roberto gualtieri giuseppe conte

ITALIA CON LE PEZZE AL CULO: BISOGNO RIMPOLPARE I 20 MILIARDI DELL’ENNESIMO DECRETO “RISTORI”, IL QUINTO (MA ABBIAMO GIA’ FATTO 150 MILIARDI DI DEFICIT NEL 2020) - L'IPOTESI DI SCOSTAMENTO CALCOLATA A NATALE PER GLI AIUTI NON TENEVA CONTO DELLE NUOVE SERRATE NÉ DELL'INSTABILITÀ DEL CONTE BIS - MA CON UN’EVENTUALE CRISI DI GOVERNO GLI AIUTI SALTEREBBERO - “LA VERITÀ”: “C'È UNA FETTA DEL PD CHE SAREBBE PRONTA A DARE IL BEN SERVITO A GUALTIERI"

GIUSEPPE CONTE PAOLO GENTILONI ROBERTO GUALTIERI

Claudio Antonelli per “la Verità”

 

La manovra 2021 con ben 40 miliardi di deficit e debito generato dal Recovery plan è stata licenziata dall' Aula nove giorni fa. Se si aggiunge il budget già destinato al 2021 dalla legge finanziaria approvata a dicembre del 2019 si arriva alla cifra di 66 miliardi di euro. Quasi tre volte gli importi standard dell' ultimo decennio. Aggiungiamo i 150 miliardi di deficit prodotto nel 2020 e gli altri 100 da spalmare nel prossimo quiquennio e si arriva a un debito potenziale di 300 miliardi. Eppure siamo al 7 gennaio e serve subito la riedizione di un decreto Ristori, il quinto per l' esattezza. Per il semplice motivo che il caos dei colori delle Regioni e le continue chiusure degli esercizi commerciali escludono a priori una programmazione economica di sostegno.

giuseppe conte roberto gualtieri

 

Non è una discolpa per il governo. Semmai un doppio crimine. A decidere gli stop è del tutto chiaro che si tratti della politica. Nemmeno la scusa della scienza viene più utilizzata. Il blocco degli esercizi commerciali viene comunicato all' ultimo e nessuno programma i bonus in anticipo.

 

Per di più è chiaro che il metodo di sostegno pubblico adottato dal governo Conte è sbagliato e incongruente. Altrimenti non ci troveremmo al 7 gennaio con la necessità di stanziare altri fondi e deficit per erogare elemosina per il periodo di gennaio. La storia tirerà le file delle macerie create. Adesso invece bisogna pensare a come evitare ulteriori danni.

 

laura castelli con mascherina

Il vice ministro dell' Economia, Laura Castelli, si dice convinta che la risposta sia la coazione a ripetere. Nel Ristori quinques vorrebbe inserire almeno un paio di dozzine di miliardi di euro a deficit per i bonus e per coprire la rottamazione delle cartelle. Il governo ha promesso nei giorni scorsi una «gestione straordinaria» per tendere la mano ai contribuenti che, già dalle prossime settimane, si troveranno di fronte alla valanga di cartelle esattoriali in arrivo dopo la sospensione dei primi mesi della pandemia. Le misure, compresa una rottamazione quater che potrebbe essere estesa fino al 2019, dovrebbero inserirsi nel nuovo quadro degli aiuti che il governo già prima di Natale pensava di finanziare con uno scostamento da almeno 20 miliardi, da chiedere attorno alla metà di gennaio per finanziare il nuovo decreto Ristori.

 

Ipotesi che però non teneva conto né del protrarsi delle chiusure e dall' altro dei venti di crisi che stanno investendo l' esecutivo giallorosso. Se il Conte bis dovesse fermarsi, infatti, anche i ristori sarebbero a rischio: prosciugati in mille rivoli di emendamenti parlamentari i 3,8 miliardi del fondo anti-Covid della manovra, senza un nuovo scostamento non ci sarebbe un euro da spendere per le promesse compensazioni per le categorie più colpite.

 

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

Certo, nei quattro decreti Ristori era stata creata una piccola dote per i contributi automatici dell' Agenzia delle entrate alle attività economiche via via coinvolte dalle chiusure, ma nuove misure di contenimento del virus su larga scala esaurirebbero i fondi velocemente. E, appunto, non resterebbe nulla per quell' intervento «perequativo» che lo stesso ministro dell' Economia, Roberto Gualtieri, aveva iniziato a ipotizzare già a metà novembre. L' idea resterebbe infatti quella di introdurre un nuovo meccanismo per la quantificazione delle perdite, su base almeno semestrale anziché mensile per non penalizzare le attività stagionali.

 

Ma per farlo servono risorse ingenti. I 20 miliardi stimati a Natale non bastano. Non solo, anche se passasse la rottamazione delle cartelle, questa purtroppo coprirebbe la situazione pregressa. A giugno le aziende non avranno soldi per pagare le tasse, uno step antecedente all' emissione di una cartella. E questo è il vero tema da risolvere. Così come l' altro grande errore di valutazione commesso a partire da marzo 2020. In Germania gli indennizzi tengono conto del mancato fatturato.

DOMENICO SINISCALCO

 

Non dei risultati dell' azienda. In pratica, Berlino eroga veri e propri ristori come farebbe una assicurazione, non indennizzi forfettari. Una enorme differenza che si sentirà al momento della ripartenza. Là sarà un pronti e via. Qui conteremo le aziende morte. Senza contare il divieto di licenziamenti in atto fino al 31 marzo sul quale il governo lancia solo pessimi messaggi, lasciando trasparire idee estremamente confuse. La trattativa in corso sul Recovery plan sebbene avvenga per motivi di mera politica politicante sta però spostando le risorse dai sussidi agli investimenti. E ciò è un buon segno.

 

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

All' interno del turbinio del rimpasto c' è anche chi nota il possibile cambio di passo. Nonostante Gualtieri sembri l' argine contro le richieste più hard, c' è una fetta del Pd che sarebbe pronta a dargli il ben servito. Nelle scorse ore è stato sondato l' ex ministro delle Finanze di Silvio Berlusconi, Domenico Siniscalco. Avrebbe il pregio agli occhi del Pd (la fetta avversa a Conte) di avvicinare Forza Italia all' esecutivo e di superare la mentalità dei sussidi statalisti che regna con Gualtieri e i 5 stelle. Certo il Conte ter e Massimo D' Alema non accetterebbero mai un cambio di guardia al Mef.

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...