lamorgese salvini

LAMORGESE COME SALVINI? IL PIANO DELLA MINISTRA DEGLI INTERNI DI PUNIRE CON IL CARCERE I PICCOLI SPACCIATORI - PER RICCARDO MAGI (RADICALI PIÙ EUROPA) LA POSIZIONE DELLA RESPONSABILE DEL VIMINALE “È A DIR POCO ALLARMANTE, PERICOLOSAMENTE AFFINE ALLA PROPOSTA DELLA LEGA” - LO SPACCIO “È LA CAUSA PRINCIPALE DELL'INGRESSO NELLE CARCERI ITALIANE. AUMENTARE ANCORA LE PENE, DUNQUE, È UN'AUTENTICA FOLLIA”

Da “la Stampa”

lamorgese salvini

 

Sì, no, nì. La proposta della ministra degli Interni Luciana Lamorgese divide politici, sindacalisti della polizia e preti di frontiera. Per l' onorevole Riccardo Magi, di Radicali più Europa, la posizione della responsabile del Viminale «è a dir poco allarmante, pericolosamente affine alla proposta della Lega».

 

Lamorgese come Salvini?

Secondo Magi «si corre davvero il rischio perché si sta esasperando la situazione. Mentre occorre invece rendersi conto che il Testo unico sulle droghe non ha minimamente contribuito a scalfire il mondo della criminalità, ma ha solo rovinato giovani vite. La stretta attuata sulle droghe finora ha fallito il suo compito, il fenomeno va analizzato nel suo complesso più ampio e articolato.

 

La decisione della Lamorgese di inasprire ulteriormente le misure contro chi spaccia modiche quantità peggiorerà ulteriormente la realtà». Tanto più che, come ricorda l' esponente di Radicali più Europa, lo spaccio «è la causa principale dell' ingresso nelle carceri italiane. Aumentare ancora le pene, dunque, è un' autentica follia».

luciana lamorgese

 

Fin qui le valutazioni nel merito. Ma ad indispettire l' onorevole Magi c' è anche una questione di opportunità politica, in quanto alla Commissione giustizia è in corso una discussione su una proposta di legge che va esattamente nella direzione opposta.

 

«Io sono il primo firmatario e sostengo che le pene per chi spaccia piccole quantità vadano diminuite, anche perché spesso riguardano persone che in realtà sono consumatori o a cavallo tra il consumo e lo spaccio. La mia proposta di legge prevede inoltre la possibilità di non punire chi coltiva in casa droghe leggere per uso personale». Al fianco della ministra dell' Interno si schiera, invece, Romano Felice, segretario del sindacato unitario di polizia Siulp (primo per numero di iscritti).

salvini assalto al campidoglio

 

«Ben vengano iniziative di questo genere - esordisce- perché noi siamo a favore della certezza della pena. Anche perché, nonostante i reati diminuiscano e gli arresti crescano, la gente ha spesso una sensazione di insicurezza.

 

Proprio perché spesso la pena non è garantita. Punire con la detenzione in carcere coloro che sono recidivi nello spaccio di modiche quantità è quindi importante».

 

Ma c' è un ma e riguarda i reati contro le forze dell' ordine: «Se si inaspriscono le pene per gli spacciatori, bisogna farlo anche per coloro che si macchiano di oltraggio e aggressione agli agenti di polizia. Altrimenti mi sorge un dubbio e cioè: in base a quali sensibilità si concedono delle deroghe alle leggi?».

 

riccardo magi

A sostegno della certezza della pena, preferendo però quelle alternative al carcere, scende in campo anche Don Aldo Buonaiuto, sacerdote in prima linea contro le dipendenze, della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi. Proprio ieri ha accolto, in provincia di Ancona, la ministra Lamorgese e il capo della polizia Franco Gabrielli in una casa protetta per le vittime della tratta a scopo di prostituzione.

«La pena va garantita - precisa - , ma non in prigione. Noi auspichiamo misure alternative nelle comunità rieducative.

 

Perché l' obiettivo è quello di riabilitare chi ha sbagliato. Il provvedimento deve essere proporzionato al tipo di reato e per lo spaccio di modiche quantità il carcere è troppo. Ci sarebbero a disposizione 10 mila posti nelle residenze alternative, ma purtroppo mancano i soldi per avviare il piano».

salvini assalto al campidoglioRICCARDO MAGILUCIANA LAMORGESE

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