luca zaia

“ALTRO CHE 25 MILIARDI, CI VUOLE UNA CURA DA CAVALLO” – LUCA ZAIA ATTACCA TUTTI: “DOVE SONO FINITI I FONDAMENTALISTI DEL TRATTATO DI SCHENGEN? LE FRONTIERE LE HANNO CHIUSE GLI ALTRI, UNO PER UNO. E L’UE DOV’È?” – “NON È IL MOMENTO DELLE POLEMICHE, MA CERTI DECRETI ANDREBBERO SCRITTI CON LE REGIONI” – AVVERTITE CONTE CHE IL GRADIMENTO DEI GOVERNATORI DEL NORD CRESCE CON L'EMERGENZA E LORO, A DIFFERENZA SUA HANNO LEGITTIMAZIONE DIRETTA

 

Marco Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

LUCA ZAIA

«Dove sono finiti i fondamentalisti del trattato di Schengen? Adesso le frontiere le hanno chiuse gli altri, uno per uno. E l' Ue dov' è?». Luca Zaia è amareggiato: «Non c' è regia, non il minimo coordinamento sanitario...». Il governatore veneto è riuscito a arginare il focolaio di Vo' Euganeo ma di certo non ha voglia di sorridere: «Siamo in guerra, e tutti i conteggi si fanno alla fine della guerra».

 

È arrabbiato perché l' Olanda e la Germania hanno fatto sapere che non si parla di aiuti fuori dal Mes?

«Il governo ha stanziato 25 miliardi con il "Cura Italia", ma ci vorrà una seconda fase: quella della cura da cavallo. Va bene che l' Ue ha detto che si deroga al patto di stabilità, ma quello ero lo scenario dei tempi di pace, non quello dei tempi di guerra. O non ci si vuole riconoscere nulla?».

 

Riconoscere?

angela merkel ursula von der leyen

«Mi faccia premettere: io sono europeista. Ma se si perde la solidarietà, è finita davvero. Non vogliamo tenere conto del fatto che i modelli contro la pandemia li abbiamo testati noi come Paese? Prima si studiava Wuhan, ora c' è un modello occidentale a cui guardare e sulla stampa estera ce lo riconoscono tutti i giorni. Quello è stato un aiuto per tutta l' Ue, no? Le nostre indicazioni non serviranno a tutti? Siamo stati in prima fila nell' affrontare l' immigrazione, i trattati in chiave franco-tedesca ci hanno sempre penalizzati, ora il nostro cuore produttivo è in ginocchio e nessuno lo vuole sentire?».

L'ENNESIMA DIRETTA FACEBOOK DI GIUSEPPE CONTE

 

Il governo ha agito bene?

«Non è il momento delle polemiche. Unica cosa, il decreto del presidente del Consiglio lascia la gestione delle deroghe alle prefetture... Insomma, quella del Dpcm non è una chiusura totale. Forse quella è raggiungibile solo in senso astratto, ma è pur vero che, fatte salve le filiere che devono restare aperte, su molti altri fronti c' è parecchia libertà d' interpretazione. E poi, io capisco l' emergenza, non sono un burocrate: ma certi decreti andrebbero scritti con le Regioni, lo dico con spirito di collaborazione.

Sarebbero più incisivi».

 

LUCA ZAIA CON LA MASCHERINA

E la comunità scientifica? Non le è parsa, per così dire, polifonica?

«Penso che la comunità scientifica sia assolutamente autorevole. Però, certo: siamo passati da una semplice influenza a una pandemia, dalla mascherina che non serve a niente alla mascherina che è fondamentale. Oggi, se qualcuno ce lo venisse a chiedere lo possiamo dire: ci vogliono i tamponi, la mascherine e i respiratori meccanici. Eravamo attrezzati? Io penso che nel futuro sempre più noi misureremo le potenze da questo: quanto sono preparati gli Stati ad affrontare emergenze di questo genere? Quanto sono attrezzati i magazzini?».

 

Quanto?

ZAIA E ATTILIO FONTANA

giuseppe conte in diretta facebook

«Veda lei. Peraltro pensi che le mascherine, per esempio, sono produzioni povere e magari diseconomiche. Ma questa è l' industria bellica che fa vincere la guerra al virus. Il punto è: non sapevamo tante cose. Le faccio un esempio: i malati di Covid sono grandi utilizzatori di ossigeno. Al punto che si congelano le tubazioni che lo trasportano. Questo avremmo dovuto sapere, per adeguare gli impianti».

 

il video di cristiano aresu sul farmaco giapponese

Oggi però una buona notizia c' è: l' Aifa ha ammesso, come chiedevate, la sperimentazione del farmaco Avigan.

«Sia chiaro: mai dobbiamo illudere i cittadini. Io però resto un inguaribile ottimista e credo che ogni strada, ogni opportunità, debba essere valutata. L' Avigan sarà la soluzione? Io non lo so, ma questo dubbio non può restare. Ne va della vita delle persone e anche della credibilità del sistema: in tempo di guerra, non ci possono essere 2.300 valutazioni. Dall' Aifa è venuto un bel segnale. E peraltro, noi stiamo testando altri sei farmaci».

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