kamala harris 1

KAMALA HARRIS, UNA BOLDRINI D'OLTREOCEANO - LA VICEPRESIDENTE IN QUOTA OBAMA È SEMPRE PIÙ NEI CASINI, NON SOLO PER LA GESTIONE DELLA CRISI MIGRATORIA - E' ATTACCATA  DAL SUO STAFF: I COLLABORATORI DENUNCIANO UN AMBIENTE DI LAVORO CONFLITTUALE E UN CLIMA IRRESPIRABILE, COLPA SOPRATTUTTO DI TINA FLOURNOY, DIVENATA SUO BRACCIO DESTRO - E SAREBBE QUESTA LA CANDIDATA FORTE DEI DEM PER IL 2024?

Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera

 

kamala harris e tina flournoy

A desso è partita l'operazione salvataggio della Casa Bianca: mentre Ron Klain, capo di gabinetto di Joe Biden, elogia Kamala Harris e il suo team, scende in campo perfino un ex presidente, Bill Clinton, che fa un ritratto straordinariamente positivo di Tina Flournoy, la donna divenuta braccio destro della vicepresidente degli Stati Uniti dopo una lunga carriera politica nel partito democratico iniziata negli anni Novanta proprio nella Casa Bianca di Clinton della quale fu capo dello staff.

 

tina flournoy

Ma il caso che sta scuotendo l'ufficio di Harris non è chiuso, dopo la rivolta anonima di diversi membri della squadra dei collaboratori che, intervistati dal sito Politico.com , hanno parlato di un ambiente di lavoro conflittuale e disorganizzato, di un clima irrespirabile.

 

kamala harris doppia mascherina

Sono in molti a notare che le cose non devono proprio filare lisce se, a pochi mesi dall'insediamento della nuova amministrazione, Harris è già stata abbandonata da due dei suoi collaboratori più stretti, mentre si è dimesso anche il direttore delle attività digitali.

 

kamala harris

E qualcuno ricorda che non è la prima volta che Kamala appare poco efficace sul piano organizzativo: due anni fa anche il team della sua campagna elettorale per le presidenziali si sfasciò prima ancora dell'inizio delle primarie tra dispute, accuse di maltrattamenti e l'imprevisto, rapido esaurimento dei fondi elettorali, probabilmente spesi male.

 

kamala harris a el paso 2

L'anno scorso è stata poi recuperata da Biden, che l'ha inserita nel suo ticket presidenziale. Piove, insomma, sul bagnato per la vicepresidente, attaccata da destra e da sinistra per come sta gestendo l'emergenza immigrati clandestini (il compito, oggettivamente proibitivo, affidatole da Biden): dal viaggio in Messico e Guatemala (la destra la accusa di essere poco efficace, la sinistra critica l'invito a tornarsene a casa da lei rivolto ai migranti del Centro America) alla sua recente missione in Texas, al confine di El Paso.

 

kamala harris a el paso 5

Una visita che sarebbe stata decisa troppo tardi (94 giorni dopo la nomina di Kamala a «zar» dell'immigrazione) e forse solo per non farsi scavalcare da Donald Trump, andato anche lui in Texas pochi giorni dopo. Quel viaggio è stato anche il detonatore dello scontro nel team della vicepresidente.

 

kamala harris a el paso 6

Secondo Politico.com a pochi giorni dal viaggio nessuno, nemmeno chi doveva organizzarlo, sapeva che lei sarebbe andata a El Paso. Una decisione criticata da molti perché, scegliendo il punto di frontiera più tranquillo anziché quelli più problematici come i centri di raccolta di McAllen o di Tucson, in Arizona, Harris ha dato la sensazione di fare una parata mediatica più che una missione davvero operativa.

 

kamala harris 1

I 22 assistenti ed ex assistenti della vicepresidente intervistati da Politico.com attribuiscono disastri organizzativi e tensioni a Tina Flournoy che, con l'intenzione di proteggerla, avrebbe isolato la vicepresidente e reso difficili le comunicazioni. Poi, quando qualcosa va storto, Flournoy sarebbe sempre pronta a scaricare tutte le responsabilità su qualche subordinato.

 

symone sanders e joe biden

Symone Sanders, la portavoce della Harris, difende Flournoy e rivendica la sua gestione «muscolare»: «Noi non stiamo certo qui a disegnare arcobaleni e coniglietti tutto il giorno», mentre «per noi donne nere è sempre tutto più difficile».

 

symone sanders

C'è sicuramente del vero in queste difese, anche perché alla Harris sono stati dati molti compiti impegnativi (oltre all'immigrazione anche la difesa dei diritti elettorali, lo Spazio, le reti digitali e il lavoro) e la sua squadra, a differenza di quella di Biden, è piccola e con poca gente esperta.

 

kamala harris a el paso 3

Ma è chiaro che dietro gli attacchi c'è anche il malessere di alcuni ambienti democratici convinti che Harris non riuscirebbe a mettere insieme una coalizione elettorale ampia come quella costruita da Biden, qualora il presidente non ce la facesse a ricandidarsi nel 2024.

kamala harris a el paso 7kamala harris a el paso 1kamala harris 3joe biden in congresso con kamala harris e nancy pelosikamala harris si allena sulle scale del lincoln memorial 2COPERTINA OGGI 28 GENNAIO 2021kamala harrisjoe biden kamala harris. kamala harris e doug emhoffkamala harriskamala harris 6kamala harris 7kamala harris 5kamala harris 1kamala harris 4kamala harris 2kamala harris joe bidenkamala harris 8kamala harris 9kamala harris giovane 5lindsey boylan con kamala harris kamala harris giovanekamala harris voguejoe biden e kamala harrisJOE BIDEN E KAMALA HARRIS PERSONA DELL ANNO DI TIMEkamala harriskamala harrisdouglas emhoff e kamala harris KAMALA HARRIS GIURA COME VICEPRESIDENTEkamala harris saluta jennifer lopez kamala harris voguekamala harris e doug emhofffotomontaggio di kamala harris che fuma uno spinello kamala harris giovane 3Kamala Harriskamala harris e il vaccino contro il coronavirus kamala harris a el paso 4

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?