conte copasir

INIZIATIVA SENZA PRECEDENTI DEL COPASIR, CHE S'INCAZZA VIOLENTEMENTE CON CONTE PER I RITARDI DEL FLUSSO DELLE INFORMAZIONI A CAUSA DELLA BUROCRAZIA DEL DIS - IL COMITATO GUIDATO DA VOLPI RIBADISCE L’ESIGENZA DI TUTELARE ''LE REALTÀ FINANZIARIE E INDUSTRIALI STRATEGICHE'' ANCHE CON NORME ''A TEMPO DETERMINATO'' GIUSTIFICATE, IN VIA ECCEZIONALE CON LA CRISI IN ATTO, PER INTERVENIRE SU SOCIETÀ IN REGIME DI NORMATIVA EUROPEA E PERCIÒ ESCLUSE FINORA DALLA MINACCIA DEL GOLDEN POWER

Marco Ludovico per www.ilsole24ore.com

 

Nel marasma dell’emergenza COVID-19, con l’allarme rosso sulla nostra economia, spunta un fatto clamoroso e incredibile: le informazioni dei nostri servizi di informazione e sicurezza non riescono ad arrivare subito al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Lo fa intendere il Copasir in un comunicato diramato al termine della riunione di ieri.

 

«Flussi informativi costanti per decidere».

giuseppe conte raffaele volpi

Il comitato parlamentare presieduto da Raffaele Volpi (Lega) invita Conte «a individuare» per Aisi (agenzia informazioni e sicurezza interna) e Aise (agenzia informazioni e sicurezza esterna) «indicazioni specifiche» destinate «al particolare critico momento». Ma, soprattutto, «ad assumerne in modo costante i flussi informativi» diretti «al formarsi delle opinioni politiche». Il linguaggio è criptico, il senso però è chiaro: in questo momento le informazioni delle agenzie operative devono arrivare subito a palazzo Chigi per ogni decisione da assumere. Tuttavia non accade, almeno non sempre, accusa il Copasir. E così solleva un problema enorme.

 

«Peculiarità distinte tra agenzie di intelligence e organi di coordinamento».

Il comitato invita Conte a considerare «gli specifici compiti definiti per legge», la n. 124 del 2007, e di attenersi alle «peculiarità distinte e non interpretabili tra agenzie di intelligence e organi di analisi di coordinamento». Le agenzie sono Aisi e Aise, strutture operative. L’analisi e il coordinamento sono svolti dal Dis (dipartimento informazioni e sicurezza). Al di là dello stile oscuro, il tono è pesante: se il Copasir considera necessario ricordare a Conte le norme sull’intelligence ci sono anomalie oggi più allarmanti che mai.

raffaele volpi

 

Tempi troppo lunghi di comunicazione

Il comunicato parla di caratteristiche «non interpretabili» sugli uffici dei Servizi. La legge afferma che il Dis «coordina l’intera attività di informazione per la sicurezza». Il direttore di Aisi (o di Aise) «riferisce costantemente sull’attività svolta al Presidente del Consiglio dei ministri», dice la norma, «per il tramite del direttore generale del Dis. Riferisce direttamente al Presidente del Consiglio dei ministri in caso di urgenza o quando altre particolari circostanze lo richiedano». Gli spazi per le «interpretazioni», gli intralci e le disfunzioni, in realtà ci sono. Le lungaggini si ripetono, non da ieri. Ma le conseguenze, adesso, rischiano di diventare tragiche e nefaste

 

Tutela degli asset strategici

Il Copasir ribadisce l’esigenza di tutelare «le realtà finanziarie e industriali strategiche per il Paese». Anche con norme «a tempo determinato» giustificate, in via eccezionale con la crisi in atto, per intervenire su società in regime di normativa europea e perciò escluse finora dalla minaccia del golden power. Strumento esteso, si ipotizza, a banche e assicurazioni.

gennaro vecchione raffaele volpi

 

Conte ha annunciato alla Camera misure «con il primo provvedimento normativo di aprile». Osserva Enrico Borghi (Pd): «Lo sforzo in Europa per difendere l’economia degli stati membri deve essere generale. Nessuno pensi di innescare un processo proditorio, al posto dei meccanismi solidali, per attaccare l’Italia. La conseguenza sarebbe un effetto domino drammatico: colpirebbe innanzitutto gli stati del Nord Europa. Una mina per le fondamenta dell’Unione».

