giuseppe conte silvia romano

UN GOVERNO POCO ''INTELLIGENCE'' - SE INVECE DI CEDERE ALLO SHOW, CONTE AVESSE ASCOLTATO I CONSIGLI DELL'AISE, PRONTA A GARANTIRE UN RIENTRO DISCRETO DI SILVIA ROMANO, CI SAREMMO RISPARMIATI UNA PESSIMA FIGURA E UN BEL PO' DI GOGNA ACCUSATORIA SULLA RAGAZZA - PRIVO DEI FONDAMENTALI DELLA POLITICA, IL GOVERNO DEL CONTE CASALINO NON COMPRENDE LA DIFFERENZA TRA POLITICA E INTELLIGENCE. E CHE UN RILASCIO MILIONARIO IN EPOCA DI CRISI POTEVA ESACERBARE L'ANIMO DI TANTI ITALIANI CHE HANNO DAVANTI UN FUTURO SENZA LAVORO, SENZA SOLDI, SENZA FRIGO PIENO

SILVIA ROMANO E GIUSEPPE CONTE

Gian Micalessin per “il Giornale”

 

Sopra i servizi il nulla. È l' amara verità del caso Silvia Romano.

Un caso in cui alla consueta efficienza della nostra intelligence è corrisposta la goffaggine, la sconsideratezza e l' improvvisazione di un Giuseppe Conte assolutamente inadeguato a quella delega sui servizi a cui tanto sembra tenere. L' improvvisazione del premier in un settore così delicato era già apparsa evidente ad agosto quando mise i vertici della nostra intelligence a disposizione del ministro della Giustizia statunitense William Barr.

 

conte di maio silvia romano

 

Ma il peggio di sé Conte l' ha dato nell' epilogo del caso Silvia Romano quando è sembrato perdere di vista la differenza tra l' azione dell' intelligence, per definizione oscura e discreta, e quella pubblica della politica.

 

Collaborare con un un' altra intelligence, anche se concorrente o addirittura nemica, non è per servizio segreto né un tabù, né una mancanza. È la sua ragion d' essere visto che gli 007 nascono proprio per realizzare operazioni politicamente inconfessabili. Quindi nulla di strano se sotto traccia la nostra Aise lavora con gli agenti di un Erdogan pronto a buttarci fuori dal Mediterraneo e dalla Libia. E nulla di male se un agente segreto discute il prezzo del riscatto e va poi a consegnarlo in un emirato come il Qatar dove i grandi affari si mescolano al finanziamento del terrorismo jihadista.

 

Il primo tweet di Conte su Silvia Romano nel quale ringrazia i servizi di intelligence ma senza indicare quale servizio aveva portato a compimento l'operazione

 

Tutto questo deve però rimanere rigorosamente sepolto nelle stanze oscure dei servizi. La liberazione di Silvia Romano è invece stata accompagnata da indiscrezioni sul pagamento del riscatto e sulla sua entità tracimate non dall' estero, ma dai palazzi governativi. Il tutto senza che l' esecutivo si preoccupasse di diffondere, come sempre in passato, un' ufficiale e vigorosa smentita.

 

L' esecutivo e il premier si sono comportati insomma come se quel pagamento fosse un' operazione lecita o addirittura meritoria nell' ottica della risoluzione del caso e quindi degna di venir fatta conoscere all' opinione pubblica. Ma pagare un riscatto a un' organizzazione terroristica - oltre a essere vietato in ambito internazionale in base all' articolo 2 della Convenzione di New York del 1979 sottoscritta dell' Italia - potrebbe risultare perseguibile sul piano nazionale in base alle leggi sui sequestri di persona.

SILVIA ROMANO ARRIVA A CIAMPINO CON GLI UOMINI DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI

 

Tanta sprovveduta superficialità rischia di mettere nei guai e coinvolgere in un' eventuale indagine giudiziaria anche gli esecutori materiale del pagamento, ovvero i nostri 007. Gli errori non si fermano qui. La spettacolarizzazione del ritorno di Silvia Romano in vesti islamiste trasformatasi in un clamoroso omaggio propagandistico ai terroristi di Al Shaabab è un autogol mediatico senza precedenti.

 

Il secondo tweet di Conte su Silvia Romano nel quale ringrazia i servizi di intelligence "esterna", cioè l'Aise guidata da Luciano Carta

Se invece di cedere al protagonismo avesse ascoltato i consigli di un' Aise pronta a garantire un rientro discreto dell' ostaggio Giuseppe Conte avrebbe risparmiato una pessima figura all' Italia e un bel po' di gogna accusatoria a Silvia Romano. E altrettanto disastrose sono state le indiscrezioni sulla collaborazione con i servizi segreti turchi e con il Qatar.

 

Anche qui esecutivo e premier non sembrano aver colto l' essenziale differenza tra il livello della politica e quello dell' intelligence. Un' incapacità già emersa in Libia dove da tempo si pretende che l' Aise sopperisca alle assenze del governo. Un' incapacità a cui non sopperisce nemmeno un Pd di Nicola Zingaretti che - come rilevano in ambienti vicini all' intelligence - lascia a «leggere i giornali» esponenti di spessore come l' ex ministro dell' interno Marco Minniti.

 

nicola zingaretti mascherina

 

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