giorgia meloni

IO ERO GIORGIA - ''PER DIVENTARE CAPO MI SONO FATTA UN MAZZO... A DESTRA MI GUARDAVANO DALL'ALTO IN BASSO MA MI HANNO RISPETTATO PIÙ DEGLI UOMINI DI SINISTRA'' - LA MELONI SULLA LOTTA ALL'EVASIONE: ''LO STATO FA IL FORTE CON I DEBOLI E IL DEBOLE CON I FORTI'' - ''SE MIA FIGLIA VOLESSE FAR POLITICA? LE DIREI…''

1. GIORGIA MELONI A RTL 102.5: “EVASIONE? STATO FA FORTE CON I DEBOLI E DEBOLE CON I FORTI”

 

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, è intervenuta questa mattina ai microfoni di RTL 102.5 durante “Non Stop News”, il programma condotto da Pierluigi Diaco, Fulvio Giuliani e Giusi Legrenzi

 

Qui l’intervista integrale: https://youtu.be/tkubahSlSGU

 

GIORGIA MELONI CON LA MAGLIETTA IO SONO GIORGIA

Un suo commento sul duro attacco del capo dello Stato agli evasori.

 

Sono ovviamente d’accordo sul fatto che l’evasione sia una piaga che vada assolutamente combattuta, però rimane il fatto che dobbiamo capire dove sta. L’idea che ho è che si continui a parlare di evasione come se il problema dell’evasione fossero davvero i commercianti e non si capisce che noi abbiamo uno Stato che fa il forte con i deboli e il debole con i forti e l’evasione miliardaria, la grande evasione, decide di non guardarla proprio.

 

Noi stiamo discutendo la manovra economica e finanziaria, Fratelli d’Italia ha fatto due emendamenti sul tema della grande evasione: uno è stato sicuramente bocciato, l’altro vedremo che fine farà. Uno è quello sui colossi del web, noi abbiamo delle grandi società del web che in Italia guadagnano miliardi di euro e che complessivamente, tutti insieme, lo scorso anno hanno versato in Italia 204 milioni di euro, che è quello che pagherebbe una media azienda.

GIORGIA MELONI

 

 Noi abbiamo presentato un emendamento per tassare le società del web col principio dell’imposta di bollo, cioè tassando sulla base del numero degli accessi. Vediamo cosa accade al Governo. Abbiamo centinaia, migliaia di extracomunitari, cinesi, che aprono e chiudono centinaia di imprese senza mai versare un euro allo Stato perché per loro è molto più facile scomparire. Aprono un’impresa, la chiudono prima che lo Stato cominci a fare controlli, ne aprono un’altra e lo Stato, visto che non trova loro, se la va prendere con l’imprenditore italiani e gli chiede i soldi anche di quello che non ha pagato.

 

giuseppe conte con giorgia meloni atreju 2019 1

Abbiamo fatto un emendamentino, sul modello che funziona nelle altre nazioni, per cui il caro extracomunitario, se vuole aprire un’ azienda in Italia lo può fare tranquillamente , ma  deve dare trentamila euro a titolo cauzionale che io piano piano lo Stato scaricherà dalle tasse, così è certo che paghi. Il Governo che voleva combattere l’evasione fiscale, il carcere ai grandi evasori, cosa ha fatto? Lo ha bocciato. Allora andiamola a prendere dove sta l’evasione, perché non prenderla da banche, multinazionali, società del web, grandi colossi, extracomunitari e poi andare a massacrare il commerciante che ha già una tassazione al 47,8% diventa una cosa un po’ pesante per chi vuole lavorare.

 

Il Governo la settimana scorsa sembrava particolarmente traballante. Nelle ultime ore sembra invece che la situazione sia andata migliorando. Ci crede?

 

viktor orban e giorgia meloni atreju 2019

Io poco, francamente. Ci sono due spinte contrapposte che si muovono, da una parte una maggioranza che disperatamente vorrebbe arrivare più avanti possibile perché ha paura di misurarsi con il consenso degli italiani, dall’altra parte, però, questa paura di misurarsi con il consenso, questa consapevolezza di non avere abbastanza voti, porta i singoli attori a doversi per forza distinguere dal resto della compagine.

 

matteo salvini giorgia meloni 2

Abbiamo una maggioranza che non è d’accordo su niente, litiga su tutto, ha votato la manovra e sono usciti dal consiglio dei Ministri dicendo che non c’entravano niente, PD ha presentato il doppio dei nostri emendamenti. Oggi governare non è una cosa facile, servono visione, gioco di squadra, credibilità,  coraggio, un’idea molto chiara di Italia. Sono rimasta scioccata dalle parole del Ministro Fioramonti dei Cinque Stelle che ha detto che il Movimento non ha un’idea di paese. Se non ce l’hai non dovresti candidarti a governarlo, il punto uno della politica è avere un’idea di paese.

 

Ieri è stata Bruxelles per la battaglia contro il MES. Il 20 dicembre c’è un’iniziativa importante. Quale ?

 

matteo salvini giorgia meloni 3

Ci sono gli auguri di Natale di Fratelli d’Italia in piazza a Roma. Noi siamo molto legati ai simboli della nostra tradizione, celebreremo il Natale in una nazione in cui il natale  non si celebra, si nasconde e diventa solo una scusa per mangiare panettone e per scambiarsi regali.

