maria giovanna maglie salvini

ITALIA FATTA A MAGLIE - ECCO A VOI I PREMI #MACHEDAVERO? SALVINI PRENDE IL 32% (DAL 19) E OGGI I GIORNALONI DEVONO CONVINCERCI CHE È FINITO, CHE FORZA ITALIA (COL 2,7) È PRONTA A CORRERE DA SOLA, CHE LA MELONI GLI HA FATTO LE SCARPE, CHE IL PD HA TRIONFATO - TUTTI GARANTISTI DAVANTI ALLA CITOFONATA A CASA DELL'(EX) SPACCIATORE MA PRONTI A DISTRUGGERE LA GIUSTIZIA CON LA PRESCRIZIONE E LE INTERCETTAZIONI GRILLINE. MA CON CHE FACCIA COME IL CULO SOSTENETE CERTE COSE?

 

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

maria giovanna maglie foto di bacco

#machedavero? C'è un hashtag delizioso su Twitter che suggerisce ai lettor impotenti e ai telespettatori rassegnati (che però in edicola non ci vanno più e il telecomando lo usano) di dare un premio a chi le spara più grosse sul dopo elezioni in Emilia Romagna e in Calabria. Ehi, una si prova a dire, in picciola compagnia, 8 regioni su 9, ehi, le elezioni europee, ehi, anche in Emilia 32% laddove c'era il 19, e nonostante l'olezzo di sardine, il pugno di ferro del sistema, la chiamata alle armi dei dipendenti pubblici, la consegna dei 5 Stelle… La spallata non c'è stata,  il sistema Stalingrado resiste ma mostra segni di cedimento.

 

Macche', è stata Caporetto e adesso il sopravvissuto del Papeete ha i giorni contati. E, dimenticavo, il governo è fortissimo, soprattutto ora che quelli che hanno più voti in Parlamento non hanno più voti nel Paese. Logico, no? Soprattutto parlarne come se non si trattasse di democrazia ma di scelta del tè delle 5.

 

Ecco allora che nascono hashtag di autodifesa, per riderci sopra almeno un po'. Quello che piace a me si chiama #machedaveroawards, laddove davvero, mi perdonino a nord e a sud della capitale, si scrive rigorosamente con una sola v, e che sta a significare nell'ironico intercalare romanesco piu' o meno: "ma con che faccia di culo sostenete certe cose"?

 

LUCIA BORGONZONI MATTEO SALVINI

In ordine sparso le cose sono che: la campagna forsennata di Matteo Salvini in Emilia Romagna lo ha indebolito, mentre il resto del centrodestra ha vinto in Calabria, che ce l'hanno tutti con lui fuori e dentro il suo partito, che la famosa citofonata ha avuto l'effetto di far vincere in quel quartiere disastrato il PD, oltre che di farci precipitare nel giustizialismo da stato di diritto quale eravamo, e che la stessa cosa è successa a Bibbiano, ripulsa e voto a Bonaccini.

 

Ha ragione Vittorio Feltri, era la terza guerra mondiale e non ce ne eravamo accorti!

 

Cominciamo con Repubblica che agli awards ci tiene:

 

"Da ieri Matteo Salvini è un uomo sempre più solo al comando. Berlusconi e Meloni stringono un patto segreto per impedirgli di sbarcare nelle due regioni del Sud che andranno al voto in primavera: Campania e Puglia. Ma il leader della destra italiana è stato messo all'angolo in queste ore anche nel suo partito"

 

Ecco fatto ,quindi Silvio Berlusconi, con Forza Italia al 2,7 in Emilia e sondaggi nazionali non sopra il 5/7 per cento, sarebbe pronto a fare a meno dei voti della Lega, che anche in Emilia, dove ha perso, sta al 32%.

 

Quanto a Giorgia Meloni, tra l'8 e il 10 con lusinghiero risultato nelle due regioni in cui si è votato domenica scorsa, non solo stringe patti segreti e non vuole che Matteo Salvini sbarchi al sud, ma pensa anche di poter essere il futuro premier.

berlusconi salvini meloni

 

Quando lo ha detto? A Fuori dal Coro di Mario Giordano:

 

"Una cosa che mi fa tremare i polsi - confessa a Rete4 - ma penso ci siano le condizioni per una donna, sono pronta a misurarmi ». Salvini è avvertito".

