mario draghi

ITALIA SOTTOSOPRA CON DRAGHI CHE DA IMMARCESCIBILE BANCHIERE SI STA DIMOSTRANDO QUANTO DI PIÙ LONTANO DALL’ESSERE UNO STATISTA CHE HA A CUORE IL SUO DISGRAZIATO PAESE - VUOLE IL QUIRINALE. ALTRIMENTI, SE DEVE RESTARE A FARE IL DOMATORE A PALAZZO CHIGI, PONE CONDIZIONI E PALETTI MOLTO DIFFICILI DA OTTENERE DALL’AMMUCCHIATA GOVERNATIVA. E SENZA IL GRANDE GESUITA A PALAZZO CHIGI, IL GOVERNO DUREREBBE LO SPAZIO DI UN MATTINO - SENZA GOVERNO, CON I PARTITI IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE, CHE FINE FAREBBE IL PNRR?

DAGOREPORT

 

draghi letta

Rino Formica ha messo il dito nella piaga: “Per il capo dello stato rischiamo un’elezione tombola”. Fra 20 giorni avrà inizio la ‘’tombolata’’ del Quirinale e nessun partito dell’alleanza di governo ha deciso quale “cartella” scegliere. 

 

A partire dal Partito Democratico che vede il suo segretario Enrico Letta straziato dall’autocandidatura al Colle di Mariopio. Il pensiero del Soldatino dell’Establishment ricalca ciò ha scritto Bill Emmott, sul ‘’Financial Times’’, “In un mondo perfetto Mario Draghi dovrebbe rimanere primo ministro per tutto il periodo di attuazione del Pnrr”. 

 

ENRICO LETTA PARLA DI DRAGHI A PORTA A PORTA

Ma se questo “risultato perfetto è irrealizzabile”, allora è giusto “perseguire la migliore soluzione imperfetta, cioè che Draghi sia eletto presidente della Repubblica dal Parlamento italiano a fine gennaio e che supervisioni questo processo come capo dello stato nei prossimi sette anni”. 

 

Insomma, il ritornello che Enrichetto ripete ai suoi: “Non possiamo permetterci l’uscita di Mario Draghi dalla scena politico-istituzionale. Conviene tanto all’Italia quanto all’Europa avere Draghi per sette anni al Quirinale piuttosto che lasci Palazzo Chigi e ritorni al paesello di Città della Pieve’’. 

 

Governo Draghi

Ma c’è un problemino grosso come Palazzo Chigi: una volta che Nonno Mario prende il posto di Mattarella, chi può reggere come premier un’allegra alleanza di governo che va dalla Lega ai 5Stelle, passando per Forza Italia e LeU? Un tecnico come il mite Daniele Franco che a suo tempo Conte e grillonzi cacciarono da capo del Mef? 

 

E poi: “Alexa” Franco quali capacità ha di essere autorevole con i leader italiani e credibile in campo internazionale? Infine, ammettiamolo: una democrazia parlamentare fondata sui partiti si può permettere di avere due tecnici a capo dello Stato e alla presidenza del Consiglio?

 

MASSIMO DALEMA ENRICO LETTA

Di qui, ha avuto buon gioco lo “sfaccismo” anti-Draghi di Minimo D’Alema (“sospensione della democrazia” subordinata alla “grande finanza internazionale”) contro il sotti-Letta accucciato sotto la cappella di Mariopio. Baffino sa bene che metà Pd (ex renziani, Franceschini, Orlando) è favorevole che Draghi resti premier, ben consapevole che senza il Grande Gesuita a Palazzo Chigi, il governo durerebbe lo spazio di un mattino. 

salvini conte

 

Il primo ad andarsene sarebbe Salvini, stanco di perdere consensi rispetto alla Gigiona Meloni. Il secondo sarebbe il Movimento 5 Stelle, ormai finito definitivamente oltre il caos: Conte aveva fatto appello a votare una donna ma ieri sera è stato prontamente commissariato dai gruppi parlamentari grillini che vogliono il Mattarella bis (quindi giammai Draghi). A questo punto, ennesima giravolta di Conte che tramite il suo pulcino Gubitosa, dice che la prima scelta è Mattarella. Un vero casino a 5 Stelle…

 

mario draghi ursula von der leyen

Altro “problemino” grande come l’Europa. Senza un governo in carica, con i partiti in piena campagna elettorale con urne aperte a settembre 2022 (quando per i peones scatterà il vitalizio), che fine farebbe il Pnrr? Saremmo affidabili al cospetto di fondi di investimento che scommettono sulla tenuta dell'Italia sul piano finanziario? 

 

Finora, con il governo d’emergenza guidato da Draghi, abbiamo incassato l’outlook stabile delle società di rating (Fitch e S&P) e la prima rata da 25 miliardi sui 209 previsti: ma se tutto finisce rissosamente in campagna elettorale, è poco ma sicuro che l’Unione Europea ci fa vedere la seconda rata del Pnrr in fotografia. Un quadro bruttissimo per l’economia del Paese. 

 

SILVIO BERLUSCONI E MARTA FASCINA

Aggiungere le fregole via catetere di Berlusconi a caccia di un ‘’pennacchio’’ per chiudere la sua rocambolesca carriera politica d’affari. L’ex satrapo del Bunga Bunga mira a fare due votazioni sul suo nome con i voti del centrodestra, prendere 300 inutili voti e mollare lanciando un candidato al centrosinistra. 

 

Intanto il Cai-nano dimentica che un 40% di parlamentari di Forza Italia non lo voterebbe poiché sanno di non essere eletti. Idem con patate, nella Lega. Da parte sua, Renzi dice Berlusconi ma sa bene che il 50% di Italia Viva (la “sinistra” di Rosato, Migliore, Faraone) lavorano per spingere Draghi al Colle e portare un “amico” a Palazzo Chigi.

House of Crucci - Berlusconi, Meloni, Salvini, Renzi, Mattarella

 

Uno scenario che più cupo non si può con un Draghi che da immarcescibile banchiere si sta dimostrando quanto di più lontano dall’essere uno Statista che a cuore il suo disgraziato paese. Vuole il Quirinale. Altrimenti, se deve restare a fare il domatore a Palazzo Chigi, pone condizioni e paletti molto, molto difficile da ottenere dall’ammucchiata governativa. 

 

Negli incontri che ha avuto negli ultimi giorni con Salvini e Letta ha fatto presente che per continuare il viaggio fino al termine della legislatura, marzo 2023, non basta più un governo d’emergenza ma ha bisogno di un esecutivo con un programma ben definito, inchiavardato su almeno 5 punti importanti, a partire dal Pnrr.

 

MARIO DRAGHI

E tale accordo di programma tra i partiti, ha aggiunto, deve avvenire entro gennaio, prima del voto per il nuovo capo dello Stato. Diversamente, ha concluso Draghi, ben sapendo che un impegno dei partiti per sostenere un programma ben definito è al limite dell’impossibile con le elezioni alle porte, sono dell’idea di non restare alla guida del governo. A questo punto è la notte (della Repubblica).

Ultimi Dagoreport

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)