matteo salvini giancarlo giorgetti

IL GOVERNO-OMBRA DI SALVINI PER USCIRE DAL RIFLETTORE DEI MAGISTRATI - IL LEADER LEGHISTA ORA SI DICE ''FELICE DI DELEGARE, CI SARÀ UNA SEGRETERIA POLITICA'', DIVISA PER DIPARTIMENTI, CON GIORGETTI AGLI ESTERI (LINEA EUROPEISTA) MA PURE BAGNAI ALL'ECONOMIA PER NON ALIENARE IL CORPOSO FRONTE ANTI-EURO - TOTI ORA PRENDE LE DISTANZE DAL CAPITONE DOPO AVER FATTO IL ''SALVINIANO IN INCOGNITO'' DENTRO FORZA ITALIA PER ANNI

Virginia Piccolillo per il ''Corriere della Sera''

 

salvini giorgetti

La spallata al governo non c'è stata. E adesso nel centrodestra è resa dei conti. Obiettivo preferito di accuse e distinguo, fuori e dentro la Lega, Matteo Salvini. In testa alla rivolta contro l'ex vicepremier, Giovanni Toti e Mara Carfagna («è finito il quinquennio d'oro del populismo»), la coppia che tentò, invano, un'Opa sulla leadership dei moderati di destra. Ma la vera novità viene proprio dalla Lega. La annuncia, a Porta a Porta , lo stesso Salvini:

 

«Ci sarà una segreteria politica. Io più delego, più son contento. È un momento in cui la società ha bisogno di risposte precise. Abbiamo creato dei dipartimenti. Quindi ci stiamo organizzando alla vecchia maniera. Non credo al partito di plastica, alla piattaforma Rousseau e al partito spot, credo ai consiglieri comunali e regionali». Tra i nomi l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti agli esteri, gli ex ministri Gian Marco Centinaio all'agricoltura, Erika Stefani all'autonomia, Giulia Bongiorno alla Giustizia, l'ex candidata in Emilia-Romagna Lucia Borgonzoni alla cultura, il senatore Alberto Bagnai all'economia, poi Claudio Durigon al lavoro ed Edoardo Rixi alle Infrastrutture.

giovanni toti marco bucci edoardo rixi matteo salvini

 

Il governatore ligure Giovanni Toti, ieri in un'intervista al Corriere, dopo la sua conferma alla guida della Liguria, era stato chiaro: «Matteo si concentra solo sulle sue battaglie, va per conto suo. Non è capace di gestire la coalizione». Ieri ha ammorbidito i toni. Precisando che il suo voleva esser solo «uno sprone a costruire il centrodestra del futuro». E poi ha lanciato la sua proposta: «Costruire una costituente del nuovo centrodestra, una federazione nuova di forze, che raccolga tutte le energie». «Se Salvini vuole essere il leader del centrodestra e ritengo che sia l'unico che in base ai numeri i cittadini hanno investito di questo compito - ha proseguito il governatore della Liguria - dovrebbe togliersi la maglietta della Lega, come fece ai tempi Berlusconi, e mettere un coordinatore del Carroccio».

 

lucia borgonzoni matteo salvini

«Ogni cosa a suo tempo. In questo momento l'emergenza sono scuola e lavoro», ha replicato seccato Salvini: «Io mi occupo di dare risposte. Poi le maglie uno le mette e le toglie a seconda delle stagioni», ha aggiunto. «Stimo Toti, è una persona intelligente. Per noi l'episodio è chiuso da domani si parli di temi liguri meglio evitare voli pindarici nazionali». Anche Fratelli d'Italia ha accolto con «freddezza» la proposta del governatore della Liguria.

 

 Ma anche Salvini ha qualcosa da ridire agli alleati, soprattutto sulla scelta di candidare Raffaele Fitto in Puglia e Stefano Caldoro in Campania, entrambi sconfitti. «È l'offerta del centrodestra in generale a non essere all'altezza - ha detto ieri al Corriere -. Un errore che ci serva da insegnamento per le prossime comunali, dove dovremo scegliere persone dell'impresa, delle professioni e del lavoro». Comunque le posizioni nel centrodestra restano distanti. E non c'è stata nemmeno la telefonata di Salvini a Giorgio Meloni, al contrario di quello che aveva preannunciato il leader della Lega.

berlusconi salvini meloni fitto

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