 

Ma in tutte le altre interviste, e anche su la7 all'Aria che Tira di Myrta Merlino, non ha forse sostenuto la stessa Giorgia Meloni che il premier lo fa il leader del partito della coalizione di centro-destra con il più alto numero di voti, ovvero ad oggi e anche in un probabile futuro Matteo Salvini? Vabbè, Maglie, sei faziosa!

 

Eppure sempre la Meloni ospite a Dimartedì, ha seccamente risposto a Marco Damilano, direttore dell'Espresso, che la provoca dubitando della compattezza del centrodestra: "Mi perdoni ma venire a dire che noi non siamo una coalizione quando abbiamo al governo della nazione gente che il giorno prima di andare al governo insieme, per mettersi seduti su una poltrona, si stava dicendo 'brutto ladro, pedofilo, infame e mafioso' mi pare un po' eccessivo. Condividiamo le grandi questioni fondamentali".

 

Come non detto, nel racconto dei giornaloni del dopo elezioni le trame si infittiscono, si devono infittire, nel centrodestra. Cito sempre Repubblica, è impagabile.

 

ignazio corrao

" Per non correre rischi, la leader di Fdi ha già garantito al Cavaliere che sosterrà Caldoro in Campania (contro De Luca), incassando dall' ex premier forzista identico sostegno per Fitto in Puglia (contro Emiliano). Se la Lega non ci starà potrà correre da sola e accontentarsi del Veneto con Zaia e della Toscana, per la quale lievitano le quotazioni del sindaco leghista di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna".

 

Eh sì, perché se in Emilia è stata imposta la Borgonzoni, ora le imposizioni sono finite. Insomma, adesso i candidati li propongono altri. Chi erano poi o chi sarebbero stati i candidati forti e proponibili da Forza Italia e da Fratelli d'Italia nella campagna di Emilia Romagna (in Calabria il candidato era di Forza Italia), quali alternative si sono sviluppate nella Stalingrado d'Italia, e quali personaggi forti e importanti abbiamo visto in giro per la campagna elettorale?

 

Niente da fare, Berlusconi e Meloni sono pronti a correre da soli e a misurarsi da soli contro il centro-sinistra, secondo l'esimio giornalista di Repubblica, e La Lega può anche correre da sola, e muoia Sansone con tutti i filistei. Suicidio credibile per voi? Certamente i nomi di Fitto e di Caldoro circolano da tempo, e nel vertice dei tre leader del centrodestra si chiarira'  se sono i nomi migliori, i più forti, i più nuovi, quelli in grado di battere magari dei candidati governatori in cui, com'e' ormai evidente, Beppe Grillo rottama quel che resta del defunto 5stelle tutto dentro al PD, e peggio per il PD se nella proposta politica e nella ideologia torna indietro di 30 anni, praticamente una gioiosa macchina da guerra.

 

Imperterriti, ci spiegano la fotocopia di quello che scrissero in agosto che Salvini e' finito, isolato anche nel suo partito, e qui viene fuori l'immancabile avversario preferito dai giornali problemi Giancarlo Giorgetti.

salvini giorgetti

 

Retroscena di Carmelo Lopapa, estratti. "L'ex sottosegretario senza peli sulla lingua ha contestato all' amico di aver «sbagliato » la campagna elettorale (…) Sotto accusa, neanche a dirlo, la sortita improvvisata del citofono al Pilastro di Bologna, oltre ai toni esasperati (…) Salvini avrebbe fatto mea culpa. (…) Ha ammesso cioè che il partito ha un problema nella raccolta di consenso nelle città, mentre ha la meglio spesso nelle campagne e nelle periferie: ma non basta. E (…) può rivelarsi un grosso problema soprattutto in vista del voto a Milano e Roma del prossimo anno. Perché se la Lega si schiantasse di nuovo anche in «casa», nella sfida difficilissima contro l' uscente Giuseppe Sala, ne uscirebbe azzoppato il partito e pure il suo leader.

