roberto gualtieri tg1

GUALTIERI, OGGI E DOMANI – IL TITOLARE DELL’ECONOMIA LA METTE GIU’ PIATTA: “UN ALTRO LOCKDOWN NAZIONALE NON LO REGGEREMMO” – L’AVVISO AI NAVIGATI IN VISTA DELLA PROSSIMA FINANZIARIA: “C'È UN PROBLEMA DI STABILITÀ FINANZIARIA”. TRADOTTO: NON C’E’ UNA LIRA (NO SECCO SULLA PROROGA DELL’ECO-BONUS) – “C'È UN SENSO GENERALE DI SBANDAMENTO”, RICONOSCONO AUTOREVOLI DIRIGENTI DEL NAZARENO. E PASSI LA DECISIONE DEI COVID HOTEL FATTA ALL'ULTIMO MINUTO MA COSA ACCADRA’ CON LA GESTIONE DEI VACCINI

Francesco Verderami per il Corriere della Sera

gualtieri

 

Ci sono i parametri sanitari e poi ci sono i parametri economici: per ogni regione che chiude, il governo deve aprire la borsa. Per questo Gualtieri trema ogni qualvolta Conte prova a imitare Draghi dicendo «faremo tutto ciò che serve», e perciò anche ieri ha lanciato un allarme sui conti pubblici.

 

Se è vero che in questo momento la salute dei cittadini è la priorità, c' è però un «problema di stabilità finanziaria» che il ministro dell' Economia ha voluto ribadire ai colleghi dell' esecutivo. A via XX Settembre sono consapevoli di essere subordinati ai colori del rischio pandemico che di volta in volta il protocollo assegnerà alle Regioni, ma Gualtieri non ha potuto fare a meno di sottolineare gli effetti che queste scelte determinano «sulla compatibilità economica».

 

È sembrata una forma di indirizzo, quasi a voler piegare le regole sanitarie alle esigenze di cassa. Almeno così ha inteso un ministro alle prime armi, riferendo ad alcuni deputati della maggioranza che «giallo arancione e rosso» verrebbero distribuiti tenendo conto anche di criteri politici e finanziari.

giuseppe conte roberto gualtieri

 

Il responsabile dell' Economia concorda con la strategia dello «stop and go» per i territori decisa da Palazzo Chigi, e si augura che abbia efficacia, perché - è questo il punto - «un altro lockdown nazionale non lo reggeremmo».

 

Già la violenza della seconda ondata di Covid l' ha costretto a rimangiarsi la tesi del «rimbalzo del Pil», che era un modo per rassicurare i mercati e invitare gli investitori internazionali a scommettere sulla ripresa del Paese. Ora ha dovuto rivedere i piani, ed è scontato un altro scostamento di bilancio, che è lo strumento con cui (finora) si è tenuto lontano dal terreno minato del Mes: «Ma non si potrà andare avanti di scostamento in scostamento», per quanto la sterilizzazione del patto di Stabilità garantisca per un po' le mani libere.

 

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

L' avviso ai colleghi di governo sulla «compatibilità del quadro economico» è servita al ministro anche per mettere un freno alle richieste per la prossima Finanziaria, con i soliti scontri della vigilia che in questo contesto sono diventati più feroci.

 

 

Sulla proroga dell' eco-bonus al 110%, per esempio, il sottosegretario alla Presidenza Fraccaro aveva prima chiesto aiuto al responsabile per lo Sviluppo economico Patuanelli, che si è tirato indietro perché «se insisto mi tolgono i soldi per Industria 4.0». Poi ha tentato di aggirare l' ostacolo rivolgendosi ai deputati. Quando Gualtieri se n' è accorto ha mandato un messaggio sbrigativo alla malcapitata che si era messa in mezzo preparando un emendamento: «Non se ne parla neanche». Giusto per riaffermare la centralità del Parlamento.

 

zingaretti gualtieri

Fossero questi i problemi. È il virus che squarcia i fragili equilibri economici e politici, che apre il conflitto tra governo e governatori della stessa maggioranza. Perché il presidente della Toscana Giani, rispetto al collega campano De Luca, non è stato meno severo nei giudizi sul premier quando ha saputo che il suo territorio è diventato «zona rossa». Solo non l' ha detto in pubblico.

 

Persino il leader del Pd, che è anche governatore del Lazio e non condivide l' affondo di De Luca, è sbottato: «Si sta generando confusione. La gente poi - ha spiegato ad alcuni esponenti della segreteria - non riesce a stare dietro la differenza tra giallo, arancione, rosso».

 

roberto gualtieri

«C' è un senso generale di sbandamento», riconoscono autorevoli dirigenti del Nazareno. E passi la decisione dei Covid hotel fatta all' ultimo minuto, «sperando che non sia così anche la gestione dei vaccini». Ma è su certi dossier delicati che nel governo regna il caos, con il rischio di incrinare le relazioni transatlantiche del Paese. Il modo in cui Conte in Consiglio dei ministri ha trattato il Fondo americano KKR - entrato nella partita per la rete unica - ha fatto «imbestialire l' ambasciatore statunitense al quale erano state date precise garanzie rispetto ai cinesi di Huawei». E pure la telefonata del premier con Biden, avvenuta solo ieri sera, è il risultato di gaffe e approssimazione, se è vero che il presidente del Consiglio ha sostenuto di non aver potuto chiamare il presidente eletto degli Usa il giorno prima perché «non ho avuto tempo».

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

«Eppure aveva trovato il tempo per rispondere alla lettera del bambino su Babbo Natale», argomento che ha suscitato l' ironia di alcuni ministri: «Chissà se Babbo Natale ha gradito, speriamo non se la prenda col bambino».

sassoli gualtieri

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...