antony blinken xi jinping cina taiwan

“BLINKEN CI DIFFAMA” – IL DISCORSO DEL SEGRETARIO DI STATO AMERICANO SULLE POLITICHE USA VERSO LA CINA SCATENA LA REAZIONE DI PECHINO: “LE SUE PAROLE MOSTRANO IL DESIDERIO DEGLI USA DI FERMARE LO SVILUPPO DELLA CINA” – AL DI LÀ DEL PASSAGGIO SCONTATO SU TAIWAN, C’È UNA PARTE DEL DISCORSO CHE HA FATTO INFURIARE IL DRAGONE: “LA CINA È VUOLE RIDISEGNARE L’ORDINE INTERNAZIONALE, SOTTO IL PRESIDENTE XI JINPING, IL PARTITO COMUNISTA CINESE È DIVENTATO PIÙ REPRESSIVO IN CASA E PIÙ AGGRESSIVO ALL’ESTERO”

 

 

antony blinken

1 - CINA CONTRO BLINKEN, SUO DISCORSO CI DIFFAMA

(ANSA) - La Cina attacca il discorso tenuto ieri dal segretario di Stato Antony Blinken e dedicato alle politiche Usa verso Pechino perché "ci infanga".

 

Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, nel briefing quotidiano, ha aggiunto che le parole di Blinken "mostrano il desiderio degli Stati Uniti di fermare lo sviluppo della Cina".

 

2 -  USA, BLINKEN: «NO ALLA GUERRA FREDDA CON LA CINA. LA NOSTRA POSIZIONE SU TAIWAN NON CAMBIA»

Michele Morsa per www.open.online

 

esercitazioni militari nel mar cinese

All’indomani del primo viaggio del presidente Joe Biden in Asia – pensato per rafforzare la presenza Usa nel continente in chiave anti Pechino – , il segretario di Stato Antony Blinken ha illustrato la politica americana nei confronti della Cina in un discorso alla George Washington University, sottolineando che la si può riassumere in tre parole: «Investire, allineare e competere. Investire negli Stati Uniti, allinearsi con gli alleati e i partner, competere su un terreno equo».

 

anthony albanese, joe biden, fumio kishida, narendra mod

L’intervento di Blinken arriva a seguito delle dichiarazioni controverse di Joe Biden in merito alla strategia degli Usa in caso di attacco di Taiwan da parte della Cina. Il presidente, rispondendo a una domanda esplicita, aveva detto di essere pronto a intervenire militarmente in difesa dell’isola.

 

«Il nostro approccio su Taiwan è coerente da anni e non è cambiato», ha ribadito Blinken, come già era stato chiarito dallo staff della Casa Bianca e dal Pentagono. «Abbiamo la stessa visione di prima sulla politica della “Cina unica” e ci opponiamo a qualsiasi cambiamento dello status quo. Non sosteniamo l’indipendenza di Taiwan», ha detto, confermando l’«ambiguità strategica» da sempre mantenuta da Washington.

 

No alla guerra fredda

xi jinping

«Gli Stati Uniti non vogliono una guerra fredda», ha precisato Blinken. Anzi, sono «determinati a evitarla». «La Cina è parte integrante dell’economia globale e della nostra abilità di risolvere problemi come il cambiamento climatico e il Covid-19.

 

Diciamolo in modo semplice, gli Stati Uniti e la Cina dovranno avere a che fare gli uni con l’altra per il prossimo futuro», ha detto, sottolineando come sia uno dei rapporti più complessi al mondo in questo momento e la sfida più seria a lungo termine per l’ordine internazionale.

 

«L’ampiezza della sfida posta dalla Cina sarà un test per la democrazia americana», ha dichiarato Blinken, precisando che gli Stati Uniti competeranno «con la Cina per difendere i nostri interessi e costruire la nostra visione del futuro».

 

esercitazioni militari cinesi vicino a taiwan

«Difenderemo i nostri interessi»

«Non vogliamo cercare di bloccare» la Cina nel suo ruolo di potenza maggiore o nel crescere la sua economia e portare avanti gli interessi della sua gente ma, ha aggiunto, «difenderemo e rafforzeremo le leggi internazionali, i principi e le istituzioni che mantengono la pace e la sicurezza, tutelano i diritti degli individui e dei paesi sovrani assicurando che tutti i Paesi coesistano e cooperino».

 

Secondo il segretario, la Cina è «l’unico Paese con l’intento di ridisegnare l’ordine internazionale e, sempre più, con il potere economico, diplomatico, militare e tecnologico per farlo». Ma, «invece che usare il suo potere per rafforzare le leggi, gli accordi, i principi e le istituzioni che hanno consentito il suo successo, la Cina li compromette.

esercito taiwan

 

Sotto il presidente Xi Jinping, il Partito comunista cinese è diventato più repressivo in casa e più aggressivo all’estero». In merito alla guerra in Ucraina, Blinken ha aggiunto che Vladimir Putin «ha fallito nel centrare i suoi obiettivi strategici, non ne ha raggiunto neanche uno».

 

2 - NIENTE GUERRA FREDDA MA TAIWAN… IL DISCORSO DI BLINKEN SULLA CINA

Silvia Bosco per www.formiche.net

 

È attorno all’ordine internazionale, che “dobbiamo difendere e riformare”, che ha ruotato il discorso molto atteso di Antony Blinken, rinviato dopo che il segretario di Stato degli Stati Uniti era risultato positivo al Covid-19 a inizio mese.

