rocco casalino filippo facci

HOMO, OMINI, CASALINI - FACCI: “ROCCO NON PUÒ PRETENDERE L'OBLIO: È UN PONTE TRA PASSATO E PRESENTE (SUL FUTURO CI TOCCHIAMO LE PALLE) E COMUNQUE ALL'OBLIO SI È SOSTITUITO IL RINCOGLIONIMENTO GENERALE DOPO UN ANNO TERRIBILE. MA NON CALERÀ L'OBLIO SUL MASTER CHE NON HA MAI FREQUENTATO, SULLA SUA COLLABORAZIONE CON LELE MORA E NEANCHE SULLA SUA GESTIONE SOVIETICA DEGLI OSPITI DA MANDARE NEI TALKSHOW, O…”

 

 

filippo facci

Filippo Facci per www.liberoquotidiano.it

 

Rocco Casalino è l'uomo dell'anno, che è stato - tutti d'accordo - un anno di merda. È una sintesi complessa e sofisticata che tiene in considerazione vari fattori, ma è anche un concetto semplice che già scrivono sui muri (anno di merda) e sugli striscioni e in rete, anche se è un luogo comune offensivo per le cose buone che pure ci sono state: quando ci verranno in mente faremo degli esempi.

 

CASALINO 1

Tuttavia «uomo dell'anno», tornando a Casalino, pare un'espressione impegnativa e che scricchiola un po': restituisce un senso di vertice, di acme, di livello, di homo faber che si staglia sopra la massa come una farfalla, immobile a mezz' aria, che guarda dall'alto gli insetti brulicanti.

 

ROCCO CASALINO E JOSE CARLOS ALVAREZ

Non è proprio così, anche se gli insetti c'entrano. Casalino, come il verbo grillino auspicava in origine, è parte integrante del terreno vischioso e fangoso in cui ci siamo inzaccherati (come Paese) ed è l'incarnazione autentica di quel «uno vale uno» dove sguazza il Paese imbruttito e incattivito descritto dal Censis, laddove milioni di internettiani si credono qualcosa mentre altri milioni, probabilmente di meno, l'hanno infine capito: uno vale uno, sì, ma quell'uno è un cretino.

 

Insomma, chiamiamolo «omino dell'anno» e risolviamo così, per lo scorno di chi - come lo scrivente - per anni ha rifiutato la semplice esistenza di uno come lui nei paesaggi istituzionali: e invece bisogna ammetterlo, lui c'è, ci si stropiccia gli occhi ma lui c'è ancora, egli vive, esiste davvero, e fa delle cose che hanno delle conseguenze.

 

rocco casalino ciuccia il piede di Marina La Rosa al Grande Fratello

È il portavoce del presidente Giuseppe Conte (non potrebbe portare la voce di nessun altro) e l'incredibile è che decide i tempi e i modi della comunicazione del governo, la quale comunicazione - poi basta, non useremo più questa parola - è di merda, perché ha tempi e modi da ciarpame gossip (prima e male: si sa tutto prima del tempo) e soprattutto è una comunicazione che ha paura di se stessa, non ha il coraggio delle proprie azioni anche perché spesso sono sbagliate o tardive.

ROCCO CASALINO CON IL COMPAGNO JOSE CARLOS ALVAREZ AGUILA

 

MARCHIO DI FABBRICA

In ogni caso: Casalino è l'omino che decide o concorda le doglie e il parto dei dpcm, ma, nondimeno, attraverso le scelte degli orari di comunicazione, decide le «scalette» dei principali telegiornali e delle reti televisive. Quindi non è più un semplice portavoce, è una specie di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ma senza titolo né giuramenti alla Costituzione.

 

ROCCO CASALINO

È una figura inventata (all'estero non esiste, ma non esisterebbe neppure nella fantasia di un romanziere) ma che di fatto potrebbe sembrare che comandi su Conte (per quel che ci vuole) e che, con la sua puntuale presenza fisica, ne sia il badante, il tutore, il consigliori, il segretario particolare, lo sbrigafaccende, comunque - ci arrendiamo, dobbiamo ammetterlo - una figura coerente perché perfettamente rappresentativa di questo governo, di questo momento storico (di merda, ops, non dovevamo più dirlo) e insomma, per dirla male, anzi benissimo: se lo meritano, Rocco Casalino.

