laschet

LASCHET, OGNI LASCIATA E' PERSA – IN GERMANIA IL CANDIDATO DELLA CDU A CANCELLIERE PER RISALIRE NEI SONDAGGI SI INVENTA UNA MOSSA ALLA TRUMP E PUBBLICA IL “PIANO D’AZIONE” DEI 100 GIORNI. "SICUREZZA E ORDINE" LE PAROLE CHIAVE, PER FERMARE L’EMORRAGIA DI VOTI CONSERVATORI. MA LA STRADA È IN SALITA E SCHOLZ È SEMPRE PIÙ INSIDIOSO: IL MINISTRO DELLE FINANZE E CANDIDATO DELLA SPD, STA FACENDO INCETTA DI VOTI CENTRISTI CON UNA SEMPLICE RICETTA: IMITARE MERKEL...

Francesco Bechis per formiche.net

 

 

angela merkel armin laschet al bundestag

Parola d’ordine: sicurezza. Armin Laschet si gioca l’ultima carta per diventare cancelliere: vestire i panni dell’uomo forte. A due settimane dal voto, il candidato della Cdu per succedere ad Angela Merkel naviga in acque agitate.

 

Per un partito abituato a governare da quattro elezioni consecutive, aggrapparsi al 20%, qui viene fotografata la coalizione con la Csu dall’ultimo sondaggio di Insa, è già una sconfitta. Ma in una corsa combattuta fino all’ultimo con i Verdi e la Spd è il rettilineo finale a fare la differenza.

 

angela merkel armin laschet al bundestag

Laschet, governatore della Renania Settentrionale-Vestfalia e presidente del partito da gennaio scorso, ha provato a mettere il turbo. Reduce da una sconfitta nel secondo dibattito televisivo su tre questa domenica, prova a contrattaccare lanciando il “Piano d’azione dei cento giorni”. Un programma di pochi punti che di fatto riassume il documento presentato dai democristiani a giugno.

 

Famiglie, clima, infrastrutture, tasse, sicurezza. Ma soprattutto sicurezza: il nuovo manifesto Laschet è un inno al law and order di trumpiana memoria. Per tamponare l’emorragia dei voti conservatori la Cdu tenta la virata finale. Ecco allora spuntare nel programma 2.0 tre proposte. L’installazione di mille telecamere nelle stazioni ferroviarie ogni anno. Una sentenza di condanna minima di sei mesi per qualsiasi aggressione a un ufficiale di polizia. Per chiudere, un “Consiglio di sicurezza nazionale” all’interno della cancelleria, sul modello Usa, per “coordinare la politica estera ed economica”.

angela merkel armin laschet al bundestag 2

 

Si tenta di tutto, pur di evitare ciò che ormai sembra inevitabile. Olaf Scholz, ministro delle Finanze e candidato della Spd, sta facendo incetta di voti centristi e conservatori, con una semplice ricetta: imitare Merkel. Calmo, pragmatico, quasi mai polemico, si propone come il nuovo volto della stabilità che i tedeschi hanno premiato per vent’anni di fila. Non fa gaffes, quelle che invece Laschet ha collezionato in massa negli ultimi mesi: indimenticabili i risolini di fronte al presidente Frank-Walter Steinmeier intento a celebrare la morte di 180 persone per la devastante alluvione nella sua Renania Settentrionale-Vestfalia.

 

Se non fosse per un’inchiesta per corruzione e riciclaggio contro il ministero di Scholz, che rischia di sottrarre al candidato socialdemocratico il primato nei sondaggi, Laschet avrebbe davvero di cui temere. Di qui lo sprint finale, nel tentativo di ribaltare i pronostici. Una vera specialità per il democristiano di Aachen: quattro anni fa, arrancando a poche settimane dal voto per il governatorato, riuscì a mettere il turbo giocando gli stessi assi nella manica, sicurezza e immigrazione. Una volta cancelliere, come da governatore, farà suo il “principio di zero tolleranza di fronte al crimine”, ha tuonato venerdì.

dibattito tv laschet baerbock scholz

 

 

Musica per le orecchie, così spera, per quella classe media che, a seconda della provenienza, continua a subire le sirene della Spd e, ad Est, dell’ultradestra targata Afd. È una corsa contro il tempo, e il successore di Merkel ha due settimane per fermare la fuga degli elettori conservatori dalla Cdu. Così si spiegano gli ultimi proiettili sparati in campagna elettorale. “I tagli alle tasse per le piccole e medie imprese” sbandierati nell’ultimo programma. La fede cristiana e cattolica ostentata con orgoglio, la stessa che Merkel ha sempre definito “un compasso morale” per la sua carriera politica.

ARMIN LASCHET

 

Non è detto che basti per ricomporre i cocci di una campagna altalenante e segnata da tanti passi falsi. Nella coalizione i dubbi serpeggiano, i timori anche. Durante il suo ultimo discorso al Bundestag, Merkel ha infine deputato al candidato della Cdu il suo primo, vero endorsement pubblico, Laschet “è esattamente ciò di cui la Germania ha bisogno”. L’appello a sostenere il suo governo “sinonimo di stabilità, affidabilità e moderazione” è stato accolto da una fiumana di fischi.

 

olaf scholz

Anche Markus Soeder, leader della bavarese Csu e già contendente di Laschet per la corsa al cancellierato, si limita a stanche dichiarazioni di facciata. “Se c’è ancora una chance di invertire il trend, allora è questo week end”, ha detto giovedì scorso, prima che Laschet uscisse sconfitto dal secondo dibattito elettorale.

armin laschet armin laschet armin laschet dibattito tv

 

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…