giorgia meloni carlo nordio giuseppe santalucia

IL GOVERNO VUOLE PASSARE "DALLE PAROLE AI FATTI". COSI', DOPO LE POLEMICHE CON I MAGISTRATI, IL MINISTRO NORDIO ACCELERA SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, IN PARTICOLARE, SU INTERCETTAZIONI, SEPARAZIONE DELLE CARRIERE E PRESCRIZIONE - DOMANI INCONTRO TRA IL GUARDASIGILLI E LE DUE COMMISSIONI GIUSTIZIA DI CAMERA E SENATO. FORZA ITALIA RILANCIA LE REGOLE SUI CRITERI DI PRIORITÀ DELL’AZIONE PENALE – COSA ACCADRA' ALLA LEGGE BAVAGLIO ALLA STAMPA, CIOÈ IL DIVIETO DI PUBBLICARE INTEGRALMENTE O PER STRALCI LE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE?

Liana Milella per repubblica.it - Estratti

 

giorgia meloni carlo nordio

Separazione delle carriere, stretta sulla durata delle intercettazioni, massimo 45 giorni, e sul sequestro degli smartphone, ritorno all’antica prescrizione berlusconiana, ma anche la nuova idea di Forza Italia di approfittare della legge Cartabia sui criteri di priorità dell’azione penale.

 

Si discuterà di tutto questo - con l’idea di fissare un calendario stringente del lavoro parlamentare dei prossimi mesi - in una riunione che il Guardasigilli Carlo Nordio ha fissato per domani con le due commissioni Giustizia di Camera e Senato.

 

Ci saranno, ovviamente, i tre sottosegretari, il forzista Francesco Paolo Sisto, il meloniano Andrea Delmastro Delle Vedove, il leghista Andrea Ostellari, i presidenti delle due commissioni, Giulia Bongiorno per il Senato e Ciro Maschio per la Camera, nonché i vice, ma anche i capigruppo d’aula e quelli delle due commissioni. Un parterre volutamente allargato per una strategia parlamentare che, come ha chiesto la premier Giorgia Meloni a Nordio, dev’essere molto stringente.

CARLO NORDIO GIORGIA MELONI

 

Si apre dunque una stagione tra Montecitorio e palazzo Madama in cui la giustizia diventa protagonista di approvazioni rapide, in modo da “passare dalle parole ai fatti”, secondo lo slogan che corre tra palazzo Chigi e via Arenula. 

 

(...)

La separazione delle carriere

E vediamo allora quali sono le misure sulla giustizia che, da domani, sono oggetto di una “procedura di massima accelerazione”. Sulla separazione delle carriere l’intento è già scoperto, dare il via libera entro dicembre alla prima delle quattro letture, poiché si tratta di legge costituzionale, per ottenere quella successiva al Senato prima dell’estate.

 

Ma c’è chi ipotizza anche che, con ritmi davvero rapidi, si potrebbe ottenere sia il voto del Senato che quello ulteriore della Camera, per chiudere in autunno con la quarta votazione. E poi la sfida di un eventuale referendum “costituzionale” senza quorum sollecitato o da cinque Regioni oppure da 500mila elettori, o ancora da un quinto dei componenti di una Camera. Proprio per questo la maggioranza non ha presentato alcun emendamento alla proposta Nordio.

carlo nordio - giorgia meloni - matteo piantedosi - composizione fotografica del fatto quotidiano

 

 

Intercettazioni, 45 giorni e smartphone

Ed eccoci all’altro tema caldo, le intercettazioni. Dal Senato sono arrivate alla Camera le due proposte del forzista Pierantonio Zanettin. Quella, già approvata ad aprile, sull’obbligo per il pm che sequestra gli smartphone di ottenere il via libera del gip e consentire all’avvocato il contraddittorio e quella più recente sui soli 45 giorni consentiti al pm per intercettare, salvo poi ottenere proroghe successive di 15 giorni ma dimostrando l’effettiva necessità. A questo punto tocca alla Camera accelerare la discussione in commissione e poi passare all’aula l’ultima palla da mandare in buca.

 

La prescrizione torna al passato

Stesso discorso anche per le nuove regole sulla prescrizione, anche questa, come il bavaglio ai giornalisti, lanciata da Enrico Costa, allora dai banchi di Azione, ma oggi deputato di Forza Italia. La Camera ha licenziato il testo a gennaio in poche ore, ma poi se n’è persa traccia al Senato. 

(...)

 

I criteri di priorità dell’azione penale

giorgia meloni carlo nordio

Dulcis in fundo una stretta sui criteri dell’azione penale, un altro cavallo di battaglia di Forza Italia. Giusto Pierantonio Zanettin, parlando con alcuni colleghi, ha ipotizzato di lanciare una nuova proposta per attuare le previsioni della stessa Cartabia nella sua legge sull’ordinamento giudiziario. Nella separazione delle carriere Nordio non ha previsto il passaggio dall’obbligatorietà alla discrezionalità dell’azione penale, ma un “ritocco” sui criteri che il Parlamento, una volta all’anno, detta alla magistratura, con legge ordinaria, potrebbe già cambiare le regole.

 

Il bavaglio di Costa sulle ordinanze

E infine il “bavaglio” alla stampa. Cioè il divieto di pubblicare integralmente o per stralci le ordinanze di custodia cautelare. La legge sulle intercettazioni di Orlando del 2017 lo consentiva, il bavaglio ideato e proposto da Enrico Costa lo vieta.

 

GIORGIA MELONI CARLO NORDIO

Le due commissioni parlamentari hanno appena chiesto di ampliare la regola anche a tutti gli atti della fase preliminare, come decreti di sequestro o di perquisizione, nonché di prevedere multe per il giornalista che pubblica (eliminando i 30 giorni di arresto) e per l’azienda editoriale.

 

A questo punto il governo che fa? Il 10 dicembre scade il tempo che la delega gli concede. E la parola definitiva passa a Nordio e alla maggioranza. Che certo non si lasceranno scappare proprio di questi tempi la chance del bavaglio.

nordio meloni

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...