 

2001 vladimir luxuria con rocco casalino ospite di muccassassina

Siamo noi che forse non ce lo meritiamo, anche se in parte non è vero, perché una parte del Paese ha votato come ha votato. Per il resto, di ritratti di Casalino ne hanno già scritti tanti, non c'è da menarla ancora.

 

Che egli nasca, sia e resti un concorrente del Grande Fratello (tecnicamente un morto di fama) è mera realtà e non può lamentarsene: anche se gli scoccia che i media lo ricordino.

 

ROCCO CASALINO CON LA MASCHERINA INDOSSATA MALE

Ma è il suo marchio di fabbrica, consolidato e perfetto, una grande cicatrice sul corpo come un galeotto russo: deve rassegnarsi, non c'è niente di cui vergognarsi nel suo passato: è sul presente che abbiamo qualche dubbio.

 

Deve rassegnarsi al fresco ricordo della faccenda col suo fidanzato, il ludopatico José Carlos Alvarez Aguila: perché, anche quella, è roba indelebile che peraltro anticipa di gran lunga i tempi del Grande Fratello: pura commedia all'italiana.

 

Voi guardatelo come il lungo titolo di un film di Lina Wertmuller: «Cubano che è fidanzato col portavoce del Presidente del Consiglio percepisce indennità di disoccupazione e se la gioca in Borsa fornendo gli scontrini dei croccantini per il cane».

giuseppe conte con rocco casalino al dipartimento della protezione civile

 

Ne consegue che non può pretendere l'oblio, Casalino: è un ponte tra passato e presente (sul futuro ci tocchiamo le palle) e comunque all'oblio si è sostituito il rincoglionimento generale dopo un anno terribile, un anno di okay. Ma non calerà l'oblio sul master negli Stati Uniti che in realtà non ha mai frequentato.

 

Non calerà l'oblio sulla sua collaborazione con Lele Mora e col suo ruolo di casinaro televisivo. E neanche sulle sue minacce di licenziamento verso una serie di dirigenti del ministero dell'Economia. E neanche sulla sua gestione sovietica degli ospiti da mandare nei talkshow, o sulle pregiudiziali bullesche su determinati giornalisti (ciao Rocco) e insomma roba che ormai è vecchia, sì, ma non cade in prescrizione.

rocco casalino con melania trump

 

TROPPO ITALIANO

Noi però parlavamo del 2020, che è l'anno del covid-19 e del Governo Conte. Ci basta. È lui l'omino dell'anno, che risiede a Ceglie Messapica mentre Giuseppe Conte e di Volturara Appula: magari bei posti (boh) ma centrali come il governo che ci ritroviamo. Rocco Casalino non è un demiurgo machiavellico, non è un'eminenza grigia: non cerchiamo paroloni, non sopravvalutiamolo e neanche ridimensioniamolo.

 

Casalino è quella cosa lì. È nato in Germania, dove - ha raccontato - lui e la sua famiglia erano oggetto di discriminazioni perché italiani. In pratica e in fondo, da noi, succede la stessa cosa: è oggetto di discriminazione in quanto italiano. Troppo. Terribilmente. Irrimediabilmente. Homo, homini, lupus. Homo, omini, casalini.

rocco casalino a villa pamphili conte casalinocurriculum rocco casalino GIUSEPPE CONTE ROCCO CASALINOrocco casalino al Grande FratelloROCCO CASALINO CON LA MASCHERINAROCCO CASALINO GIUSEPPE CONTEcosa c'e' dietro conte? le ciabatte di casalino?conte casalinoROCCO CASALINO BETTING CHANNELROCCO CASALINO A FREGENE IL 2 GIUGNOROCCO CASALINO INSTAGRAMROCCO CASALINO DONALD TRUMPcurriculum rocco casalino

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…