GRILLO SEGRETO - QUANDO BEPPE ERA ANCORA “IL GIUSE” PASSAVA PIÙ TEMPO AL BAR CHE SUI LIBRI - METTEVA IL REGISTRATORE SOTTO AL LETTO PER REGISTRARE GLI AMPLESSI - “SCROCCAVA A TUTTA PIAZZA MARTINEZ” E PORTAVA SEMPRE LA STESSA TUTA “SENZA TASCHE” - MEGLIO IL CABARET CHE SPACCARSI LA SCHIENA IN FABBRICA: “ERA FRIVOLO, CINICO, GLI INTERESSAVANO SOLO I SOLDI. NON HA MAI CAPITO UN TUBO DI POLITICA, RECITAVA PER CHI PAGAVA”…

Raffaele Niri per "il Venerdì di Repubblica"

Tutto incominciò con una testata al Peppermint, per questioni di donne. Giuse - perché allora, coda degli Anni 60, Beppe si chiamava ancora Giuse - era alto, massiccio, con la battuta sempre pronta: uno che piaceva. Nella discoteca prese a ronzare attorno ad una mora da urlo, che però era la donna del Luciano. Lo sapevano tutti, che Luciano entrava e usciva da Marassi. «Un giovane poco raccomandabile », si diceva allora. Giuse non lo conosceva e si prese una testata nei denti, da svenire.

Infatti svenne e lo portarono al San Martino - sarà per risparmiare, ma a Genova tutto (carceri, ospedale) è chiamato con il nome del quartiere - e gli riattaccarono i due incisivi. Dritti: perché il maggior difetto di Giuse erano proprio i denti. Quel giorno morì Giuse (con i denti storti) e nacque Beppe (con i denti dritti). Giuseppe Grillo, al bar Cucciolo di piazza Martinez, nel popolare quartiere di San Fruttuoso, era per tutti il Giuse. Veramente, a 12 anni, quando lo portarono a fare un provino per una squadra di seconda categoria che aveva sulla maglia la scritta «Shell», lo chiamavano il Porcellino: per via del peso, anche se aveva un tocco di palla interessante.

Lo scartarono, ma presero invece Orlando Portento: per un decennio abbondante, suo mentore. Uomo dalle mille vite, Portento: due settimane fa, era uno dei tredici candidati sindaco di Genova (è arrivato quart'ultimo, con uno 0,5 per cento dei voti), ma prima era riuscito a giocare nelle giovanili della Sampdoria (con lui Marcello Lippi e Roberto Vieri, il padre di Bobo) e dopo sarà il marito (e il general manager) della supermaggiorata Angela Cavagna, star del reality La Fattoria. Orlando Portento, però, a quei tempi era il vero boss di piazza Martinez e Giuse Grillo - non ancora Beppe - viveva alla sua ombra.

Adesso che i due si odiano - Portento lo chiama «l'oracolo di Sant'Ilario» oppure il «vate» (quando non il «water») - vengono fuori, di allora, solo gli episodi più brutti: quelli dai particolari irriferibili. Come l'aneddoto secondo il quale Grillo avrebbe nascosto, sotto il letto dove portava le giovani amiche, un mangianastri per registrare gli amplessi. E si aggiunge anche che il giorno in cui la prima «signora Grillo» avrebbe ascoltato le registrazioni, non sarebbe stato il migliore nella vita del futuro comico...

Attorno al Cucciolo di piazza Martinez, in quell'inizio degli Anni 60, ci girano in tanti: Roby Carletta e Orlando Portento da grandi faranno i cabarettisti, Donato Bilancia il serial killer (ma allora non doveva ancora far paura se, come soprannome, gli misero quello di belinetta), Vittorio De Scalzi inventerà i New Trolls e Marco Grasso scriverà una spaccato su quel gruppo di amici, autobiografia di una generazione, intitolato Lo Zippe.

Bilancia, della famiglia Grillo, era anche vicino di ballatoio, in via Filippo Casoni 5. «Uno che insultava quelli che incontrava al tavolo da gioco in modo quasi religioso, come una litania» ricorda Grasso, che poi accompagnerà Grillo nei primi anni di militanza cabarettistica. Quando Beppe era ancora Giuse, invece, aveva problemi seri con la scuola. Dopo le stentate medie, lo iscrivono al Vivaldi, istituto privato per ragionieri, frequentato solo da rampolli di famiglie benestanti: la retta mensile è alquanto tosta. Il ragazzo passa più tempo al bar che sui libri, ma ottiene il diploma e si iscrive a Economia e Commercio.

Il papà Enrico è il proprietario di una fabbrica di fiamme ossidriche, la Cannelli Grillo: Beppe prova a lavorarci qualche mese, ma il diploma di ragioneria non basta per far proprio il mestiere e il fratello maggiore Andreino - che poi diventerà amministratore dei beni dell'attore - consiglia alla famiglia di lasciar perdere. Così, i signori Grillo cedono l'azienda ai loro operai, comprano casa in corso Europa e si ritirano nella villa di Savignone (Genova), dove Beppe era nato il 21 luglio 1948.

