di alcuni degli appalti, soprattutto ferroviari. [...]

CROSETTO MELONIraffaele fitto giancarlo giorgetti paolo gentiloni 1

 

raffaele fitto giancarlo giorgetti paolo gentiloni

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...