 

 

2. PER DIVENTARE CAPO MI SONO FATTA UN MAZZO... A DESTRA MI GUARDAVANO DALL'ALTO IN BASSO MA MI HANNO RISPETTATO PIÙ DEGLI UOMINI DI SINISTRA

Conchita Sannino per “la Repubblica

 

Presidente Giorgia Meloni, seppur da destra, come donna a capo di un partito, li farà gli auguri alla neopremier finlandese e "avversaria" Sanna Marin?

GIORGIA MELONI BY LUGHINO

«Ci mancherebbe. Da fronti opposti, ovviamente, le auguro buon lavoro. Io sono davvero molto contenta di vedere delle donne ai massimi livelli istituzionali nei loro rispettivi Stati: mi auguro che queste donne facciano bene per tranquillizzare coloro che pensano che un Paese non possa essere messo nelle mani di una donna».

 

La conversazione è a tratti interrotta da saluti e complimenti.

«Ah ciao ragazzi, piacere, grazie, buonasera signora». Poi spiega: «Sto ripartendo da Bruxelles, dopo aver gridato il nostro no al Mes. Sono in aeroporto. Quindi, qualcuno ci riconosce, noi donne della politica...».

 

consultazioni giorgia meloni

Se dovesse spiegare, in una scuola di politica, che cosa serve per farcela nel suo ambiente?

«Userei proprio l' immagine dello studente: perché rischi di sentirti sotto esame, eternamente, condizione ingiusta e fuori luogo ovviamente. Ma l' immagine va letta anche in positivo: perché la vera risposta non è fregartene. La vera reazione deve essere: impegnarti di più, pensare di più. Lo sa cosa diceva la fortissima Charlotte Whitton?».

 

Primo sindaco donna di una capitale, anno 1951, a Ottawa.

GIORGIA MELONI AL SALONE DEL MOBILE

«Diceva: "Una donna deve fare ogni cosa due volte meglio di un uomo per essere considerata brava la metà". E aggiungeva: "Per fortuna non è difficile"». (Risata delle sue, un po' più dolce di quella delle imitatrici)

 

Siamo sinceri fino in fondo: lei deve aver scontato diffidenze al suo interno. Almeno all' inizio.

«Sono la prima a riconoscere e a dire che le mie sfide me le ero scelte tutte di un certo livello... Mai nessuno mi ha regalato nulla, e non mi sono sentita discriminata. Però sono una donna leader, ho cominciato a 15 anni a fare politica, mi sono fatta... si può dire?... un mazzo. A 27 anni ero presidente di Azione Giovani. Ho fatto un lavoro immane: l'aggravante era di essere accettata come capo».

 

A destra, l' immagine del vincente è ancorata al maschile .

caio giulio cesare mussolini con giorgia meloni 2

«Certo. Il capo è condottiero, punto. Era anche un problema di physique du rôle, vogliamo dirla così? Anche se in Italia questa idea mi pare non risparmi neanche la sinistra. Quindi, premesso che in politica non è facile per nessuna donna, non lo è neanche tra noi "sovranisti": un po' scatta quella tentazione di guardarti dall' alto in basso, "ma tanto non sarà così preparata, così intelligente". Detto questo, io sono stata, in generale, molto più rispettata da uomini di destra che dalla sinistra»

 

Non si riferirà solo ai post da tastiera, che colpiscono donne-leader indistintamente.

«No, difatti. Qui non c' entra la questione di genere. Perché, alla fine, molti della sinistra si portano dietro questa forma di presunta superiorità per cui il solo fatto di essere una portatrice di valori di destra ti autocondanna: allora "non capisci niente, allora sei cretina"».

 

GIORGIA MELONI E GIOVANNI TOTI

In realtà lei, da giovane parlamentare e vicepresidente della Camera, ebbe un feeling imprevedibile con Bertinotti.

«Verissimo. Un' amicizia che dura tuttora, con lui, con la moglie. Io ero davvero alle prime armi: c' era un Parlamento non di neofiti come adesso, e presiedere la Camera con tanti di quei navigatissimi colleghi era una cosa che poteva dare ansie pazzesche. Lui, da leader di Rifondazione mi fu vicino. Io, da giovane esponente di An, lo invitai alla nostra kermesse a Atreju. Lui fu contestatissimo al suo interno per aver accettato. E invece insieme buttammo giù alcuni muri».

 

Nostalgia di quella politica?

«Un po' sì. Ma neanche nostalgia, è cronaca: parlo di una profondità e di un livello che oggi si incontra più difficilmente. Basta vedere la violenza che usa il M5s contro di me».

GIORGIA MELONI STEVE BANNON

 

Sempre convinta che con Salvini in futuro sarà facile?

«Non è facile mai. Ma abbiamo valori comuni, un orizzonte dentro il quale poter lavorare insieme».

 

E se domani sua figlia dovesse dirle che farà politica: consigli?

«"Non lo fare! ", direi. No: seriamente. Gliene darei solo uno: studia, studia, studia».

GIORGIA MELONI ANDREA GIAMBRUNOMATTARELLA E GIORGIA MELONI

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