Savignone, «perla dell'Appennino ligure », luogo dove si mescolano i caratteri torvi dei genovesi di montagna e quelli chiusi dei piemontesi di confine, è terra che produce eccellenze atipiche: per dire, il calciatore Roberto Pruzzo, il telecronista Enrico Ameri, l'astronauta Franco Malerba e, appunto, Beppe Grillo. Che, fallita l'esperienza di ragioniere, si butta nel vestiario: piazzista di jeans per la Panfin. «Non è che vendesse molto»ı ricorda Piero Dello Strologo, allora suo datore di lavoro, poi inventore del circolo culturale Primo Levi «ma faceva morire tutti dal ridere ».

Piaceva soprattutto alla donne: nella sua autobiografia Moana Pozzi lo cita tra i propri amanti. Intanto Grillo ha cominciato a fare le serate: al Mix in Glass di piazza Leopardi - cuore della Genova bene - e poi all'Instabile di via Trebisonda, alla Foce, creato da un gallerista, Pierluigi De Lucchi. «Lo vidi lì, la prima volta, e gli chiesi se avrebbe fatto qualche spettacolo per noi del Partito liberale» rievoca l'avvocato Gustavo Gamalero. «Gli davo 15 mila lire a serata, mi aveva giurato che in famiglia qualcuno votava Malagodi, ma francamente non era molto schierato. Però faceva ridere ».

Diversa la versione del mentore Portento: «Era frivolo, cinico, gli interessavano solo i soldi. Non ha mai capito un tubo di politica, recitava per chi pagava». Episodio confermato - e finito su tutti i libri che parlano di Grillo - il 27 dicembre 1977: l'Instabile è pieno di gente trepidante, ma l'attore telefona che ha mal di pancia. De Lucchi, incavolatissimo, rimborsa fino all'ultimo biglietto salvo scoprire, il giorno dopo, che Grillo aveva recitato tutta la sera al P4 di Avegno, nell'entroterra: pagavano di più. Del resto, a confermare una tirchieria leggendaria, c'era quella tuta che si metteva tutti i giorni (il periodo è il Sessantotto): rigorosamente senza tasche.

Nemmeno per le sigarette (le poche che comprava erano HB, pacchetto da dieci), che «scroccava a tutta piazza Martinez». E che Grillo abbia un rapporto pessimo con il denaro lo conferma anche la sua seconda moglie, Parvin Tadjk, che, nella villona di Sant'Ilario, vive con i due figli del suo primo matrimonio (era stata la compagna del calciatore Gaetano Scarnecchia) e con i due avuti da Beppe (i primi due dell'attore, invece, abitano a Rimini con la madre, Silvia Toni).

Intervistata da Maurizio Crozza, Parvin ha ammesso che «Beppe controlla ogni singolo scontrino della spesa, una cosa davvero estenuante». Quando i due si sposarono, fu polemica (il testimone fu Fabrizio De André e il celebrante dovette garantire personalmente in Arcivescovado che le origini iraniane di Parvin non le impedivano di sposarsi in chiesa).

Al banchetto, 21 dicembre 1996, Beppe commenterà: «Belin, è stata la serata in cui ho guadagnato di meno in tutta la mia vita...». E, qualche anno dopo, sui figli, aggiungerà: «L'altro giorno mia figlia piccola mi dice: voglio fare un provino a Saranno Famosi. Le ho risposto: piccola, ma perché non ti droghi, come tutti?». Era stata polemica furibonda anche anni prima quando, l'8 dicembre 1981, Grillo finì, alla guida del suo Chevrolet, in un ruscelletto ghiacciato, al Bec Rouge, sulle Alpi francesi: lui e il suo manager, Alberto Mambretti, riuscirono a buttarsi dalla vettura mentre, raccontano le cronache, «i coniugi Renzo e Rosanna Giberti e il loro figlio, Francesco, otto anni, finirono nell'abisso».

Lui fu condannato a 1 anno e 3 mesi, con la condizionale, pena confermata in Cassazione, l'8 aprile 1988. Con un particolare: a difenderlo fu l'onorevole Alfredo Biondi (Pli), che venne poi inserito da Grillo nella lista dei deputati non più eleggibili, perché «macchiatisi di reati gravissimi ». «Strano» commenterà Biondi, «il mio reato era un errore nella dichiarazione dei redditi, subito depenalizzato. Al contrario, la condanna di Beppe, per le tre vittime, è definitiva». Per le regole di Grillo, Biondi potrebbe andare in Parlamento, Grillo no. Ma tutto questo, Giuse, quello con gli incisivi storti, non poteva saperlo.

 

BEPPE GRILLO E PIPPO BAUDO BEPPE GRILLO SI SPOSA CON PARVIN TADJK E FABRIZIO DE ANDRE TESTIMONE BEPPE GRILLO E MIKE BONGIORNO BEPPE GRILLO CON ENZO JANNACCI BEPPE GRILLO CON LA PRIMA MOGLIE SONIA TONI ANTONIO RICCI E BEPPE GRILLOBEPPE GRILLO IN UNA DELLE SUE SMORFIE PRIMO PIANO DI BEPPE GRILLO BEPPE GRILLO AD UN COMIZIO BEPPE GRILLO MOVIMENTO 5 STELLEGRILLO MOVIMENTO 5 STELLETRE SCATTI DI BEPPE GRILLO

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...