 

Urso (Fdi): allarme sicurezza sul «Cura Italia»

Il vicepresidente del Copasir, Adolfo Urso, rilancia l’allarme - già avanzato dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini - sul decreto “Cura Italia” per la norma sull’affidamento in deroga di tecnologie per la digitalizzazione della pubblica amministrazione. «Nella relazione dello scorso anno del comitato - spiega Urso - avevamo messo in guardia dal pericolo che dati sensibili finissero nelle mani di aziende straniere. Ora bisogna intervenire in Parlamento sul decreto. Per scongiurare questo rischio: con il “Cura Italia” sembra rientrare dalla finestra». L’indice è puntato soprattutto sulle imprese cinesi come Huawei.

adolfo urso

 

 

 

2. BANCHE, RISCHIO SCALATE: L’ALLARME COPASIR

Marco Ludovico per ''Il Sole 24 Ore'' del 10 gennaio 2020

 

 

 

Per la prima volta il Copasir decide di approfondire il tema del rischio di scalate ostili dall’estero delle aziende strategiche dell’economia nazionale. Si parte dal settore più delicato, banche e assicurazioni. Le audizioni nella seconda metà gennaio: i vertici dell’intelligence e le autorità di vigilanza e controllo

 

Banche e assicurazioni: rischio di scalate ostili dall’estero

Il Copasir, comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, vuole vederci chiaro, è una novità assoluta. Metterà in calendario le audizioni nella seconda metà gennaio. I primi dovrebbero essere Gennaro Vecchione (Dis), Mario Parente (Aisi) e Luciano Carta (Aise). Poi partirà la sequenza degli organi di vigilanza e controllo. Oltre al Mef (ministero economia e finanze), saranno sentiti i vertici di Banca d’Italia, Consob, Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), Guardia di Finanza. Poi, i vertici delle banche.

 

Azione programmata da tempo

Dopo l’indagine sul 5G, il comitato aveva già pianificato questa azione politica quando il presidente era Lorenzo Guerini (Pd), poi diventato ministro della Difesa e sostituito da Raffaele Volpi (Lega). Annunciata come un approfondimento sul rischio di infiltrazioni dall’estero sul sistema economico nazionale, il Copasir ha deciso di partire dal tema più delicato: quello finanziario.

 

Servizi in allarme già due anni fa

L’input parte da lontano. Già dopo la relazione del Dis 2018 Adolfo Urso (Fdi), oggi vicepresidente del comitato, aveva presentato quando non era ancora al Copasir una proposta di legge di indagine parlamentare sul rischio di scalate ostili nel nostro Paese. Le indagini parlamentari oggi in corso sono circa una quindicina ma allora non ci fu sensibilità politica sufficiente per approvarla. Al Copasir, invece, Urso ha trovato un consenso unanime tra tutte le forze politiche presenti.

rete 5g

 

Infiltrazioni tra cda e management

Al comitato parlamentare sono depositate le relazioni sull’attività annuale del servizi di informazione e sicurezza 2018 e 2019. Dove già si spiega, in chiaro, la minaccia diffusa di azioni ostili contro le aziende strategiche dell’economia nazionale. Il rischio dell’incunearsi nei consigli di amministrazione o tra i dirigenti di soggetti infiltrati da stati esteri. Le relazioni ufficiali, com’è ovvio, non parlano delle nazioni in ballo. Ma è risaputo come alcuni stati siano campioni o punte avanzate di intelligence economica: la Francia, più di tutte, ma anche Russia e Cina. Come, in quest'ultimo caso, ha sottolineato proprio la relazione finale dell’indagine sul 5G del Copasir.

 

 

Il rischio vero nei documenti classificati

I documenti pubblici consegnati dall’intelligence non parlano, altrettanto ovviamente, delle aziende a rischio, ma è facile dire i nomi in gioco: Generali, Tim, Eni, Unicredit, solo per citarne alcune. Al Copasir ci sono anche documenti con classifica di segretezza più o meno alta dove si raccontano realtà molto più dettagliate e specifiche sul cosiddetto rischio Paese: Aise e Aisi, in particolare, hanno potuto consegnare al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, una serie di informazioni molto delicate. Una volta tanto governo e parlamento ora si muovono in linea.

 

 

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…