conte rutte

HA RAGIONE RUTTE: SIAMO UN PAESE DI MERDA – SE IL LEADER DEI "FRUGALI" NORD-EUROPEI AVESSE VOGLIA DI FARE UN SALTO A ROMA, FAREBBE DAVVERO FATICA A CAPIRE PERCHÉ, DOPO ESSER STATO GRATIFICATO DALLA QUOTA PIÙ CONSISTENTE DEGLI AIUTI EUROPEI, I 209 MILIARDI, IL NOSTRO PAESE STIA CERCANDO DI SUICIDARSI CON TANTA CONVINZIONE. SAREBBE IMPOSSIBILE SPIEGARGLI CHE TUTTO È FERMO, PARALIZZATO TRA MILLE POLEMICHE E RISSE, PERCHÉ LE POLTRONE CONTANO PIÙ DELLE RIFORME

Marcello Sorgi per “la Stampa”

 

conte rutte merkel ursula

Una prova di irresponsabilità: come altrimenti si potrebbe definire quella che i partiti della maggioranza giallo-rossa che sorregge il governo stanno dando, a dieci giorni dall' incredibile risultato del vertice di Bruxelles? L' Italia ha avuto assegnata, come paese più colpito dall' emergenza Covid, la quota più consistente degli aiuti europei, i 209 miliardi, tra prestiti e sussidi, che dovrebbero servire ad affrontare con più serenità la crisi complicata che il virus ha determinato.

 

ursula von der leyen sergio mattarella

In un Paese normale, dopo legittime manifestazioni di soddisfazione e doverose congratulazioni al premier per il successo nei negoziati, ci si sarebbe messi subito al lavoro per concordare progetti e riforme per i prossimi anni. Progetti e riforme, non va dimenticato, che la Commissione dovrebbe ricevere entro ottobre, e sulle quali misurerà l' effettiva capacità del governo di impiegare i fondi per piani di medio-lungo periodo e per un' effettiva modernizzazione dell' Italia, che nei tre mesi quasi del lockdown ha rivelato tutte le sue debolezze.

 

URSULA VON DER LEYEN ANGELA MERKEL

Invece, dal giorno dopo, è avvenuto esattamente il contrario. Polemiche all' eventuale ricorso al Mes, il fondo salva-Stati destinato alle strutture sanitarie, ma sul modo di usare i fondi già assegnati, neanche una parola. Polemiche sul prolungamento dello stato d' emergenza, risolte ieri con un voto parlamentare che ha accorciato al 15 ottobre il periodo chiesto dal premier per varare misure ancora urgenti.

 

Polemiche sulla riapertura della scuola, a tutt' oggi assolutamente incerta.

GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO ANGELA MERKEL BY OSHO

Polemiche sulla riforma della legge elettorale, che Renzi ha fatto saltare. Polemiche sul ritorno (assolutamente prevedibile) degli sbarchi di immigrati, e sull' esecuzione sommaria, da parte della guardia costiera libica, di due di loro, con una visita dell' ultimo minuto della ministra dell' Interno Lamorgese a Tunisi, perché è di lì che parte in questo momento il maggior numero di carrette del mare, con il loro carico di disperati. Polemiche sull' ulteriore indebitamento di 25 miliardi, ma non sulla decisione in sé, piuttosto sulla destinazione dei fondi.

 

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

Bersaglio di tutti questi attacchi è ovviamente il premier Conte. Lo si accusa di qualsiasi cosa, ma soprattutto di essere indeciso e di non riuscire a mediare tra le forze della sua maggioranza e tra la maggioranza e l' opposizione. Si sostiene che ha voluto la proroga dello stato d' emergenza perché preferisce continuare a essere "un uomo solo al comando", e non confrontarsi con i partiti e con il Parlamento.

 

Intendiamoci, Conte ha i suoi limiti: da avvocato, è più abile nelle trattative, come s' è visto al vertice europeo, che non a dirimere controversie di potere. Ha la debolezza di chi ama apparire e non lo nasconde. Ha il vizio di legarsela al dito. Ma accusarlo di non saper governare un tutti contro tutti come quello in corso sul palcoscenico della politica italiana, onestamente, non si può. Conte, infatti, non ha un partito.

conte di maio

 

È stato scelto dai 5 Stelle, ai tempi ormai lontani in cui Di Maio ne era il capo; e fin dall' inizio, figuriamoci adesso che il Movimento è in preda all' anarchia, ha ricevuto un appoggio intermittente da quelli che teoricamente dovrebbero sostenerlo di più.

 

Del Pd ha rifiutato il corteggiamento insistente, ora di Zingaretti, ora del suo consigliere Bettini, proprio per non accendere sospetti tra i grillini. Con Renzi va a corrente alternata, ma a stringere, come sta accadendo proprio in questi giorni, c' è sempre una questione di posti. Con LeU le cose andavano meglio, ma in mezzo ci s' è messa la controversia sul Mes, a cui Speranza, da ministro della Sanità, non intende rinunciare. Con le opposizioni, manco a parlarne: se Conte prova a stabilire un' intesa con Berlusconi, Salvini e Meloni gli saltano addosso.

 

CONTE E RUTTE

È quasi miracoloso, in un quadro come l' attuale, che il premier riesca ancora a stare in piedi. Un inviato della Commissione europea, se Ursula von der Leyen avesse voglia di mandarlo qui, per rendersi conto meglio di ciò che sta accadendo a Roma, farebbe davvero fatica a capire perché, dopo esser stato gratificato da tanta attenzione dall' Europa, il nostro Paese stia cercando di suicidarsi con tanta convinzione.

 

conte rutte

Sarebbe impossibile spiegargli che tutto è fermo, paralizzato, in realtà, perché i partiti non riescono ad accordarsi sulle presidenze delle commissioni parlamentari. Chissà cosa penserebbero, al proposito, i leader "frugali" nord-europei, che ce l' avevano messa tutta per dimostrare che l' Italia, anche dopo l' emergenza, è rimasta inaffidabile.

Ultimi Dagoreport

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…