1. IL GIORNO DOPO, COME TI DIMEZZO CONTE: È IN ATTO UNA TRATTATIVA SOTTERRANEA PER UN INGRESSO ORGANICO DI FORZA ITALIA NELL’ALLEANZA DI GOVERNO PD-M5S-LEU CHE PREVEDE UN CAMBIO DEL PREMIER E UN ACCORDO SUL NOME DEL SUCCESSORE DI SERGIO MATTARELLA
2. IL PD, SU CONSIGLIO DEL CAPO DELLA POLIZIA GABRIELLI, SI OPPONE AL TRASLOCO DI LUCIANA LAMORGESE DAL VIMINALE E DI CONSEGNARE LA DELEGA DEI SERVIZI A MARIO TURCO 
3. SECONDO IL CONTE CASALINO, IL RIMPASTO PREVEDE LA CONSEGNA DEI DUE DICASTERI EX RENZIANI (FAMIGLIA E AGRICOLTURA) AI VOLENTEROSI VOLTAGABBANA, DELRIO AL POSTO DI PAOLA DE MICHELI E ORLANDO A CAPO DI UN NUOVO MINISTERO DEDICATO ALLA GESTIONE DEL RECOVERY. CONTE, CHE ERA GIÀ PRONTO A UN DECRETO LEGGE PER AUMENTARE IL NUMERO DEI DICASTERI, IN TAL MODO AVREBBE EVITATO IL NEFASTO RIMPASTO CON DIMISSIONI, HA TROVATO PERÒ L’OPPOSIZIONE SECCA DI MATTARELLA: 65 DICASTERI SONO GIÀ UN NUMERO ENORME...

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DAGOREPORT

meme sulla crisi di governo mattarella e conte meme sulla crisi di governo mattarella e conte

Dopo la risicata e grottesca fiducia ottenuta da Conte, sul Colle gli animi dei consiglieri di Mattarella sono titubanti, divisi e soprattutto in stato di allarme per le lamentele informali che arrivano da Bruxelles per i tempi italiani sul Recovery Plan e sul fatto, ancor più preoccupante, che la bozza che circola fa acqua da tutte le parti.

 

Malgrado il can can dei giornaloni, Conte nel giro delle cancellerie europee è considerato lo Zelig della politica italiana, assolutamente non affidabile  al punto che lo chiamano il “No-delivery guy”, il ragazzo che non mantiene le promesse.

 

giuseppe conte e ursula von der leyen a bruxelles giuseppe conte e ursula von der leyen a bruxelles

Alcuni consiglieri quirinalizi, poi, sono perplessi sul fatto che Mattarella sia poco incline a spingere Conte verso le dimissioni per procedere poi a un rimpasto (il premier lo chiama “rafforzamento di governo”) e varare quindi il Conter Ter.

 

Il bisConte dimezzato, che alla parola “dimissioni” rischia un coccolone, sa che se dovesse mollare la poltrona si scatenerebbero le faide all’interno degli spappolatissimi 5Stelle e teme di finire in mezzo a una strada con Casalino a carico.

sergio mattarella parla con dario franceschini e nicola zingaretti sergio mattarella parla con dario franceschini e nicola zingaretti

 

Intanto, le anime del PD sono in movimento al punto che da tre sono diventate due: Zingaretti e Franceschini. La terza, quella riformista, si sta sgretolando. Luca Lotti, indagato per il caso Consip, si è acquattato dietro le quinte di Zingaretti e si è portato dietro Lorenzo Guerini, distanziandosi così da Marcucci. L’ambizioso Andrea Orlando si è posizionato invece a metà strada tra Franceschini e Zingaretti in vista di uno scranno ministeriale.

 

orenzo Guerini Debora Serracchiani Luca Lotti Maria Elena Boschi b b adb c f a b ba MGzoom orenzo Guerini Debora Serracchiani Luca Lotti Maria Elena Boschi b b adb c f a b ba MGzoom

Il corpaccione del PD deve poi fare molta attenzione al potere dei governatori: ieri Bonaccini si è dichiarato a favore di una ricucitura con Renzi, idem il governatore della Toscana, Giani. De Luca invece è una anomalia che gioca in proprio ma sempre sarà grato a Lotti che ha portato il figlio in Parlamento.

 

Il neo indebolimento di Conte si è subito appalesato quando il Pd, su consiglio del capo della polizia Gabrielli, si è opposto al trasloco di Luciana Lamorgese dal Viminale. E sull’idea di consegnare la delega dei servizi al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Mario Turco (quota M5S), i malumori si sono sprecati.

ANDREA ORLANDO ANDREA ORLANDO

 

A questo punto, tutte le anime del PD convergono unite su alcuni punti: si porti subito avanti la nuova legge elettorale proporzionale, si proceda al rimpasto e si faccia l’accordo di programma entro 3 settimane al massimo, a partire da ieri.

 

Secondo il Conte Casalino, il rimpasto prevede la consegna dei due dicasteri ex renziani (Famiglia e Agricoltura) ai Volenterosi voltagabbana, Delrio andrebbe a sostituire l’inadeguata Paola De Micheli e Orlando andrebbe a capo di un nuovo ministero dedicato alla gestione del Recovery.

luca lotti graziano delrio luca lotti graziano delrio

 

Naturalmente si è incazzato Enzo Amendola, ministro degli affari europei. Conte, che era già pronto a un decreto legge per aumentare il numero dei ministeri, così da evitare il nefasto rimpasto con dimissioni, ha trovato però l’opposizione secca di Mattarella: i dicasteri sono già troppi.

 

In queste ore sono in atto due trattative, ambedue a conoscenza del Quirinale, da concretizzare in vista della prossima primavera. La prima è in mano al duo Letta-Bettini che punta a imbarcare Forza Italia e ottenere così una maggioranza più ampia. La seconda, più sotterranea, mira a un ingresso organico di Berlusconi nell’alleanza di governo Pd-M5S-LeU ma con un cambio del premier e un accordo sul nome del successore di Mattarella.

 

gianni letta e berlusconi gianni letta e berlusconi

In Forza Italia la situazione è però caotica. Finora, con l'atteggiamento responsabile del Cav da europeista convinto, i sondaggi danno il partito nuovamente a due cifre (10%). Da un lato, Berlusconi smania per non essere vincolato a Meloni e Salvini, sempre ipnotizzati dal sovranismo comiziante. Dall'altro, il fu Banana sarebbe tentato di restare distaccato dal teatrino della politica. E nel caso in cui qualcosa andasse storto, la colpa sarebbe di Tajani e Letta...

 

 

 

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politica

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