usa cina guerra commerciale dazi tech xi jinping donald trump

UN LADRO-CINO VERO E PROPRIO - PECHINO A CACCIA DI SEGRETI MILITARI USA (F35 INCLUSI). IL REPORT CHOC DI HARVARD CHE PARLA NEL MIGLIORE DEI CASI DI 300 MILIARDI DI DOLLARI L'ANNO IN FURTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE, NEL PEGGIORE DI 540 - LO SCIPPO PERMETTE ALLA CINA DI SVILUPPARE CLONI DI ALCUNI DEI PIÙ FONDAMENTALI SISTEMI DI ARMI DEGLI STATI UNITI, INCLUSI GLI F-22 RAPTOR DI LOCKHEED MARTIN E I JOINT STRIKE FIGHTERS F-35

 

Francesco Bechis per www.formiche.net

 

 

 

Nel migliore dei casi, 300 miliardi di dollari all’anno. Nel peggiore, 540 miliardi. A tanto ammonta il conto del furto di proprietà intellettuale da parte del governo cinese verso gli Stati Uniti. È un nuovo report del Belfer Center di Harvard a snocciolare i numeri di quello che il segretario della Difesa Usa Mark Esper ha di recente definito “il più grande furto di proprietà intellettuale della storia dell’umanità”.

donald trump xi jinping

 

IL FURTO-RECORD DI DATI

 

“Le attività di cyber-spionaggio della Cina rappresentano una minaccia significativa per l’esercito degli Stati Uniti e la solidità e sicurezza della nazione – esordisce il tenente colonnello Jefrrey B. Jones – i contractors della Difesa, gli istituti di ricerca e le università stanno fallendo nel compito di mettere in sicurezza i loro network, permettendo alla Cina di rubare ricerca e sviluppo riguardanti alcune delle più importanti tecnologie militari americane. Questo furto complessivo rappresenta perdite per gli Stati Uniti di centinaia di miliardi di dollari annui”.

 

F35 IN ADDESTRAMENTO COREA

Un report del 2013 di Verizon tracciava un bilancio netto: “La Cina è responsabile di più del 90% delle attività cibernetiche conosciute negli Stati Uniti”. Sono passati sette anni, e quel bilancio è rimasto invariato, spiega lo studio di Harvard. Una sola pausa, nel 2015, con un accordo bilaterale Usa-Cina per siglare una tregua. Oggi le incursioni cinesi sono tornate “ai livelli precedenti l’accordo”.

 

Lo spionaggio è l’abc per qualsiasi Stato, democratico e non, è la premessa del rapporto. Ma il furto di proprietà intellettuale cinese è sistemico, imponente, e senza paragoni.

F35 IN COREA

 

DIFESA NEL MIRINO

 

Un esempio pratico? Il settore della Difesa, vero campo di battaglia negli investimenti di ricerca e sviluppo fra Cina e Usa. Negli ultimi anni, si legge nel report, il governo cinese si è reso protagonista di “uno sforzo concertato” per “rubare e ottenere un equilibrio competitivo con gli Stati Uniti”. “Sulla base di informazioni pubbliche, sappiamo che la Cina non solo sta rubando informazioni sensibili sulla Difesa, ma le sta condividendo con la sua industria della Difesa per incorporare ricerca e sviluppo nella prossima generazione di piattaforme belliche”.

 

COSÌ LA CINA COPIA GLI F-35

 

la cina e gli hacker 1

Il furto “sta permettendo alla Cina di sviluppare cloni di alcuni dei più fondamentali sistemi di armi degli Stati Uniti, inclusi gli F-22 Raptor di Lockheed Martin e i Joint Strike Fighters F-35”. Uno sguardo attento ai “gioielli” della Difesa cinese rivela una visione familiare. “I J-20 cinesi (aereo da caccia stealth di quinta generazione, ndr) sembrano la copia carbone del jet americano F-22” scrive Jones. E ancora, “il design dei J-31 è terribilmente simile a quello degli F-35 e F-22”. Gli F-35, i jet che anche il governo italiano ha acquistato, hanno “ispirato” più di un’invenzione made in China. Anche se “la Cina sta avendo difficoltà a incorporare le informazioni sottratte in una piattaforma unita che sia in grado di performare al livello degli F-35”.

