“CHI È IL SUO SANTO PROTETTORE?” – BELPIETRO SI CUCINA SPERANZA DOPO IL CAOS DEL VACCINO ASTRAZENECA DATO AGLI UNDER 60: “UNA RETROMARCIA CHE RISCHIA DI LASCIARE SCOPERTE OLTRE UN MILIONE DI PERSONE ALLE QUALI NON SI SA PIÙ CHE SECONDA DOSE SOMMINISTRARE. PROPRIO IL FATTO CHE QUALUNQUE GUAIO COMBINI, IL MINISTRO RIMANGA AL SUO POSTO, CI INDUCE A UNA DOMANDA: PERCHÉ DOBBIAMO TENERE A TUTTI I COSTI QUESTO OSCURO BUROCRATE ALLA GUIDA DEL MINISTERO PIÙ IMPORTANTE? C'È FORSE UN SEGRETO INCONFESSABILE?”

Maurizio Belpietro per “La Verità”

 

ROBERTO SPERANZA

Che Roberto Speranza non fosse il ministro adatto a portare fuori l'Italia dalla pandemia lo avevamo capito più di un anno fa. Non soltanto per la clamorosa sottovalutazione del coronavirus nei mesi di gennaio e febbraio, quando ancora l'emergenza non aveva mietuto decine di migliaia di vittime (di lui rimarranno scolpite nella storia le frasi con cui definiva l'Italia prontissima ad affrontare il Covid), ma anche per la gaffe con cui in un libro celebrò la fine dell'epidemia sebbene il peggio dovesse ancora venire. Tralasciamo poi le incertezze dei mesi scorsi, la poca chiarezza sulle cure da applicare in via preventiva, l'errore che ha portato a ritenere Astrazeneca il vaccino più promettente e perfino il tragico abbaglio che ha indotto a delegare gli acquisti del farmaco salvavita alla Ue, con tutti i ritardi che ne sono seguiti.

 

maurizio belpietro direttore del quotidiano la verita (1)

Tuttavia, se dall'anno scorso ci erano note sia la sua impreparazione che la testardaggine nel perseguire scelte sbagliate, mai avremmo pensato che il segretario del piccolo partito di nostalgici del comunismo potesse fare peggio, riuscendo a combinare guai anche ora che, grazie alla rimozione di Domenico Arcuri, la vaccinazione di massa sembrava procedere al meglio. Ci riferiamo al caos provocato prima dalla scelta di inoculare con Astrazeneca tutti, anche gli adolescenti, poi alla decisione di bloccare ogni cosa a seguito della morte di una ragazza di 18 anni.

 

Una retromarcia che rischia di lasciare scoperte oltre un milione di persone che hanno ricevuto la prima dose anche se non hanno sessant' anni, e alle quali ora non si sa più che seconda dose somministrare. Così facendo, Speranza ha precipitato nella confusione diverse regioni, tra le quali Piemonte, Lombardia e Toscana, che sono state costrette a sospendere i richiami in attesa di capire con quali farmaci vaccinare coloro che ora non possono più fare Astrazeneca.

belpietro

 

Anche i bambini ormai sanno che tocca al governo, cioè al ministro, emanare le direttive per difendere la salute dei cittadini, mentre alle Regioni spetta il compito di applicare le disposizioni. Ma se le indicazioni sono confuse, e anzi contraddittorie, il rischio è un caos colossale, perché un milione di persone con meno di sessant' anni si trova nella condizione di non sapere che ne sarà di loro, come, quando e con quale farmaco saranno vaccinate.

 

E dire che i dubbi sugli effetti di Astrazeneca, ma ancor più sulle giovani donne, non sono di ieri. Da mesi si discute proprio di questo, e fior di scienziati avevano messo in guardia dall'uso del farmaco su persone di sesso femminile sottoposte ad alcune terapie. Da subito si era detto che al di sotto di una certa età la somministrazione del vaccino era sconsigliata e quello inglese addirittura quasi vietato, prova ne sia che in alcuni Paesi le autorità sanitarie avevano emanato precise disposizioni.

roberto speranza al senato durante il voto sulla mozione di sfiducia

 

Da noi, no. Troppo occupato a scrivere libri che non pubblica o a pensare alle alleanze di una coalizione di sinistra che va in pezzi, Speranza non ha detto una parola per impedire le vaccinazioni di massa agli adolescenti. Né ha proferito verbo circa i limiti da imporre per l'uso di Astrazeneca. Così, in alcune regioni si sono inoculati a manetta anche i ragazzi e il risultato è una frenata generale dopo il decesso di Camilla Canepa, la diciottenne di Genova morta in seguito alla somministrazione del vaccino inglese. A questo punto Speranza si è ricordato di essere il ministro della Salute e finalmente ha aperto bocca per bloccare tutto e invitare le Regioni a usare, per le seconde dosi, altri vaccini.

 

maurizio belpietro

Operazione che lascia perplessi perfino alcuni virologi, perché nessuno conosce gli effetti del cocktail di farmaci, dato che al momento studi clinici completi sono stati eseguiti su persone che hanno ricevuto un solo vaccino, anche se diviso in due dosi. Insomma, la confusione regna sovrana e purtroppo anche Speranza. Ma proprio il fatto che qualunque guaio combini, il ministro della Salute rimanga al suo posto, ci induce a una domanda: chi è il suo santo protettore? Già, perché dobbiamo tenere a tutti i costi questo oscuro burocrate alla guida del ministero più importante?

 

roberto speranza 2

Mario Draghi ha cacciato in pochi giorni Arcuri e pure Angelo Borrelli, mentre altri manager li ha messi alla porta con poche cautele e perfino un protetto dell'ex premier come il capo dei servizi segreti, il generale Gennaro Vecchione, è stato liquidato senza complimenti. Dunque, qual è il motivo per cui Speranza resta incollato alla sedia? Molti, al suo posto, avrebbero già dovuto fare le valigie. E non è pensabile che il micro partito di cui fanno parte Massimo D'Alema e Pier Luigi Bersani possa imporre la permanenza di Speranza. Perciò, torniamo a chiedere: perché la salute degli italiani deve rimanere nelle sue mani? C'è forse un segreto inconfessabile?

roberto speranza massimo dalema speranza draghiROBERTO SPERANZA - ZONE ROSSE - MEME BY SARX88PIERLUIGI BERSANI ROBERTO SPERANZASPERANZA 9speranzaroberto speranza accordi e disaccordi ROBERTO SPERANZAROBERTO SPERANZA PRESENTA IL DPCMDRAGHI ARCURI SPERANZAroberto speranza meme speranza

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...