luigi di maio reddito di cittadinanza

LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI! – SICCOME IL REDDITO DI CITTADINANZA È UN MEZZO FLOP, I GRILLINI ORA VOGLIONO RIMODULARLA RIDUCENDO L’ORARIO DI LAVORO IN CAMBIO DI ASSUNZIONI – IN PRATICA I 780 EURO, INVECE DI ESSERE UTILIZZATI PER UN DISOCCUPATO, VERREBBERO DIVISI PER RIDURRE LE TASSE DEI LAVORATORI CHE VOGLIONO AVERE PIÙ TEMPO LIBERO SENZA PERDERE LO STIPENDIO. PUÒ FUNZIONARE?

Marco Ruffolo per “la Repubblica”

 

DI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO

E se il reddito di cittadinanza potesse diventare uno strumento per assumere disoccupati riducendo l' orario dei lavoratori che vogliono più tempo libero? L' idea l' ha lanciata il consigliere regionale dell' Emilia Romagna Piergiovanni Alleva, giurista della sinistra radicale ma soprattutto molto ascoltato dai Cinque Stelle e dal neopresidente dell' Inps, Pasquale Tridico, che non a caso qualche giorno fa se n' è uscito con uno slogan che riecheggia il "lavorare meno, lavorare tutti" degli anni Settanta.

 

Tridico giudica la proposta « interessante » , e Di Maio è molto tentato dal farla propria per dare al reddito di cittadinanza un carattere meno assistenzialistico di quello che ha oggi. Di che cosa si tratta? Immaginiamo che i 780 euro, invece di essere destinati al povero disoccupato, vadano a ridurre le tasse dei dipendenti che vogliono lavorare un giorno in meno a settimana senza perdere il relativo stipendio.

 

piergiovanni alleva

Ogni quattro dipendenti disposti a scendere da 5 a 4 giorni lavorativi, sarà possibile assumere un disoccupato. « Il tutto - spiega Alleva - senza aumentare il monte ore. Finora il reddito di cittadinanza prevede un incentivo per il datore di lavoro che assume, ma se quest' ultimo non ha un maggiore fabbisogno lavorativo, è difficile che aumenti il monte ore. La mia proposta, invece, è esclusivamente redistributiva: a fronte di chi vuole lavorare di meno per avere più tempo libero (penso soprattutto alle donne), c' è chi può cominciare a lavorare togliendosi dalla disoccupazione ( penso ai giovani)».

pasquale tridico 1

 

Già, ma si potrebbe obiettare che raramente programmi di riduzione dell' orario che avrebbero dovuto aumentare i posti di lavoro, hanno centrato l' obiettivo. Le esperienze francesi nell' 81 e nel 2001 hanno dato risultati prossimi allo zero. «Attenzione - risponde Alleva - La mia proposta non è una riduzione coercitiva dell' orario per legge. Ma fa leva su uno strumento del tutto volontario che già esiste ed è previsto dal Jobs Act, anche se è rimasto inapplicato: il contratto di solidarietà espansiva.

 

giuseppe conte e luigi di maio con la card per il reddito di cittadinanza 3

Azienda e sindacato si mettono d' accordo per ridurre l' orario in modo da consentire l' assunzione di un certo numero di disoccupati. Il problema era finora che i lavoratori a orario ridotto avrebbero avuto una decurtazione di stipendio senza compensazioni. Adesso, il reddito di cittadinanza, opportunamente modificato, potrebbe offrire proprio questa compensazione » .

 

Facciamo un esempio. Prendiamo un dipendente che guadagna 1.300 euro netti al mese. Se rinunciasse a lavorare un giorno a settimana, passando da 5 a 4 giorni, vedrebbe ridotto il proprio reddito di un quinto. Quindi guadagnerebbe 260 euro in meno: 1.040.

 

giuseppe conte e luigi di maio con la card per il reddito di cittadinanza 1

A questo punto i 780 euro del reddito di cittadinanza, invece di essere utilizzati per sostenere un disoccupato finché non troverà lavoro ( misura al alto rischio di assistenzialismo), vengono divisi tra quattro dipendenti che desiderano lavorare una giornata in meno. Si ottengono così 195 euro che possono essere utilizzati come bonus Irpef per ciascuno di essi.

 

Mancherebbero da compensare 65 euro per azzerare la perdita di 260, ma qui potrebbero entrare in gioco altre misure incentivanti, a cominciare dal welfare aziendale.

reddito cittadinanza di maio

Troppo facile? Alcuni obiettano che rimarrebbe l' ostacolo principale: i disoccupati che si vorrebbero assumere non hanno le competenze degli occupati che vanno in parte a sostituire. «Già - replica Alleva - ma il disoccupato potrebbe essere assunto come apprendista e inserito in un piano formativo».

 

Difficile fare stime sui posti creati. «Supponendo che 5 milioni di lavoratori, il 40% dei dipendenti a tempo pieno e indeterminato, siano interessati a rinunciare a una giornata a settimana, si potrebbe dare lavoro a più di un milione di disoccupati. Parlo di giornata intera, perché se la riduzione riguardasse un certo numero di ore al giorno - spiega Alleva - il datore di lavoro potrebbe evitare l' assunzione imponendo più straordinari » . Resta da verificare, di fronte a questa idea che si è già tradotta in una proposta di legge, se i lavoratori e soprattutto le lavoratrici desiderose di aderire siano davvero così tante.

giuseppe conte e luigi di maio con la card per il reddito di cittadinanza 2

Secondo l' Istat 1,8 milioni di donne hanno un " part time involontario", vorrebbero lavorare di più ma l' azienda non consente loro di accedere al tempo pieno.

luigi di maio pasquale tridicoluigi di maio pasquale tridico 1piergiovanni allevaluigi di maio e la card per il reddito di cittadinanza 7

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?