 

Non si scopre oggi lo spionaggio del governo cinese. Tra i casi più celebri, uno risale a quattro anni fa. Su Bin, cittadino cinese, si è dichiarato colpevole di fronte a una corte federale americana di aver penetrato i network informatici del Pentagono sottraendo informazioni su C-17, F-22 e F-35 per poi darle al governo cinese. Anzi, per la precisione, per consegnare “220 megabyte di dati” al Secondo dipartimento del quartier generale del Comando generale dell’Esercito di liberazione del popolo cinese.

 

CHI DIRIGE LE OPERAZIONI

la cina e gli hacker

 

Il report di Harvard spiega nei dettagli chi c’è dietro le quinte delle operazioni di furto cyber. Ne emerge un impressionante coordinamento istituzionale. “Le capacità di intelligence si dividono fra tre entità primarie – si legge nello studio. Ovvero il Ministero della Sicurezza di Stato (Mss), che “conduce attività di intelligence in Cina”, e l’esercito di liberazione del popolo (Pla). Entrambi “reclutano regolarmente cittadini cinesi per viaggiare negli Stati Uniti, aumentare la loro attività di intelligence e permettere il posizionamento e l’accesso alle informazioni”. Chiude il cerchio il Terzo dipartimento del Pla, il Gsd (General staff department”. Non è facile rintracciare le unità cyber del Pla, ma nemmeno impossibile. Ci è riuscita nel 2013 la società americana di cybersecurity Mandiant, risalendo all’Unità 61398 tramite le telecamere installate sui pc degli hacker cinesi. Secondo il report, l’unità “è localizzata a Datong Road 208 nell’area di New Pudong a Shanghai”, in un edificio di “130.663 metri quadri” con “circa 2000 persone”.

 

IL DILEMMA: DENUNCIARE O NO?

 

Per chi deve monitorare le intrusioni cibernetiche e limitarne i danni si pone un problema di fondo: è bene renderle pubbliche, o farlo espone ad altri rischi? È un dilemma di difficile risoluzione, spiega il report. “La portata dello spionaggio cyber cinese è probabilmente molto più grave di quanto i media e i rappresentanti dell’industria rivelino. Data la sua natura clandestina, alcune intrusioni cyber potrebbero finire inosservate. Per di più, il danno che una intrusione può causare alla reputazione di un’organizzazione e alla sua postura pubblica spinge spesso le aziende a non rivelare una falla”.

 

xi jinping

Non solo i privati, anche i governi possono esitare a farlo. Dopotutto, c’è il rischio che “un annuncio possa mettere a repentaglio le fonti e i metodi usati per determinare se e come l’avversario è penetrato nel sistema”. In America si discute anche di un’altra possibilità: permettere all’intruso di entrare, studiarne le mosse in silenzio. “Questa tecnica dell’ “overwatch” permette ai tecnici di puntualizzare falle del sistema e li aiuta a sviluppare contro-misure per prevenirne di nuove in futuro”.

 

COME CONTRATTACCARE

 

Lo studio dell’università americana propone 5 soluzioni per limitare il cyber-furto cinese. La prima richiede un piccolo strappo alla Costituzione, e al Quarto emendamento: permettere al Pentagono di “offrire protezione ai network privati”.

 

Oggi, sentenzia, “l’industria privata è o incapace, o non interessata, a confrontare la minaccia di spionaggio cyber”. Fra le altre, Harvard chiede di permettere alle aziende americane di “hack back”, contrattaccare. Un’attività rischiosa, che deve essere “attentamente” regolata dal governo. E poi ancora “creare incentivi finanziari per la cybersecurity”, con fondi ad-hoc per le start-up. Migliorare la persecuzione penale dei cyber-crimini, “semplicemente dando inizio a più processi”, troppo spesso congelati in partenza per problemi di attribuzione del crimine alle organizzazioni criminali.

donald trump iphone 1

 

Per ultima, l’“offuscazione dei dati”. “Se accettiamo che è quasi impossibile prevenire intrusioni, perché non rendere più difficile all’avversario trovare cosa sta cercando quando entra nel sistema?”. Criptare i propri dati è un’operazione rischiosa e costosa, ma anche l’unico modo per impedire agli intrusi di “accedere ai dati una volta dentro”.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...