carlo calenda gianfranco pasquino

“CALENDA È ASSOLUTAMENTE INAFFIDABILE” – GIANFRANCO PASQUINO SGONFIA QUEL PALLONE GONFIATO DEL “BULLO DA SOLO”: “NON RISPETTA GLI IMPEGNI. È STATO ELETTO NEL PD ALL’EUROPARLAMENTO E NON CI VA MAI.IL TERZO POLO È UN’ACCOZZAGLIA” – INTANTO “YOUTREND” STRONCA L’ALLEANZA CON RENZI: NON HA NESSUNA SPERANZA DI INCIDERE NEI COLLEGI NOMINALI. ANCHE CON IL 10% TORNEREBBERO CONTENDIBILI SOLO UNA VENTINA DI SEGGI…

 

1 - L'ARIA CHE TIRA, PASQUINO CONTRO CALENDA: "INAFFIDABILE E INCOMMENTABILE"

Da www.liberoquotidiano.it

 

GIANFRANCO PASQUINO

Le ambizioni di Carlo Calenda vengono subito ridimensionate. Ospite de L’Aria Che Tira su LA7 nella puntata di venerdì 12 agosto, Gianfranco Pasquino si esprime sull'accordo tra il leader di Azione e Matteo Renzi. "Il Terzo polo è una tigre di carta? - esordisce - Peggio, un’accozzaglia". Per il politologo infatti "il Terzo polo è il Movimento 5 Stelle, questo semmai è un quarto polo che non sta nemmeno al centro. Non so se è una tigre, sarebbe un complimento definirlo così".

 

Insomma, di fronte a Francesco Magnani, Pasquino ci va tutt'altro che leggero. E ancora: "È una piccola accozzaglia tra un europarlamentare che si chiama Calenda eletto nel PD che all’Europarlamento non ci va mai e che si è sbizzarrito variamente anche candidandosi sindaco di Roma".

 

CARLO CALENDA MEME BY IL GRANDE FLAGELLO

Finita qui? Neanche per sogno. Di Calenda infatti Pasquino dice che "è un uomo che non rispetta gli impegni, è assolutamente inaffidabile. Ha anche detto che il suo uomo alla presidenza del Consiglio è Mario Draghi, ma se non vuole, è disponibile a farlo lui! Che tipo di commento si può fare a un’operazione di questo genere? Nessuno!". E lo studio non può che rimanere in silenzio, quasi dando ragione al politologo.

 

2 - YOUTREND GELA TERZO POLO, NON INCIDE IN UNINOMINALI

Flavio Russo per l’ANSA

 

MATTEO RENZI E CARLO CALENDA

L'alleanza di centro tra Azione e Italia Viva potrebbe non cambiare di molto i risultati elettorali nei collegi uninominali all'indomani del voto, secondo i sondaggi. E potrebbe spostare gli equilibri ancora più a vantaggio del centrodestra. E' quanto emerge dalla rilevazione realizzata da YouTrend, in collaborazione con Cattaneo Zanetto & Co., la prima che tiene conto del neonato 'terzo polo'.

 

GIANFRANCO PASQUINO

Secondo lo studio, alla Camera sono 14 i collegi dove oggi il vantaggio del centrodestra sul centrosinistra è inferiore alla percentuale a cui è accreditato il terzo polo: sono concentrati soprattutto nelle grandi città (Roma, Milano, Torino e Genova) e in Toscana. In questi collegi, la spaccatura fra il centrosinistra e il ticket Calenda-Renzi porterebbe acqua al mulino di Meloni, Salvini e Berlusconi, sottraendo, quindi, voti al centro sinistra e creando un divario ancora maggiore tra le due coalizioni.

 

Al Senato, dove i collegi uninominali sono più grandi, sono solo 5 i collegi dove il terzo polo sarebbe decisivo a favore del centrodestra: a Roma, in Toscana e in Romagna. Le stime di YouTrend/Cattaneo Zanetto & Co. mostrano che il centrodestra sembrerebbe ancora favorito per la conquista della maggioranza dei collegi.

IL SIMBOLO DELLA LISTA UNICA AZIONE ITALIA VIVA

 

La situazione attuale vede 114 collegi con una chiara tendenza favorevole al centrodestra alla Camera, sui 147 totali e 57 su 74 al Senato. In una ulteriore simulazione gli istituti si sono chiesti cosa potrebbe accadere nel caso in cui il terzo polo arrivasse a conquistare il 10% totale delle preferenze, erodendo un 4% di consensi tutti dal campo del centrodestra (attualmente i sondaggi pongono il ticket Azione - Iv, tra il 4 e il 6%).

 

Uno scenario, anche questo, che non sconvolgerebbe gli esiti. In questo caso fino a 14 seggi alla Camera e 8 al Senato potrebbero tornare contendibili. A Montecitorio il centrosinistra, avrebbe 3 parlamentari quasi sicuri in più (passando dai 6 attuali ai 9 potenziali) e potrebbe giocarsela con maggiori chances in altri 11, mentre a Palazzo Madama conquisterebbe un solo senatore rispetto alle stime precedenti (da 2 a 3) e aprirebbe la sfida per altri 6 seggi. Un collegio senatoriale in più potrebbe andare, con questo scenario al Sudtiroler Volkspartei. Tornerebbero in bilico soprattutto diversi collegi del Mezzogiorno, oltre che negli hinterland delle grandi città.

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