giorgia meloni

GIRAMENTO DI MELONI – FERMI TUTTI: LA LEADER DI FRATELLI D’ITALIA GUARDA AL NO. SAREBBE UN COLPO A CONTE: “IO SONO PER IL SÌ AL TAGLIO DEI PARLAMENTARI. PERÒ L'IDEA CHE MAGARI LA VITTORIA DEL NO POSSA CREARE UN SOMMOVIMENTO NEL GOVERNO, RISCHIA DI AVERE LA MEGLIO” - SALLUSTI: "SALVINI E MELONI SONO PRIGIONIERI SUL REFERENDUM. IN CUOR LORO SANNO BENISSIMO CHE IL NO SAREBBE LA SCELTA POLITICAMENTE CORRETTA…”

Pier Francesco Borgia per il Giornale

 

giorgia meloni

La ribalta politica, equamente divisa in questi giorni tra referendum e elezioni regionali, offre sempre sapide novità. Come il criptico endorsement che Giorgia Meloni, leader di Fratelli d' Italia e convinta sostenitrice del taglio dei parlamentari, ha concesso ieri ai sostenitori del No.

 

«Mi pare che stia prendendo piede il No al referendum. Il che sarebbe una cosa incredibile. - ha detto durante una manifestazione elettorale a Trani - Io sono per il Sì; abbiamo sostenuto la legge e penso che il 99% degli italiani, sulla carta, sia favorevole al taglio dei parlamentari. Però l' idea che magari la vittoria del No possa creare un sommovimento nel governo, rischia di avere la meglio».

 

meloni

Un rischio che da giorni è invece per Renato Brunetta (Fi) una sentita speranza. L' economista azzurro è stato tra i primi a sostenere l' importanza di considerare il referendum sul taglio dei parlamentari un efficace strumento di disturbo per il governo Conte 2.

 

Per settimane tutti gli altri attori della scena politica hanno tentato di negare la portata politica del referendum. Eppure sono in tanti, tra le file del centrodestra, a credere che la vittoria del No spingerebbe a una fine prematura del governo giallorosso. Venerdì lo stesso numero due della Lega Giancarlo Giorgetti aveva confermato la sua predilezione per il No, proprio come elemento di disturbo al governo. E tra i simpatizzanti dei partiti di destra da tempo cresce il consenso verso il No al taglio.

 

salvini meloni

Anche Berlusconi aveva a suo tempo dato libertà di voto ricordando che il taglio dei parlamentari dovrebbe arrivare con una armonica riforma costituzionale e che già il suo governo aveva tentato di proporla, bloccato nel 2006 proprio dal Pd. Ed è stato il primo partito, Forza Italia, a lasciare libertà di voto sul tema presentendo la valenza politica della scelta referendaria.

 

Sullo stesso tema, proprio ieri, Berlusconi ha incassato il plauso di Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia, a proposito del taglio dei parlamentari e della libertà di voto lasciata agli azzurri. «Tutti, con l' eccezione di +Europa e di Berlusconi - ha spiegato Napoli - sono finiti succubi del peggior populismo grillino. Leader veri (o presunti tali) non hanno trovato fino a oggi il coraggio politico di sottrarsi all' abbraccio mortale di Di Maio».

meloni

 

Intanto al San Raffaele di Milano il paziente Silvio Berlusconi è impaziente di uscire. Le sue condizioni migliorano gradualmente e costantemente e i primi riscontri portano i medici a esporsi sulla data delle dimissioni. Anzi, c' è chi azzarda che già oggi potrebbe uscire dal padiglione Diamante della struttura ospedaliera dove il reparto di rianimazione è gestito proprio da uno dei suoi medici personali, il dottor Alberto Zangrillo.

 

Berlusconi ha comunque ripreso a lavorare alacremente.

RENATO BRUNETTA

 

Gli impegni elettorali incalzano e il presidente azzurro ha già accettato di rilasciare alcune interviste per alcune testate giornalistiche delle regioni chiamate al voto per il rinnovo degli organi rappresentativi.

 

Il rigido protocollo anti-Covid costringe il leader azzurro a un isolamento totale. Le uniche persone che può vedere sono i sanitari. Grazie al telefono è però in costante contatto con i suoi collaboratori e con i coordinatori del partito.

 

salvini meloni

Primo fra tutti il vicepresidente azzurro Antonio Tajani che sabato sera a Bari, durante la manifestazione unitaria a sostegno del candidato del centrodestra Raffaele Fitto, ha ribadito l' impegno e lo sforzo del leader azzurro per queste elezioni regionali. «Silvio Berlusconi è vicino alla città di Bari, è vicino a Raffaele Fitto - ha detto Tajani - lentamente sta migliorando ma non voleva far mancare il suo messaggio di sostegno e di amicizia ai candidati di Forza Italia, al centrodestra e alla Puglia intera».

 

 

SALLUSTI

Da liberoquotidiano.it

 

le dirette skype di sallusti con gli ortaggi come sfondo 3

"Ci sono partiti prigionieri". Alessandro Sallusti, a L'aria che tira, commenta lo scenario e gli effetti del referendum sul centrodestra che potrebbe riservare non poche sorprese. Giorgia Meloni, fino a poche ore prima convinta sostenitrice del Sì, ha ammesso che una vittoria del No converrebbe a Fratelli d'Italia perché creerebbe "un sommovimento nel governo".

 

 

"Ci sono partiti che sono prigionieri delle loro scelte precedenti, mi riferisco in particolare alla Lega - spiega Sallusti -, e del fatto di non lasciare ai 5 Stelle la medaglia della probabile vittoria del sì", come appunto Fratelli d'Italia. "In cuor loro sanno benissimo che il No sarebbe la scelta politicamente corretta - conclude il direttore del Giornale -, ma ora sono lì che traccheggiano un po'. "Diciamo che tutti fanno quello che non vorrebbero, uno strano balletto", è la chiosa di Myrta Merlino, d'accordo con Sallusti.

alessandro sallusti a l'aria che tira 2

 

giorgia meloni

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?