alfonso bonafede

GOVERNO PRESCRITTO – ITALIA VIVA VOTA INSIEME A FORZA ITALIA SULLA RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE MENTRE IL PD SI AMMANETTA AI GRILLINI. IL PROGETTO DI LEGGE COSTA VIENE ANNULLATO PER IL VOTO DELLA PRESIDENTE GRILLINA DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA E LA MAGGIORANZA TRABALLA – BONAFEDE: “ITALIA VIVA SI È ISOLATA, NE PRENDO ATTO” - COSTITUZIONALISTI SULLE BARRICATE PER LA NORMA CHE RISCHIA DI FAR DIVENTARE I PROCESSI INFINITI

1 – PRESCRIZIONE, BONAFEDE: "ITALIA VIVA SI È ISOLATA"

Da www.adnkronos.com

 

alfonso bonafede.

"Prendo atto che Italia Viva si è isolata rispetto alla maggioranza votando insieme a Forza Italia e alle opposizioni, ma più che prenderne atto non voglio fare". Lo afferma il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a 'Circo Massimo', su Radio Capital, all'indomani del voto di Iv con l'opposizione in commissione Giustizia sull’emendamento M5S soppressivo del ddl Costa sulla prescrizione.

 

giuseppe conte alfonso bonafede

"Il mio lavoro e il mio dovere è lavorare per dare ai cittadini una riforma che permetta che un processo penale abbia tempi ragionevoli e che la giustizia sia efficiente" sottolinea Bonafede, ricordando che "la scorsa settimana c'è stato un vertice sulla giustizia in cui sono state raccolte diverse sensibilità e Conte ha fatto una proposta di mediazione. Tutte le forze di maggioranza si sono 'sbloccate' a seguito di questa proposta, e abbiamo deciso di andare avanti e stiamo andando avanti".

 

2 – PRESCRIZIONE BLINDATA ZINGARETTI SI CONSEGNA IN MANETTE AI GRILLINI

Giuseppe Marino per “il Giornale”

ENRICO COSTA

 

Se non altro, ora gli schieramenti in campo sono più chiari. Il Pd si appiattisce sul profilo manettaro dei Cinque stelle e con i suoi voti salva la legge Bonafede che abolisce la prescrizione dopo il primo grado. Confermata l' introduzione nell' ordinamento della pena del processo eterno. I fatti sono scarni: ad accendere la miccia il deputato azzurro Enrico Costa che aveva presentato un progetto di legge il cui unico scopo era ripristinare le regole della prescrizione precedenti alla riforma Bonafede criticata da centinaia di giuristi.

 

matteo renzi a l'aria che tira 5

Per qualche settimana Pd e Italia viva hanno usato la proposta Costa come grimaldello per spingere i grillini a fare un passo indietro sulla prescrizione, visto che la Bonafede era stata votata dal precedente governo e per di più condizionandola a una più ampia riforma del processo, rimasta però una promessa fantasma sia con il vecchio che con il nuovo governo. Con il passare dei giorni, di fronte al muro opposto dai 5 Stelle, risultava sempre più evidente che il Pd non avrebbe forzato la mano e si sarebbe accontentato di una qualunque concessione di facciata.

 

giovanni maria flick

Che è arrivata con la mediazione del premier Conte. Ma è una toppa peggiore del buco, come da proverbio. Pd e M5s si sono accordati verbalmente per ripristinare la prescrizione solo per gli assolti in primo grado, mentre per i condannati resta la dannazione eterna.

 

Soluzione bocciata da molti giuristi. «Sono sconcertato», ha detto il presidente emerito della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick. Pollice verso anche per Giandomenico Caiazza, presidente dell' Unione camere penali, che mette in rilievo due criticità: la differenziazione della posizione dell' assolto e del condannato minano la presunzione d' innocenza (e sono a rischio incostituzionalità). «Ed è anche mostruoso -accusa Caiazza- che l' assolto rimanga sub iudice a vita solo perché il pm presenta ricorso all' assoluzione».

 

FRANCESCA BUSINAROLO

Ma ieri ad agitare le acque è stato soprattutto il profilo politico del voto. Il voto in commissione Giustizia alla Camera che annulla il Pdl Costa è passato di misura solo grazie al contestato voto della presidente grillina Francesca Businarolo, che finora si era sempre astenuta. «Vincono con un gol dell' arbitro», ironizza Costa. Ma c' è anche un altro effetto collaterale: si apre un nuovo fronte di ostilità tra dem e Italia viva, che si scambiano accuse reciproche.

 

zingaretti di maio

Appena due giorni fa, nel conclave del Pd in abbazia, Nicola Zingaretti aveva proclamato che «il Pd non sarà subalterno a nessuno». A giudicare dal voto sulla prescrizione le buone intenzioni sono durate appena 24 ore. Del resto il Pd aveva ceduto senza altra contropartita apparente che non sia la permanenza al governo, anche sul taglio dei parlamentari. E ora anche sulla concessione ad Autostrada la posizione dei Dem pare vacillare.

 

matteo renzi a l'aria che tira 1

Renzi bolla la riforma Bonafede come «obbrobbrio» e accusa il Pd: «Insegue il populismo giudiziario dei 5 stelle». «Il Pd sta subendo la contaminazione del giustizialismo grillino», rincara Roberto Giachetti. «Stupiti della posizione di Italia viva, noi non andremo mai a rimorchio di Salvini», si infuria il responsabile giustizia del Pd Walter Verini che a quanto pare considera i compagni di viaggio più importanti del merito dei provvedimenti. Renzi avvisa anche Bonafede: la riforma del processo non potrà essere un «pacchetto precotto». Ma, almeno per ora, lo scontro è soprattutto con il Pd.

giuseppe conte nicola zingaretti 1

 

Per la prescrizione c' è una prova d' appello: il 27 gennaio il pdl Costa sarà discusso alla Camera. Partita difficile per lo schieramento garantista. Occhi puntati su Italia viva. Confermerebbe il voto anche se risultasse decisivo spaccando la maggioranza? Se non ci saranno voti segreti non sarà facile mettere in crisi il fronte delle manette. «Nulla è perduto», insiste Costa. Forza Italia studia una strategia che potrebbe prevedere il deposito di nuovi emendamenti. Ma, soprattutto, a quel punto si saprà su chi è caduta la spada di Damocle del voto in Emilia Romagna.

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...