mario draghi

INUTILE BUSSARE, QUI NON SPENDERA’ NESSUNO - DRAGHI RINTUZZA LEADER E MINISTRI CHE GLI CHIEDONO NUOVE SPESE: “IL CONTESTO E’ CAMBIATO” - NEL 2022 L'ITALIA NON PUÒ PERMETTERSI DI AUMENTARE LA SPESA OLTRE I LIMITI GIÀ FISSATI CON L'EUROPA - L’INFLAZIONE GALOPPA, I PREZZI DELL’ENERGIA SONO ALLE STELLE, LA BCE POTREBBE RIDURRE L’ACQUISTO DI TITOLI DI STATO E C’E’ LA DELICATA RIFORMA DEL PATTO DI STABILITA’ - PER IL GOVERNO DI MARIOPIO, ABITUATO A RISOLVERE LE DIFFERENZE SPENDENDO DI PIÙ, RESTARE SENZA MARGINI DI SPESA È UN BEL CETRIOLO…

daniele franco mario draghi conferenza stampa sulla manovra

Alessandro Barbera per “la Stampa”

 

Ai leader che uno ad uno sfilano da Palazzo Chigi per chiedergli nuove spese - l'ultimo ieri Giuseppe Conte - Mario Draghi risponde a tutti con la stessa formula: «Il contesto è cambiato». Quest' anno l'Italia non può permettersi di aumentare la spesa oltre i limiti già fissati con l'Europa. I fatti accumulati nell'ultima settimana non lasciano spazio alla fantasia. Il primo: l'inflazione a gennaio è volata al 4,8 per cento. E fin qui, nessuna sorpresa: i prezzi dell'energia sono quattro volte quelli di due anni fa, e secondo le previsioni resteranno tali per tutto l'anno.

christine lagarde con mario draghi

 

Il secondo, meno scontato: giovedì scorso la numero uno della Banca centrale europea Christine Lagarde ha fatto capire che Francoforte non solo ridurrà drasticamente gli acquisti di titoli pubblici, ma potrebbe decidere un aumento dei tassi prima di dicembre. La sola ipotesi ha fatto balzare il differenziale fra titoli italiani e tedeschi sopra i 150 punti base. Da ieri, per vendere un Buono del tesoro decennale il Tesoro deve pagare l'1,72 per cento di interessi: non accadeva da due anni.

 

daniele franco mario draghi andrea orlando conferenza stampa sulla manovra

E infine c'è una terza ragione che costringe Draghi alla prudenza: la trattativa sulla riforma del Patto di stabilità. Draghi ed Emmanuel Macron hanno un accordo: presentarsi al Consiglio europeo straordinario di marzo con una proposta comune. L'ambizione del premier sarebbe quella di trovare un'intesa a tre con Berlino, ma la faccenda è piuttosto complicata. Ieri il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner era a Roma per incontrare il collega Daniele Franco.

 

I due si sono chiusi in una stanza per più di due ore a discutere le ipotesi messe sul tavolo dai consiglieri economici di Palazzo Chigi ed Eliseo. Il confronto si può sintetizzare così: la Germania è disponibile a discutere di maggiore flessibilità di bilancio sulle spese per investimenti e nella transizione ecologica e digitale, molto meno dell'ipotesi di istituire un'agenzia alla quale affidare il debito accumulato negli anni del Covid. Secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche, al momento le probabilità che Roma, Berlino e Parigi si presentino al Consiglio straordinario di marzo già con una proposta condivisa sono molto basse.

 

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale 3

Per tutte queste ragioni Draghi, dopo aver avallato una costosissima manovra finanziaria da trenta miliardi, ora deve stringere la cinghia della spesa. L'ultima nota di aggiornamento dei conti pubblici dice che l'Italia quest' anno può ancora finanziare spese in deficit per il 5,6 per cento. Nella conversazione di ieri con Franco, Lindner ha fatto velatamente notare che l'Italia di qui al 2026 può contare anche sui fondi del Recovery Plan. Per comprendere come la vedono a Berlino, basti dire che il piano vale per l'Italia sei volte quello tedesco. Altra spesa non se ne potrà fare, persino se il debito dovesse scendere più di quanto stimato.

 

MATTEO SALVINI MARIO DRAGHI

Poiché la crescita del 2021 è stata superiore al previsto, è probabile che ciò accada: l'anno scorso l'iceberg aveva raggiunto il 153,5 per cento della ricchezza prodotta, nel 2022 è fissato al 148,8. Pochi giorni fa, in un incontro con Matteo Salvini, Franco ha preso l'impegno ad un nuovo decreto per calmierare il prezzo dell'energia, ma non ha detto come. Salvini aveva chiesto altri trenta miliardi, il ministro sarà in grado di metterne insieme fra i tre e i cinque. Franco ha già chiesto ai tecnici di pescare fra i fondi non spesi, di studiare nuove cartolarizzazioni degli oneri in bolletta, ma conta soprattutto sulla tassa per gli extraprofitti delle aziende energetiche.

 

SALVINI DRAGHI

I partiti, messi sotto pressione dalla lobby del settore, non insistono perché la tassa venga introdotta. Finora hanno sperato che Draghi cedesse alla richiesta di nuova spesa, evitando il peggio ai giganti dell'energia. Ora per ottenere misure a favore delle famiglie, Pd, Lega, Forza Italia e Cinque Stelle dovranno accettare il compromesso. Per il governo delle larghe intese, abituato fin qui a risolvere le differenze spendendo di più, restare senza margini di spesa è un cambiamento che potrebbe provocare tensioni. Soprattutto nell'ultimo anno di legislatura, e nel mezzo di un turno di elezioni locali.

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…