giorgetti sabelli malagò petrucci

GUERRA CONTINUA TRA CONI E 'SPORT E SALUTE': IN BALLO I 280 MILIONI DI FONDI PUBBLICI - A METTER PACE TRA MALAGO' E SABELLI RICICCIA GIANNI PETRUCCI (SCUOLA DC): IL NUMERO 1 DELLA FEDERBASKET AVEVA ACCUSATO MALAGÒ DI AVER GESTITO MALE LA PARTE INIZIALE DELLE TRATTATIVE CON GIORGETTI, MA ORA SI SONO CHIARITI. TOCCHERÀ A LUI IL RUOLO, ASSAI COMPLICATO, DI MEDIATORE - E SPADAFORA?

FULVIO BIANCHI per repubblica.it

 

petrucci malagò

Pochi giorni dopo che era stata siglata la pace, con la firma sul contratto di servizio e con tanto di comunicato congiunto, ecco che Coni e Sport e Salute sono già ai ferri corti, e le premesse per il futuro non sono per nulla incoraggianti. Ecco cosa è successo: dovendo distribuire 280 milioni di soldi pubblici al mondo dello sport (Federazioni, Dsa, enti di promozione, militari e civili, eccetera) entro novembre, Sabelli ha chiesto a Mornati di fornirgli i dati (risultati e numero dei tesserati) delle Federazioni.

 

Lettera inviata alle stesse Federazioni. Al Coni ci sono rimasti male, sia perché in così poco tempo non potevano certo occuparsi di una simile mole di lavoro sia perché, come ha risposto Mornati, dal dicembre 2018 il lavoro di raccolta dei dati si è fermato, da quando cioè è nata Sport e Salute. Inoltre, il Coni, un eventuale lavorone come quello non lo avrebbe potuto fare certo a titolo gratuito.

 

giorgetti sabelli

E adesso che succede? Quei dati servivano ai Sabelli's boys per aggiornare l'algoritmo, indispensabile per assegnare le risorse. Algoritmo che peraltro è quello che aveva fissato il Coni visto che Sabelli, saggiamente, non ha intenzione di fare rivoluzioni nell'anno olimpico (poi si vedrà...). A questo punto le Federazioni cominciano a preoccuparsi perché su quei soldi devono preparare il budget 2020, che deve essere poi approvato dal Coni. I tempi sono sempre più stretti. Sabelli potrebbe fare quello che fecero a suo tempo Petrucci-Pagnozzi, anticipando l'80 per cento delle risorse e destinando il 20 per cento a momenti più sereni. Ma le Federazioni, soprattutto quelle olimpiche, vorrebbero avere certezze, e in fretta.

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò Foto Mezzelani GMT 07

 

Inoltre Malagò ha proposto Gianni Petrucci come componente, il quinto, della commissione paritetica che dovrà gestire i punti del contratto fra Coni e Sport e Salute, punti su cui non si è trovato l'accordo nemmeno dopo una estenuante trattativa: marketing, coordinamento dei presidenti regionali, statistiche. Petrucci è stato non solo presidente del Coni, per 14 anni, ma anche presidente dell'ex Coni Servizi, ora sostituita da Sport e Salute. Sabelli non ha avuto certo da ridire sulla proposta di Malagò, anzi, secondo alcuni in società, Petrucci è addirittura "sovradimensionato" per quel ruolo.

 

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò Foto Mezzelani GMT 04

Ma non dimentichiamo che l'attuale n.1 della Federbasket ultimamente aveva espresso la propria opinione con totale sincerità, quando aveva accusato Malagò di aver gestito male la parte iniziale delle trattative (trattative?) con Giorgetti, e forse Petrucci non aveva tutti i torti. Poi, l'ex n.1 del Coni aveva elogiato la riforma dello sport, ma ora si è riavvicinato a Malagò: toccherà a lui un ruolo, assai complicato, di mediatore. I membri del direttorio come detto sono cinque: Malagò e Mornati per il Coni, Sabelli e Meloni per Sport e Salute. Più, appunto, Petrucci, ex scuola Dc che di fiuto politico ne ha come pochi. Si metteranno mai d'accordo fra di loro? Le premesse non sono per nulla incoraggianti. A Sport e Salute si sentono aggrediti, temono che da parte del Coni ci sia la volontà di cercare pretesti per lo scontro. Ipotesi che peraltro al Coni negano.

 

vincenzo spadafora foto di bacco (2)

Di fatto, la situazione è questa: che dice il ministro dello Sport, Spadafora? Sarebbe il caso che intervenisse. Ha già sfilato a Sport e Salute i 250 milioni di sport e periferie, un gran bacino di voti. In futuro, ma non adesso, potrebbe occuparsi lui anche di distribuire i fondi pubblici alle Federazioni. Ma allora che ci sta a fare Sport e Salute? A pagare lo stipendio ai 650 dipendenti? Una riforma, quella di Giorgetti, che allo stato attuale delle cose non ha più senso di esistere: tanto valeva aspettare settembre 2020 come aveva suggerito Malagò (e stavolta aveva ragione...)

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò Foto Mezzelani GMT 01Il Presidente del Coni Giovanni Malagò Foto Mezzelani GMT 05Il Presidente del Coni Giovanni Malagò Foto Mezzelani GMT 03Il Presidente del Coni Giovanni Malagò Foto Mezzelani GMT 02carraro malago petrucci cucci pescante zazzaroni

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?