fabiana dadone giuseppe conte

I GRILLINI TENGONO FAMIGLIA – TRA LE AUTOCANDIDATURE DEL MOVIMENTO 5 STELLE SPUNTANO UNA SERIE DI PARENTI ILLUSTRI DI PARLAMENTARI CHE NON SI POSSONO RICANDIDARE PER VIA DELLA REGOLA DEL DOPPIO MANDATO: IL FRATELLO DI STEFANO BUFFAGNI, QUELLI DI ELISABETTA TRENTA E DI GIORGIO SORIAL, E PURE IL COMPAGNO DELLA DADONE, ERGYS HAXHIU – IL GIALLO DELLA CANDIDATURA DI TRIDICO, I PRIMI RICORSI IN CALABRIA E LE VECCHIE CONOSCENZE…

Lorenzo Nicolao per www.corriere.it

 

giuseppe conte 1

La consultazione in rete degli iscritti del Movimento 5 Stelle si apre alle 10, ma le parlamentarie che raccoglieranno le preferenze online degli iscritti per la composizione delle liste nei collegi plurinominali sono già un caso «di famiglia».

 

Tra le autocandidature degli aspiranti deputati e senatori impossibile non notare una serie di «parenti d’arte» di esponenti politici già eletti in passato tra le fila pentastellate e che hanno ricoperto ruoli anche rilevanti all’interno del partito. Alcuni di questi non avevano potuto ripresentarsi per via della regola del doppio mandato, ma in vista del voto online alcuni cognomi, pur con nome diverso, sono apparsi subito familiari.

 

FABIANA DADONE CON IL COMPAGNO ERGYS HAXHIU 1

Candidato alla Camera nel collegio Lombardia 1 c’è Davide Buffagni, 32enne fratello di Stefano, deputato ed ex viceministro allo Sviluppo economico. Ergys Haxhiu, compagno della ministra delle Politiche giovanili Fabiana Dadone, invece si candida nel collegio Piemonte 2, mentre Paolo Trenta, non è altri che il fratello di Elisabetta, ministro della Difesa nel primo governo Conte. Poi ci sono Samuel Sorial, fratello dell’ex deputato Giorgio, e una serie di collaboratori e vecchie conoscenze del Movimento nella XVII legislatura.

MICHELE DELL ORCO

 

Vecchie conoscenze

Non solo parenti. Tra le centinaia di candidati presenti, gli ex deputati Paolo Bernini, Michele dell’Orco (sottosegretario ai Trasporti del primo governo Conte) e Bruno Marton, senatore fino al 2018 e poi collaboratore di Vito Crimi.

 

In lizza per la Camera anche Andrea Mazzillo, per un anno assessore al Bilancio nella giunta capitolina di Virginia Raggi. Al Senato guarda invece Andrea Venuto, ex delegato della sindaca all’Accessibilità Universale.

 

FABIANA DADONE CON IL COMPAGNO ERGYS HAXHIU

Nel listino blindato di Conte, già oggetto di polemiche, ci si aspetta la presenza di quattro vice come Michele Gubitosa, Riccardo Ricciardi, Alessandra Todde e Mario Turco, ma non mancheranno big come Stefano Patuanelli e l’ex sindaca di Torino Chiara Appendino. Poi personalità della società civile come l’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e Dario Vassallo, fratello del sindaco antimafia ucciso nel 2010 Pollica, Angelo. Pasquale Tridico ha invece smentito via Twitter una sua possibile candidatura.

alessandra maiorino vittoria baldino foto di bacco

 

Caso Calabria

Polemiche in Calabria per la norma che consente di candidarsi in un collegio diverso da quello di residenza, per via di Vittoria Baldino, che era già stata eletta nel Lazio. Per questo motivo è stata addirittura oggetto di un esposto inviato a Giuseppe Conte e al comitato di garanzia pentastellato da Alessia Bausone, «perché beneficiata da una presunta attività clientelare che avrebbe favorito la candidatura di Baldino.

 

Parola agli iscritti

GIUSEPPE CONTE AFFIGGE IL SIMBOLO DEL M5S AL VIMINALE

La consultazione degli iscritti sulle autocandidature delle parlamentarie durerà fino alle 22. Ciascun iscritto potrà esprimere da una a tre preferenze. In ogni caso, all’esito delle votazioni, nell’ambito di ciascuna lista nei collegi plurinominali, i candidati saranno elencati in ordine alternato di genere e, nel complesso delle liste nei collegi plurinominali (per il Senato a livello regionale e per la Camera a livello nazionale). «Nessuno dei due generi potrà essere rappresentato nella posizione di capolista in misura superiore al 60%», si legge sul sito del Movimento 5 Stelle.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…