 

esercito cinese

Il capo della diplomazia americana ha delineato la politica dell’amministrazione Biden nei confronti della Repubblica popolare cinese parlando ospite dell’Asia Society. “Niente di inedito o di inaspettato” nella strategia ma “una serie di messaggi che rassicureranno gli alleati degli Stati Uniti in Europa e altrove”, ha commentato Noah Barkin, capo della divisione Cina di Rhodium Group e visiting senior fellow del German Marshall Fund.

 

“Un discorso forte”, l’ha definito Brian Hart, fellow del China Power Project presso il Center for Strategic and International Studies. “Niente di sorprendente (come ci si aspettava) ma ha dato il tono giusto e ha strutturato in modo efficace: le nostre principali preoccupazioni per le azioni della Cina; il nostro approccio alla Cina, alla regione e al rinnovamento in patria; aree in cui possiamo/dobbiamo collaborare con Pechino”.

 

videoconferenza joe biden xi jinping antony blinken

Ecco alcuni dei passaggi più rivelanti del discorso di Blinken.

 

La lezione ucraina: “La difesa di Pechino della guerra del presidente [Vladimir] Putin per cancellare la sovranità dell’Ucraina e assicurarsi una sfera di influenza in Europa dovrebbe far suonare un campanello d’allarme per tutti noi che chiamiamo la regione indo-pacifica casa. (…) Questo è un momento importante per il mondo. (…) La diplomazia è vitale”.

 

Ordine globale: “La Cina è l’unico Paese che ha l’intenzione di rimodellare l’ordine internazionale e, sempre più, il potere economico, diplomatico, militare e tecnologico per farlo”.

 

CINA CONTRO TAIWAN - MAPPA

L’impegno diplomatico: “Sono determinato a dare ai nostri diplomatici gli strumenti di cui hanno bisogno per avere successo, anche costruendo una China House al dipartimento di Stato”.

 

Decoupling: “Gli Stati Uniti non vogliono separare l’economia cinese dalla nostra o da quella globale, anche se Pechino, nonostante la sua retorica, sta perseguendo un decoupling asimmetrico, cercando di rendere la Cina meno dipendente dal mondo e il mondo più dipendente dalla Cina”.

 

Affari in Cina: “Crediamo e ci aspettiamo che la comunità imprenditoriale capisca che il prezzo di ammissione al mercato cinese non deve essere il sacrificio dei nostri valori fondamentali o dei nostri vantaggi competitivi e tecnologici a lungo termine”.

guerra usa cina taiwan

 

La reciprocità: “Per troppo tempo, le aziende cinesi hanno goduto di un accesso ai nostri mercati di gran lunga superiore a quello che le nostre aziende hanno in Cina. Questa mancanza di reciprocità è inaccettabile e insostenibile”.

 

Nuova guerra fredda: “Non siamo alla ricerca di un conflitto o di una nuova guerra fredda. Al contrario, siamo determinati a evitare entrambi. Non vogliamo bloccare la Cina dal suo ruolo di grande potenza né impedire alla Cina di far crescere la sua economia o di promuovere gli interessi del suo popolo”.

visita di xi jinping in sri lanka

 

Noi o loro: “Non ci aspettiamo che tutti i Paesi abbiano la nostra stessa valutazione della Cina. Sappiamo che molti Paesi, compresi gli Stati Uniti, hanno legami economici o interpersonali vitali con la Cina che vogliono preservare. Non si tratta di costringere i Paesi a scegliere”·

 

La corsa tecnologica: “Dobbiamo vincere la competizione non solo in termini di sviluppo di nuove tecnologie, ma anche nel plasmare il modo in cui vengono utilizzate nel mondo, in modo che siano radicate in valori democratici e non autoritari”.

 

XI JINPING VLADIMIR PUTIN - VIGNETTA DI GIANNELLI

I cambiamenti climatici: “Il clima non è una questione ideologica. Si tratta di matematica. Non c’è modo di risolvere il cambiamento climatico senza la leadership della Cina, il Paese che produce il 28% delle emissioni globali”

 

Taiwan: “Ci opponiamo a qualsiasi cambiamento unilaterale dello status quo da entrambe le parti. Non sosteniamo l’indipendenza di Taiwan e ci aspettiamo che le differenze tra le due sponde dello Stretto vengano risolte con mezzi pacifici. Continuiamo ad avere un interesse costante per la pace e la stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan”.

usa vs cina

 

Le differenze: “Abbiamo profonde differenze con il Partito comunista cinese e il governo cinese. Ma queste differenze sono tra governi e sistemi, non tra i nostri popoli. Il popolo americano ha un grande rispetto per il popolo cinese”.

 

Al popolo cinese: “Al popolo cinese: competeremo con fiducia, coopereremo dove possibile, contesteremo dove necessario. Non cerchiamo il conflitto. Non c’è motivo per cui le nostre grandi nazioni non possano coesistere pacificamente e condividere e contribuire insieme al progresso umano. Tutto ciò che ho detto oggi si riduce a questo: far progredire il progresso umano, lasciare ai nostri figli un mondo più pacifico, più prospero e più libero”.

kamala harris joe biden antony blinken

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....