roberto gualtieri luigi di maio

IL GOVERNO NON ARRIVA A FINE MES – LA RIFORMA DEL FONDO SALVA STATI RISCHIA DI ESSERE “LA TAV” DEI GIALLO-ROSSI – NON CI SONO COMPROMESSI POSSIBILI TRA POSIZIONI POLITICHE COSÌ DIVERSE, CON GUALTIERI CHE È UN REPLICANTE DI MOSCOVICI E I GRILLINI CHE FINO AD AGOSTO URLAVANO CONTRO BRUXELLES

Daniele Capezzone per “la Verità”

 

ROBERTO GUALTIERI PIERRE MOSCOVICI

E ora che succede sul Mes? Dopo l' esito contraddittorio e incerto del vertice politico di ieri, come si è lasciata la maggioranza? Quando e come i rappresentanti dei partiti torneranno a discutere? I partecipanti al summit hanno concordato di rivedersi la prossima settimana (ma la data non c' è ancora), né si vede quale compromesso sia possibile tra posizioni politiche così divaricate. La stessa natura della materia non si presta a compromessi lessicali o a pasticci politici: il 13 dicembre, in occasione del vertice europeo, l' Italia è chiamata o a dire sì o a dire no. Tertium non datur.

CONTE MERKEL

 

E - a meno che qualcuno non si sia già impegnato e incatenato con Berlino, Parigi e Bruxelles - l' Italia avrebbe tutto l' interesse quanto meno a ventilare sin da ora l' arma del veto, trattandosi di un tema su cui occorre l' unanimità. Ma, oltre agli incontri politici, occorre mettere in agenda due appuntamenti istituzionali che avranno un peso. Il primo sarà il 27 novembre, quando il ministro Roberto Gualtieri si recherà davanti alle commissioni riunite del Senato Finanze e Politiche Ue. E

 

meccanismo europeo di stabilita' 2

 non sarà facile per il titolare del Mef aver a che fare - oltre che con gli altri commissari - con uno dei presidenti delle due commissioni, il leghista Alberto Bagnai, che da giugno scorso ha in ogni sede marcato una posizione limpidamente contraria alla riforma del Fondo salvastati, sia nel merito sia nel metodo, richiamando il governo (quello di allora e quello di adesso) al rispetto del preciso obbligo di preventiva informazione del Parlamento sui temi che impegnino l' Italia in sede internazionale o che configurino sostanziali cessioni di sovranità.

 

Roberto Gualtieri, Pierre Moscovici, Udo Bullmann

Il secondo appuntamento sarà in Aula il 10 dicembre, alla vigilia del Consiglio europeo. E qui c' è un aspetto di elevatissima valenza istituzionale e politica che va sin d' ora preso in considerazione. Prima dei vertici europei, è prassi che il premier si rechi in Parlamento non solo per anticipare i temi in discussione e la posizione che terrà in sede Ue, e ovviamente per ascoltare il relativo dibattito parlamentare, con sua replica finale ai discorsi dei rappresentanti dei gruppi.

roberto gualtieri alberto bagnai

Ma attenzione, in quelle sedute accade di più, e non ci si limita soltanto a una discussione orale e non impegnativa: alla fine vengono messe ai voti delle risoluzioni, che vincolano il governo a un certo atteggiamento.

 

La formula di quelle risoluzioni prevede infatti delle premesse (l' esposizione delle considerazioni svolte dai gruppi) seguite da una parte impegnativa («la Camera» oppure «il Senato impegna il governo a...»), con l' elenco dei punti vincolanti per il governo, una volta approvati. Da quel momento in poi, il governo non può recarsi a Bruxelles a dire e a fare altro: sarebbe uno strappo clamoroso.

meccanismo europeo di stabilita'

 

meccanismo europeo di stabilita' 3

Di solito, i gruppi di opposizione presentano documenti che vengono respinti dal governo e dalla maggioranza, mentre i gruppi che compongono la coalizione di governo firmano un documento comune, che di fatto esprime - insieme - la loro posizione e quella dell' esecutivo. La domanda è: come faranno i capigruppo di Pd e Italia viva da una parte (pro Mes) e quelli di Leu e M5s (anti Mes) dall' altra a scrivere e a firmare il medesimo documento? Morale: o viene trovata (esercizio ai limiti dell' impossibile) una convergenza di cui ad oggi non si vede alcun segno, oppure rischia di verificarsi per i giallorossi la stessa deflagrazione che si verificò ai tempi dei gialloblù sulla Tav.

meccanismo europeo di stabilita' 1

 

E se qualcuno pensa di cavarsela con testi in politichese, concepiti per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, stavolta fa male i suoi calcoli. Non solo perché le opposizioni sono compatte, ma perché ormai l' attenzione dell' opinione pubblica è altissima su questo dossier. Basterà attendere qualche giorno e ne capiremo di più.

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…