soldati italiani in iraq

“L'ITALIA USCIRÀ PIÙ MARGINALE QUINDI MENO SICURA DALLA GUERRA IN UCRAINA” - LUCIO CARACCIOLO: “INDIPENDENTEMENTE DALL'ESITO SUL CAMPO, L'ALLEANZA ATLANTICA SI CONCENTRERÀ SUI QUADRANTI EST E NORD, CON IL MEDITERRANEO SEMPRE PIÙ SCOPERTO. SI CONCRETIZZA SOTTO I NOSTRI OCCHI LA "NATO BALTICA" DI CUI PROFETAVA GIANNI DE MICHELIS NEGLI ANNI NOVANTA. IL NOSTRO FRONTE MARITTIMO NECESSITERÀ MAGGIORE ATTENZIONE NAZIONALE, POICHÉ QUELLA ALLEATA TENDERÀ A ORIENTARSI ALTROVE. E SUL RIARMO DELLA GERMANIA..."

LUCIO CARACCIOLO

Lucio Caracciolo per “la Stampa”

 

L'Italia uscirà più marginale quindi meno sicura dalla guerra in Ucraina. Indipendentemente dall'esito sul campo - che immaginiamo al meglio lunga tregua, certo non vera pace - l'Alleanza Atlantica si concentrerà sui quadranti Est e Nord, con il Mediterraneo sempre più scoperto. Si concretizza sotto i nostri occhi la "Nato baltica" di cui profetava Gianni De Michelis negli anni Novanta.

 

alpini in addestramento in lettonia.

Il nostro fronte marittimo necessiterà perciò di maggiore attenzione nazionale, poiché quella alleata tenderà a orientarsi altrove. Gli Stati Uniti resteranno i grandi registi della Nato, ma con la testa concentrata sulla sfida cinese. La difesa dell'Europa sarà affare anzitutto degli europei. I quali dietro la facciata unitaria procedono in ordine rigorosamente sparso. A guerra in corso. Figuriamoci dopo.

 

Il profilo dello schieramento occidentale post-invasione dell'Ucraina è in via di ridefinizione. Polonia e Romania si profilano da tempo perni avanzati sul fronte orientale. Svezia e Finlandia (neutri pro forma, atlantici di fatto, presto forse di diritto) accompagneranno i baltici ex sovietici nel primo controllo della frontiera settentrionale della Russia. E la Germania riarmata in grande si affermerà potenza centrale nel contenimento di Mosca.

alpini in addestramento in lettonia

 

Lo schieramento americano in Europa potrebbe superare i 100 mila uomini. Avanzati di centinaia di chilometri verso est rispetto alle basi attuali. Con forse un Joint Force Command atlantico in Polonia, oltre ai tre attuali in Olanda (Brunssum), Italia (Napoli) e Stati Uniti (Norfolk). Fors' anche uno scudo missilistico in grado di abbattere gli ipersonici russi, al quale stanno lavorando i tedeschi. Il cancelliere Scholz ha inviato una missione in Israele per valutare l'applicabilità del sistema Iron Dome alla Germania. Non risulta abbia consultato i partner Nato per un progetto che, se realistico, dovrebbe coinvolgere l'Alleanza intera.

 

soldati italiani libano 5

Di sicuro, e di assai rilevante, c'è per ora il colossale riarmo tedesco. I 102 miliardi assegnati da Scholz alle Forze armate, con la promessa di spendere almeno il 2% del pil per la difesa negli anni a venire, fanno della Bundesrepublik la terza nazione al mondo per spese militari. Si è scatenata la competizione fra le industrie nazionali del settore - quarto conglomerato su scala planetaria.

 

SOLDATI ITALIANI IN IRAQ

Alcune delle quali stanno rifornendo direttamente gli ucraini visto che Berlino non si affretta a inviare armamenti a Kiev, anche perché ha i magazzini semivuoti. Il capo della Bundeswehr, generale Zorn, si agita per impedire che il super-fondo finisca in spese per il personale o in attività collaterali (cooperazione compresa). I carri armati, dichiarati più volte obsoleti nel loro primo secolo di servizio, tornano di moda.

 

SOLDATI ITALIANI IN IRAQ

Rinforzi materiali a parte, la Germania ha avviato per la prima volta dalla seconda guerra mondiale un disinibito dibattito strategico, che investe una delle società più paciose dell'Occidente. Reduce fra l'altro dalla narcosi merkeliana, il cui effetto pare scaduto. Impressionante il quasi totale silenzio italiano sulla svolta di Scholz. Neanche cotanto riarmo tedesco, che fa della Germania finalmente una potenza a tutto tondo, fosse episodio minore.

 

soldati italiani in Libano

Dopo le chiacchiere sulla difesa europea, quando si passa ai fatti noi guardiamo altrove. A meno di non considerare seria la discussione nostrana sul futuro aumento delle spese per la difesa, un misto di aspirazioni e promesse senza alcuna sostanza strategica alle spalle, più tocco moralistico. Notevole eccezione, Romano Prodi. L'ex premier promuove l'idea di una "cooperazione rafforzata" per la difesa fra Italia, Germania, Francia e Spagna, cui potrebbero aderire un'altra decina di paesi.

 

Il che, conti e carte geografiche alla mano, significa dividere la Ue fra centro-occidentali, con i quattro capofila, e centro-orientali, con i polacchi a tirare un plotone per ora inferiore ma sul quale gli americani puntano molto. Domanda chiave: agli Stati Uniti andrebbe bene tale bipartizione? Se sì, come pare, vuol dire che da Mamma America non possiamo attenderci molto. Non proprio la prospettiva ideale per chi era abituato a sonnecchiare sotto l'ombrello americano. Per noi, un sombrero. Quando si tratta di vita o di morte chi si addormenta è perduto.

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)