 

Che ha detto Giorgetti in realtà? Che "Matteo Salvini è stato eroico". Intervista alla Stampa: "Ci è mancato il voto delle città. La destra raccoglie molto più nelle campagne che nei centri urbani. Da quando l'attrazione di Silvio Berlusconi sui ceti borghesi è venuta a mancare, non siamo riusciti a colmare il vuoto. Servirà uno sforzo di visione per parlare con più efficacia a quegli elettori".

 

sardine in piazza a bibbiano 6

Le città in questione sono Bologna o Modena o Reggio Emilia, nelle quali la Lega praticamente non esisteva e, visto che il dono dell'ubiquità Salvini non lo ha ancora e visto che le campagne le ha conquistate insieme ad alcune delle città, è evidente che casomai Il problema riguarda altri, si capisce che Giorgetti si riferisce proprio alla caduta di Forza Italia, ma potrebbe anche riferirsi a una classe dirigente della Lega che va allargata e arricchita, è arrivato il momento.

 

Ciò non toglie che per Giorgetti la Lega va applaudita per essere scesa "nella fossa dei leoni a lottare a mani nude contro i poteri economici, mediatici, perfino ecclesiastici". "I veri sconfitti vanno cercati altrove". Per maggiori informazioni, citofonare il Movimento 5 Stelle. O quello che ne rimane .

 

Quello che ne rimane  ha sense of humor e , hanno ragione su Twitter, il premio #machedavero lo vincono loro.

 

Scrive infatti  testualmente il MoVimento 5 stelle Europa a firma di Ignazio Corrao che "Adesso i leghisti stanno cercando di minimizzare ma la loro è una sconfitta totale, hanno rotto i maroni per mesi dicendo che vincevano e si doveva andare a votare, ma con odio e fake news non si vincono le elezioni".

 

Non sapevo che Bruxelles fosse isolata dal resto d'Europa e che le notizie arrivassero col Corriere a cavallo quindi un po' in ritardo rispetto alla realtà. Ehi, Corrao, 32 contro 4,7. Primo premio #machedavero aggiudicato.

 

Però sul podio c'è posto. Per il Corriere della Sera, che titola enfaticamente:

 

il comizio di matteo salvini a bibbiano

La Lega perde nella città al centro dell'inchiesta "Salvini perde a Bibbiano. Era uno dei risultati più attesi di queste elezioni regionali. La Lega ne aveva fatto — da mesi — una bandiera contro il centrosinistra (qui tutti i dati). Alla fine, il Partito democratico ha ottenuto il 40,7%, mentre la Lega si è fermata al 29,46. È questo l'esito del voto di domenica 26 gennaio a Bibbiano, il comune in provincia di Reggio Emilia al centro dell'inchiesta «Angeli e demoni» sui cosiddetti «bambini rubati» più volte citata durante i comizi della campagna elettorale".

 

Per carità, che la Lega non abbia vinto e' indubitabile, un po' come il fatto che a  Bettola, paese di Bersani, il 70% dei voti va a Borgonzoni, ma il PD ha vinto col 40,7e aveva il 52,7, e la Lega è passata dal 15,25 al 29,5. Ricordarlo, per curiosità di cronista e per mestiere?

 

Al terzo posto, con dispiacere, il Sole24ore ,che si diffonde giuridicamente ed eticamente contro la scelta di Facebook di censurare il video della famosa citofonata al Pilastro.

 

Cito: "In sintesi, quel video – che forse per questo ha fatto tanto scalpore – sembra rappresentare la quintessenza della ideologia politica di Salvini e del metodo che utilizza per dominare la scena pubblica. Per questa ragione, forse, proprio tali immagini potranno essere usate dagli storici come paradigma dell’involuzione dell’agire politico dei nostri giorni".

 

SALVINI AL CITOFONO

Come no, non la fine della prescrizione che ci fa tutti colpevoli a vita, non intercettazioni distribuite ai giornalisti e da questi pubblicate senza la minima remora con nomi e cognomi, non dichiarazioni come quella del ministro Bonafede secondo il quale Innocenti in carcere non ce ne sono, non articolesse che invece sostengono che è bene che ci siano innocenti in carcere, con relativi insulti a Gaia Tortora, nel silenzio di governo e giornali. No, il paradigma dell'involuzione e Matteo Salvini, e l'indignazione delle tricoteuses si fa d'improvviso ipergarantista, ma solo per lui. #Machedavero?

 

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